Con la pubblicazione del Decreto MIMIT del 18 giugno 2025, resa ufficiale il 25 luglio, si è aperto un nuovo scenario per il sistema produttivo nazionale: l’obbligo di stipulare una polizza assicurativa contro eventi catastrofali è ora un prerequisito essenziale per accedere a numerose misure di agevolazione pubblica. Il decreto specifica che, per accedere alle agevolazioni gestite dalla Direzione generale per gli incentivi alle imprese, sarà necessario dimostrare la stipula della polizza:
- Dal 30 giugno 2025 per le grandi imprese
- Dal 2 ottobre 2025 per le medie imprese
- Dal 1° gennaio 2026 per micro e piccole imprese
Il mancato rispetto di queste scadenze comporterà l’esclusione automatica dall’accesso a tutte le domande di agevolazione presentate dopo tali date.
UN OBBLIGO CHE CAMBIA LE REGOLE DEL GIOCO
Con Carmine Calvanese, Direttore tecnico di Telematica Italia, diamo spazio a un tema di grande attualità per le imprese: il nuovo obbligo di stipulare una polizza assicurativa contro eventi catastrofali. Già nel marzo 2025, il direttore Calvanese era intervenuto per chiarire i dettagli dell’obbligo e le possibili implicazioni legate a eventuali incompatibilità con il diritto dell'UE sancito dal decreto legge Milleproroghe, approvato lo scorso febbraio.
Questa misura, introdotta dal legislatore, non rappresenta solo una forma di tutela del patrimonio aziendale di fronte a rischi ambientali sempre più frequenti, ma diventa anche un prerequisito indispensabile per accedere a numerose agevolazioni pubbliche.
Gli strumenti agevolativi interessati includono programmi fondamentali come Contratti di sviluppo, interventi per le aree di crisi industriale, Smart & Start, incentivi per l’economia circolare e le energie rinnovabili, oltre a misure di supporto per cooperative, startup e venture capital. Con l’esperienza di Calvanese, Telematica Italia fornisce alle imprese un orientamento pratico su implicazioni, vantaggi e criticità di questa novità normativa.
"Le imprese che non adempiono entro le scadenze stabilite – afferma Calvanese - rischiano di perdere l’accesso a una lista estremamente rilevante di incentivi, strategici per innovazione, sostenibilità e sviluppo territoriale. Il decreto è molto chiaro: nessun incentivo sarà concesso senza copertura assicurativa attiva. In particolare, verranno esclusi i seguenti strumenti agevolativi:
a) “Contratti di sviluppo” (art. 43 D.L. 25 giugno 2008, n.112)
b) “Interventi di riqualificazione destinati alle aree di crisi industriale” (Legge 181/89)
c) “Regime Nuova Marcora” per cooperative (D.M. 4 gennaio 2021)
d) “Smart & Start” per startup innovative (D.M. 24 settembre 2014)
e) “Agevolazioni per economia circolare” (D.M. 11 giugno 2020)
f) “Fondo salvaguardia livelli occupazionali” (D.M. 29 ottobre 2020)
g) “Mini contratti di sviluppo” (D.M. 12 agosto 2024)
h) “Agevolazioni per economia sociale” (D.M. 3 luglio 2015)
i) “Autoproduzione da rinnovabili per PMI” (D.M. 13 novembre 2024)
l) “Finanziamento start-up” (D.M. 11 marzo 2022)
m) “Supporto a start-up e venture capital per transizione ecologica” (D.M. 3 marzo 2022)
PERCHÉ LA POLIZZA DIVENTA CENTRALE
L’obbligo di assicurazione contro eventi catastrofali non è solo un vincolo burocratico, ma riflette un cambio di prospettiva del legislatore: trasferire parte del rischio dalle casse pubbliche al sistema assicurativo, garantendo che le imprese siano protette da danni dovuti a calamità naturali sempre più frequenti.
Non assicurarsi – continua il direttore di Telematica Italia Calvanese - significa autoescludersi da ogni possibilità di sviluppo finanziato dallo Stato, in un momento in cui ogni leva di investimento è cruciale per restare competitivi. Il decreto del 18 giugno 2025 segna un cambio di paradigma: la polizza catastrofale non è più facoltativa, ma vincolante per accedere a ogni forma di incentivo pubblico strutturato. Le imprese che agiscono per tempo non solo tutelano il proprio patrimonio, ma preservano il diritto di crescere, innovare e restare parte del sistema produttivo agevolato".
OPPORTUNITÀ E CRITICITÀ
Se da un lato la norma obbliga le imprese a dotarsi di una tutela patrimoniale, dall’altro solleva alcune criticità operative:
- Costi delle polizze: per alcune categorie di imprese, soprattutto micro e piccole, il premio assicurativo potrebbe rappresentare un onere significativo.
- Standardizzazione dei prodotti: il mercato assicurativo dovrà predisporre soluzioni chiare, trasparenti e comparabili, per evitare disparità di trattamento.
- Conoscenza limitata: molte imprese, soprattutto nei settori tradizionali, non hanno ancora piena consapevolezza dell’obbligo e rischiano di trovarsi impreparate.
UNO SPARTIACQUE PER IL SISTEMA PRODUTTIVO
Il decreto del 18 giugno 2025 rappresenta un vero spartiacque: l’accesso alle risorse pubbliche non sarà più solo legato a piani industriali, sostenibilità e capacità innovativa, ma passerà anche attraverso la dimostrazione di una copertura assicurativa solida contro eventi catastrofali.
La sfida, secondo Calvanese, è duplice:
- Per le imprese, che devono adattarsi in tempi brevi e integrare la polizza nella propria strategia finanziaria.
- Per il sistema Paese, che punta a costruire un modello più resiliente, capace di fronteggiare i rischi climatici ed economici con un approccio condiviso tra pubblico e privato.
"Il rispetto degli obblighi – conclude Calvanese – non è una formalità, ma una condizione necessaria per il futuro. Questa misura segna l’inizio di una nuova cultura del rischio in Italia: le imprese che sapranno anticipare i cambiamenti saranno le prime a beneficiare delle opportunità di crescita".