Neet e donne, competenze digitali per il lavoro che cambia

Accrescere le competenze digitali dei NEET (15-34 anni) e delle donne (18-67 anni) per garantire migliori opportunità e condizioni di inserimento e permanenza nel mondo del lavoro. Questi gli obiettivi dei bandi Onlife+ e Futura+, promossi dal Fondo per la Repubblica Digitale, rispettivamente da 20 e 15 milioni di euro.

Secondo il 2030 Digital Decade Report della Commissione europea, pubblicato a settembre 2023, in Italia sono 26 milioni le persone senza competenze digitali di base. Si tratta del 54% della popolazione tra i 16 e i 74 anni, rispetto al 46% della media Ue. Inoltre, solo il 43,1% delle donne possiede competenze digitali di base, rispetto al dato Ue del 52,3%. Il nostro Paese, in aggiunta, presenta il più alto tasso di NEET: sono, infatti, più di 2,2 milioni.

Telematica Italia ha intervistato Martina Lascialfari, Direttrice Generale del Fondo per la Repubblica Digitale Impresa sociale per comprendere le finalità e le opportunità dei bandi Onlife+ e Futura+. Un dialogo che ha permesso di valorizzare il ruolo della finanza agevolata come leva strategica e di diffondere informazioni chiare e aggiornate su iniziative che rappresentano un’importante occasione di crescita sociale ed economica.

Direttrice Martina Lascialfari, si sono chiusi i bandi Onlife+ e Futura+. Quali sono le principali caratteristiche di questi due bandi e in quale contesto ci troviamo?

“Onlife+ e Futura+ (seconda fase dei bandi Onlife e Futura) sono gli ultimi due bandi promossi dal Fondo per la Repubblica Digitale, rispettivamente da 20 e 15 milioni di euro. L’obiettivo è accrescere le competenze digitali dei NEET e delle donne per garantire migliori opportunità e condizioni di inserimento e permanenza nel mondo del lavoro. La loro realizzazione è stata definita a febbraio 2025 dal Comitato di indirizzo strategico del Fondo per la Repubblica Digitale, nell’ambito del Piano Strategico 2025–2026, che ha previsto lo scale-up di bandi già sperimentati attraverso la pubblicazione di nuove opportunità aperte a tutti gli stakeholder interessati. In questo contesto, i progetti sostenuti dal Fondo nell’ambito di Onlife e Futura, pubblicati nel 2022 che hanno dimostrato il maggiore impatto nella fase sperimentale, beneficeranno di una premialità nell’ambito dei due nuovi bandi. Rispetto alle edizioni precedenti, infatti, Onlife+ e Futura+, mirano a sostenere progetti di maggiori dimensioni in termini di risorse economiche assegnate, di beneficiari raggiunti e di raggruppamenti proponenti, con lo scopo di consegnare al decisore pubblico le migliori pratiche in termini di efficacia e impatto generato. In risposta ai due bandi, chiusi a dicembre 2025, sono pervenute in totale 372 proposte progettuali. Nello specifico, 162 proposte per Onlife+ e 210 per Futura+. Il Fondo per la Repubblica Digitale Impresa Sociale ha avviato la valutazione delle proposte ricevute, che prevede una prima istruttoria di ammissibilità e una successiva valutazione di merito. Il contesto di riferimento resta complesso: in Italia, dei circa 1,4 milioni di giovani che non studiano e non lavorano, quasi 7 su 10 dichiarano di voler lavorare, mentre 463 mila risultano effettivamente inattivi e disinteressati al mondo del lavoro. Secondo i dati Istat 2025, la distribuzione dei NEET per titolo di studio evidenzia che il 42,8% possiede al massimo la licenza media, il 47,5% un diploma e il 9,7% una laurea. Rispetto invece alla ripartizione geografica, il fenomeno si concentra soprattutto nel Mezzogiorno (59,6%), mentre le altre aree del Paese registrano percentuali più contenute. Persistono inoltre forti criticità legate alla condizione femminile. Nonostante oltre il 60% dei laureati dell’anno 2023 siano donne, i dati sull’occupazione mostrano un costante vantaggio di genere a favore degli uomini. Infatti, poco più di una donna su due lavora (circa il 53%). Sono inoltre 7,8 milioni le donne inattive, pari al 63,5% del totale degli inattivi fra i 15 ed i 64 anni”. 

In che modo questi bandi mirano a colmare il divario digitale in termini di accesso alle competenze, ma anche di inserimento e permanenza nel mondo del lavoro?

