Sono 386,4 milioni di euro le risorse messe in campo dal Governo con il nuovo avviso pubblico “Vita & Opportunità – Un futuro migliore e di valore per tutti”, promosso dal Dipartimento per le politiche in favore delle persone con disabilità della Presidenza del Consiglio dei Ministri.
L’obiettivo è chiaro: sostenere progetti capaci di rafforzare la partecipazione alla vita sociale, l’autonomia abitativa e lavorativa, e la valorizzazione dei talenti e delle competenze delle persone con disabilità. La dotazione finanziaria attinge al Fondo unico per l’inclusione delle persone con disabilità e all’Accordo di Coesione 2025, segnando uno degli interventi più rilevanti degli ultimi anni sul fronte dell’inclusione.
Il bando, operativo su tutto il territorio nazionale, prevede una procedura “a sportello” non competitiva: le domande saranno valutate in ordine cronologico fino a esaurimento delle risorse. Tre le linee di intervento finanziabili: Progetto di Vita, Agricoltura sociale e Attività ricreative per bambini e giovani con disabilità. I progetti dovranno costruire percorsi integrati di autonomia e inclusione, con una durata compresa tra 12 e 36 mesi.
A poter accedere ai fondi sono gli enti del Terzo settore iscritti al RUNTS, anche in forma di rete territoriale, e gli enti locali per interventi nelle aree interne e nelle isole minori. I contributi sono a fondo perduto e coprono fino al 95% dei costi, con finanziamenti che possono arrivare fino a 3 milioni di euro per le iniziative più strutturate.
Le domande potranno essere presentate fino al 29 agosto 2026 tramite PEC, secondo le modalità operative definite da Invitalia. Una misura che punta a trasformare le risorse pubbliche in opportunità concrete di autonomia e partecipazione, mettendo al centro la qualità della vita e il protagonismo delle persone con disabilità.
Telematica Italia ha intervistato il ministro per le Disabilità Alessandra Locatelli per avere una riflessione sullo spirito della misura e sul ruolo della finanza agevolata.
Qual è la visione culturale e politica che ispira “Vita & Opportunità”? Si tratta solo di un sostegno economico o di un cambio di paradigma nel modo in cui il Paese guarda alla partecipazione e al talento delle persone con disabilità?
“La visione è chiara: vogliamo continuare a sostenere quel cambio di prospettiva e di sguardo per promuovere, attraverso la riforma sulla disabilità, le potenzialità di ogni persona al di là dei propri limiti. Con questo bando accompagniamo percorsi reali di crescita e autonomia concreta. Investiamo così nelle persone, nei loro talenti e nel diritto di ciascuno a costruire il proprio progetto di vita”.
Con una dotazione di 386,4 milioni di euro e contributi fino al 95% a fondo perduto, quale ruolo attribuisce alla finanza agevolata come strumento strutturale di inclusione e sviluppo sociale, oltre la logica assistenziale?
“Questo avviso è rivolto agli enti del Terzo settore e ai Comuni per gli interventi da realizzarsi nelle aree interne e isole minori. Il tessuto imprenditoriale interviene, come partner di progetto solamente con riferimento alle società benefit e alle imprese sociali che sono comunque enti del terzo settore. Ho voluto dedicare a questa misura oltre 380 milioni di euro perché mi aspetto progetti solidi che siano in grado di sostenere il diritto di ogni persona con disabilità a vivere una vita autonoma e indipendente, a poter scegliere, lavorare e avere un tempo libero di qualità. La logica assistenziale è ormai superata, con la riforma siamo passati ad una prospettiva basata sulla valorizzazione dei talenti e delle capacità di ogni persona. Per questo alla linea progetti di vita che include le tre dimensioni abitativa, lavorativa e ricreativa, ho voluto dedicare la maggior parte delle risorse previste dall'avviso. L'obiettivo è arrivare a vedere realizzati progetti che non sviluppino singole attività slegate tra loro, ma un insieme coordinato di attività che, mettendo la persona al centro, valorizzino tutti gli aspetti della vita. Attraverso la leva finanziaria pubblica vogliamo rafforzare la capacità degli Enti, garantendo una prospettiva futura alle loro iniziative: per questo la misura mira a creare le condizioni perché i progetti abbiano una sostenibilità anche nel tempo così da rendere questi contributi utili a dare alle persone con disabilità occasioni di valorizzazione stabile delle proprie competenze per vivere pienamente, non per essere solamente assistite”.
Considerando le criticità della modalità a sportello e l’ordine cronologico di valutazione, si garantirà un accesso equo alle risorse su tutto il territorio nazionale?
