Per molto tempo il videogioco è stato considerato esclusivamente una forma di intrattenimento. Oggi, invece, rappresenta una delle industrie culturali e creative più dinamiche a livello mondiale, capace di coniugare arte, sviluppo tecnologico, competenze digitali e nuova imprenditorialità. È in questo contesto che la Regione Emilia-Romagna sostiene l'iniziativa, finanziata nell'ambito del Programma Regionale FESR 2021-2027 (Azione 1.3.4), per lo sviluppo di videogiochi e di esperienze immersive interattive. Telematica Italia ne parla con il vicepresidente Vincenzo Colla e con l'assessora alla Cultura, Gessica Allegni.
Perché avete deciso di investire nuovamente nel settore dei videogiochi?
“Il comparto videoludico unisce creatività, innovazione e capacità imprenditoriale, configurandosi come un settore strategico per la competitività del territorio. La filiera coinvolge una vasta gamma di professionisti (programmatori, designer, artisti digitali, sceneggiatori, esperti di marketing e dell'audio), favorendo la nascita di imprese ad alto contenuto innovativo. Con questo bando vogliamo consolidare un ecosistema regionale cresciuto negli anni grazie alle competenze locali e alle reti sviluppate tra imprese, istituzioni e mondo della formazione”.
Qual è il valore strategico del gaming per l’economia e la cultura regionale?
“I videogiochi sono un settore ad alta intensità tecnologica che produce proprietà intellettuale e genera ricadute positive lungo tutta la filiera della digitalizzazione. L’Emilia-Romagna si colloca già tra le realtà italiane più avanzate nel comparto del software e del gaming: un mercato nazionale che nel 2024 ha sfiorato i 2,4 miliardi di euro, grazie a università, centri di ricerca e aziende capaci di competere all'estero. Ma il valore del videogioco va oltre l’economia: sempre più spesso i videogame diventano strumenti di narrazione culturale, educazione e valorizzazione del patrimonio storico. Attraverso linguaggi immersivi, consentono di trasmettere conoscenze e coinvolgere le nuove generazioni nel loro principale spazio di fruizione culturale”.
Quali progetti potranno essere finanziati attraverso il bando?
“Sosteniamo progetti di sviluppo di videogiochi e di esperienze immersive interattive per PC, console e dispositivi mobili. In particolare, finanzieremo le attività che vanno dall'ideazione fino alla realizzazione di un prototipo o di una vertical slice, strumenti fondamentali per presentare il progetto a investitori e partner industriali. La Regione guarda a questo comparto anche come a un laboratorio di innovazione: lo sviluppo videoludico richiede l'utilizzo di tecnologie d'avanguardia: dall'intelligenza artificiale alla realtà virtuale e aumentata, fino al cloud computing, che alimentano la trasformazione digitale dell'intero sistema produttivo emiliano-romagnolo”.
Quali opportunità e criteri premianti sono previsti per le imprese?
“Le piccole e medie imprese potranno ottenere contributi fino al 60% delle spese ammissibili, quota che può salire al 65% in presenza di specifici requisiti. L’obiettivo è accompagnare le aziende nella crescita dimensionale e nel rafforzamento sui mercati. Particolarmente significativa è l'attenzione ai temi dell'inclusione e della sostenibilità. Tra i criteri premianti figurano infatti l'occupazione giovanile e femminile, il possesso del rating di legalità, l'insediamento nelle aree interne o montane e la progettazione di titoli accessibili alle persone con disabilità. È una scelta che dimostra come la crescita economica possa procedere di pari passo con la riduzione delle disuguaglianze e la valorizzazione del capitale umano”.
Come si inserisce questa misura nella strategia regionale e quale messaggio volete lanciare al settore?
“Da tempo la Regione sostiene le industrie culturali e creative come motore di sviluppo economico e sociale. Il gaming incrocia le sfide del futuro: intelligenza artificiale, digitalizzazione e nuove professioni. Attraverso questo bando vogliamo dire alle imprese che crediamo nelle loro potenzialità. Non si tratta solo di un aiuto finanziario, ma di un investimento strategico per generare nuove proprietà intellettuali, attrarre talenti e consolidare l'Emilia-Romagna come uno dei principali poli italiani dell'innovazione digitale. Vogliamo creare le condizioni ideali affinché le idee più brillanti si trasformino in prodotti di successo, capaci di creare occupazione qualificata per tutto il territorio”.