“I due bandi affrontano il divario digitale in modo mirato, partendo dai bisogni specifici dei diversi destinatari. Onlife+ è rivolto ai NEET e sostiene progetti di formazione capaci non solo di rafforzare le competenze digitali, ma anche di favorire l’ingresso nel mondo del lavoro, la riqualificazione professionale e, più in generale, percorsi di inclusione sociale. Futura+, invece, è pensato per le donne e affianca alla formazione digitale una serie di misure di accompagnamento fondamentali: servizi per la conciliazione tra vita personale, studio e lavoro e percorsi di supporto all’ingresso e alla permanenza nel mercato del lavoro. In entrambi i casi, l’approccio è integrato. I progetti devono combinare la formazione sulle competenze digitali, di base e avanzate, con lo sviluppo delle competenze trasversali, oggi indispensabili per affrontare il mercato del lavoro. A questo si affiancano azioni di orientamento, accompagnamento e riattivazione dei partecipanti, pensati per sostenere concretamente l’inserimento o la riqualificazione professionale e la prosecuzione dei percorsi formativi, prevedendo inoltre eventuali servizi di conciliazione coerenti con i bisogni del target individuato”.

Come vengono valutate le proposte progettuali? Ci sono criteri di premialità specifici rispetto ai primi due bandi?

“La procedura di valutazione dei bandi, a cura dell’Impresa sociale, prevede una prima istruttoria volta alla selezione dei progetti che soddisfino i requisiti formali di ammissibilità e una successiva valutazione volta ad individuare i progetti ritenuti più meritevoli, che si reputino capaci di generare un significativo impatto rispetto alle finalità del bando. Nel limite delle risorse disponibili e sulla base di una valutazione comparata delle proposte, saranno sostenuti unicamente i progetti che presentino i punteggi di valutazione più elevati e, in ogni caso, che abbiano ottenuto un punteggio sufficiente. Nel processo di valutazione di merito è prevista la possibile attribuzione di un coefficiente premiale per i progetti già sostenuti nella prima edizione dei due bandi che hanno dimostrato un maggiore impatto e presentano i requisiti richiesti attualmente. La valutazione delle proposte avviene, pertanto, sulla base dei criteri di ammissibilità e di merito. L’elenco dei progetti selezionati relativo ai due bandi verrà diffuso nella prima metà del 2026”.

Che ruolo gioca la finanza agevolata come strumento di supporto per enti e imprese che vogliono sviluppare proposte e progetti?

“La finanza agevolata rappresenta sicuramente uno strumento importante per sostenere investimenti e crescita di enti e imprese. Il Fondo per la Repubblica Digitale opera con una logica ad essa complementare, ossia tramite risorse a fondo perduto messe a disposizione dalle Fondazioni di origine bancaria, cui è riconosciuto un credito d’imposta, nell’ambito di una partnership pubblico-privato sociale tra il GovernoACRI (Associazione di Fondazioni e di Casse di Risparmio). Questo modello consente di ridurre il rischio per gli attori coinvolti nei partenariati dei progetti selezionati e di favorire la sperimentazione di interventi innovativi ad alto impatto sociale, in particolare nei campi della formazione e dell’inclusione digitale, in linea con gli obiettivi di PNRR e PNC. In questo senso, il Fondo sostiene lo sviluppo di competenze, modelli e pratiche efficaci, con l’obiettivo di renderli scalabili e trasferibili alle politiche pubbliche. Un approccio che affianca la finanza agevolata, intervenendo a monte sui fattori strutturali che condizionano la capacità delle organizzazioni di progettare, innovare e crescere in modo integrato”.

Potete condividere qualche altro esempio di iniziativa che avete messo in campo per Terzo Settore e PMI?

“Un esempio significativo è il bando Digitale sociale, pubblicato dal Fondo per la Repubblica Digitale Impresa sociale nell’aprile 2024. L’iniziativa è nata con l’obiettivo di rafforzare le competenze e le conoscenze digitali di chi lavora ogni giorno nel terzo settore: dipendenti, collaboratori stabili e volontari degli enti attivi nei settori di interesse generale dell’economia sociale. Il bando ha messo a disposizione 15 milioni di euro per sostenere progetti presentati da soggetti pubblici, private senza scopo di lucro ed enti del terzo settore. All’interno dei partenariati era inoltre possibile coinvolgere imprese for profit, in qualità di fornitori di know-how e strumenti tecnologici, favorendo così un dialogo concreto tra mondo profit e non profit. Ogni progetto poteva ricevere un contributo compreso tra 500 mila e 1 milione di euro. Attraverso Digitale sociale, il Fondo ha voluto sostenere un coinvolgimento reale e strutturato in programmi di formazione di qualità, capaci di costruire percorsi efficaci e immediatamente spendibili. L’obiettivo non era solo trasferire competenze digitali funzionali alle attività quotidiane degli enti, ma anche accrescere una consapevolezza più ampia sul ruolo strategico del digitale nel lavoro e nell’impatto sociale. I progetti selezionati e attualmente in corso sono 24, con un utilizzo pressoché completo delle risorse disponibili, a conferma dell’interesse e della capacità progettuale espressa dal settore su questi temi. Ad integrazione della sua attività principale, l’Impresa Sociale ha inoltre attivato partnership con organizzazioni private profit e non profit, con l’obiettivo di sviluppare opportunità di formazione digitale e inclusione sociale catalizzando nuove risorse a beneficio delle comunità e dei territori, favorendo l'unione di risorse filantropiche, pubbliche e private e lo scambio di pratiche ed esperienze. Tra le iniziative in partnership, crescerAI (sviluppata con il sostegno Google.org) sostiene lo sviluppo di soluzioni open source di Intelligenza Artificiale per PMI e imprese sociali del Made in Italy. L’iniziativa vIvA, co-supportata pariteticamente dal Fondo e da Google.org, punta invece alla formazione su competenze digitali e intelligenza artificiale per persone in condizione di vulnerabilità e in territori più svantaggiati. Good Loop, infine, è l’iniziativa di Cariplo Factory insieme a Fondazione Cariplo, realizzata con il supporto di Fondazione Triulza e il contributo di Microsoft e del Fondo per la Repubblica Digitale, per un’Academy sull’uso responsabile dell’IA nel terzo settore. Il percorso formativo è gratuito ed è ancora possibile partecipare. SheLeads, invece, è realizzata con il supporto di VISA Foundation per promuovere l’imprenditoria femminile digitale sul territorio lombardo, nella cornice più ampia di Milano Cortina 2026. E' stato pubblicato pubblicato il form di iscrizione per le donne interessate a partecipare al progetto formativo”.