“Proprio per garantire la massima equità non abbiamo scelto di avere una giornata click day, ma diamo la possibilità di tenere aperto il bando e quindi di poter inviare i progetti per sei mesi, poi naturalmente valuteremo in base alle risorse effettivamente destinate ai finanziamenti. L'equità è data anche dal fatto che i progetti verranno valutati sulla base dell’aderenza a quanto richiesto dal bando, sulla base dei criteri che devono avere gli enti e le associazioni per partecipare sulla parte innovativa e anche sulla continuità che i progetti potranno garantire per il futuro. È stata prevista, inoltre, la possibilità di un dialogo migliorativo, per integrare documentazione e passaggi mancanti, in modo che tutti possano completare il proprio progetto in linea con quanto previsto dal bando stesso”.
In che modo questa misura sostiene l’attuazione del Progetto di Vita personalizzato, traducendo l’autonomia abitativa, lavorativa e del benessere dei minori in risultati concreti e misurabili? Può approfondire?
“Questa misura rappresenta un tassello fondamentale nell’attuazione concreta del Progetto di Vita individualizzato e partecipato, perché permette di passare dall’assistenza alla piena realizzazione della persona. Il Progetto di Vita è uno strumento innovativo che accompagna la persona con disabilità in tutte le fasi della sua esistenza, mettendo al centro i suoi desideri, le sue potenzialità e le sue aspirazioni, come sancito dalla Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità. Il bando ha l’obiettivo di aumentare possibilità, opportunità e occasioni di crescita e innovazione nell’ambito dello sviluppo di percorsi formativi, occupazionali, ricreativi e di vita”.
Come si intende favorire la costruzione di reti stabili tra Terzo Settore, enti locali e imprese sociali per garantire continuità agli interventi anche oltre i 36 mesi previsti?
“Innanzitutto, attraverso l’obbligo di partecipare con partner e in rete, che significa che ogni ente del Terzo settore dovrà aprire un dialogo con il territorio, poi l’integrazione strutturale delle risorse, considerato che i soggetti proponenti dovranno contribuire al progetto creerà, fin dalle prime fasi progettuali, soluzioni pensate per rispondere in modo concreto e duraturo ai bisogni reali delle persone con disabilità e garantire continuità nel tempo. L’eventuale partecipazione degli enti locali potrà poi favorire la definizione di modelli organizzativi comuni e semplificare i processi amministrativi. Il riferimento al limite delle tre province potrà in particolare stimolare la realizzazione di sinergie territoriali capaci di generare sviluppi duraturi in una rete di interventi territoriali basati sulla prossimità, nei contesti di vita delle persone, promuovendo un approccio collaborativo. In tal senso le imprese sociali potrebbero essere pilastri di questo nuovo modello, in quanto uniscono l’utilità sociale alla sostenibilità economica, garantendo la continuità dei servizi anche dopo i trentasei mesi ed esaurito il contributo a fondo perduto. Un'alleanza in cui il Terzo Settore non è più un semplice esecutore, ma un partner strategico nella realizzazione di progetti per la vita autonoma delle persone”.
Quali risultati concreti e cambiamenti culturali spera di lasciare “Vita & Opportunità” a lungo termine nel Paese, sia in termini di inclusione delle persone con disabilità sia di modello di intervento sociale replicabile?
“La continuità del progetto è una delle direttrici principali, quella che orienterà maggiormente l’approvazione dei progetti. Il bando ‘Vita & Opportunità’ si inserisce perfettamente nel percorso che abbiamo promosso in questi anni al governo: lavorare perché ogni persona possa partecipare pienamente alla vita sociale, culturale, politica delle nostre comunità, e avere quindi una vita il più possibile autonoma e indipendente. Vogliamo che ‘Vita & Opportunità’ lasci un segno concreto non solo nei servizi offerti, ma soprattutto nel cambiamento culturale: superare una visione assistenziale della disabilità per affermare con forza quel nuovo sguardo che mette al centro la persona con le sue potenzialità. L’obiettivo è, quindi, quello di continuare lungo la strada tracciata, valorizzando sempre di più il lavoro straordinario che ogni giorno viene portato avanti da tantissime realtà del nostro Paese, creando modelli replicabili che possano costruire percorsi sempre più rispondenti ai bisogni delle persone con disabilità e delle loro famiglie”.
ALESSANDRA LOCATELLI nasce a Como il 24 settembre 1976. Laureata in Sociologia, ha svolto esperienze di volontariato in Italia in diverse strutture sociali e socio sanitarie, presso associazioni che si occupano di sport e disabilità, nei servizi di urgenza ed emergenza, e in Africa in centri per bambini. Ha lavorato per molti anni nel campo dell’assistenza, della cura, dell’educazione e dell’accoglienza di persone adulte con disabilità intellettiva. Ha diretto una Comunità Alloggio a Como, è stata assessore alle Politiche Sociali e Vicesindaco, parlamentare e assessore alle Politiche sociali e della Famiglia di Regione Lombardia. Dal 22 ottobre 2022 è Ministro per le Disabilità nel governo Meloni.