Dal vostro punto di vista, in che modo le partnership pubblico-private o collaborazioni territoriali risultano efficaci per realizzare progetti di impatto e garantirne la sostenibilità nel tempo?

“Le partnership pubblico-private sono decisive perché permettono di integrare risorse, competenze e responsabilità, aumentando l’impatto degli interventi, la loro sostenibilità nel tempo e la capillarità nelle comunità locali. Il Fondo per la Repubblica Digitale nasce proprio come collaborazione innovativa tra Governo e Fondazioni di origine bancaria e opera in linea con gli obiettivi di digitalizzazione del PNRR e del PNC. Questo modello integrato consente di attivare risorse a fondo perduto e di favorire la sperimentazione di progetti di formazione e inclusione digitale ad alto impatto sociale. Il know-how e la presenza capillare delle Fondazioni sul territorio nazionale, inoltre, permettono di tarare gli interventi sui bisogni reali dei contesti locali, valorizzando il contributo di enti del Terzo Settore, imprese sociali, enti di formazione e istituzioni. La prossimità ai territori rafforza l’efficacia dei progetti e ne sostiene la continuità, creando reti, competenze diffuse e capacità progettuale duratura. La sostenibilità nel tempo è assicurata dall’approccio del Fondo, orientato a sostenere, monitorare, valutare e rendere scalabili i modelli più efficaci, mettendoli a disposizione futura delle politiche pubbliche nazionali. In questo modo, le partnership di questa natura non generano solo risultati concreti, ma contribuiscono a cambiamenti strutturali e replicabili nel sistema della formazione e dell’inclusione digitale del Paese, con l’obiettivo di estendere le opportunità a tutti e non lasciare indietro nessuno”. 

 

I BANDI

ONLIFE+ è il bando dedicato ai NEET (15-34 anni) e i progetti sono presentati da parte di soggetti pubblici, privati senza scopo di lucro e enti del Terzo Settore, in partnership anche con soggetti for profit. Il bando mette a disposizione 20 milioni di euro e mira ad accrescere le competenze digitali dei giovani che non studiano, non si formano e non lavorano al fine di garantire migliori opportunità e condizioni di inserimento e permanenza nel mondo del lavoro. In Italia, oggi, si contano circa 1,4 milioni di giovani che non studiano e non lavorano. Di questi, però, quasi 7 su 10 dichiarano di voler lavorare, 463 mila risultano effettivamente inattivi e disinteressati al mondo del lavoro. Secondo i dati Istat 2025, la distribuzione dei NEET per titolo di studio evidenzia che il 42,8% possiede al massimo la licenza media, il 47,5% un diploma e il 9,7% una laurea. Rispetto invece alla ripartizione geografica, il fenomeno si concentra soprattutto nel Mezzogiorno (59,6%), mentre le altre aree del Paese registrano percentuali più contenute.

FUTURA è il bando dedicato alle donne (18-67 anni) e i progetti sono presentati da parte di soggetti pubblici, privati senza scopo di lucro ed enti del Terzo Settore, in partnership anche con soggetti for profit. Il bando prevede un totale di 15 milioni di euro e mira a selezionare progetti di formazione validi e innovativi per accrescere le competenze digitali delle donne, occupate e non, al fine di garantire migliori opportunità e condizioni di inserimento nel mondo del lavoro. Le problematiche legate alla condizione femminile in Italia sono ben note, infatti, nonostante oltre il 60% dei laureati dell’anno 2023 siano donne, i dati sull’occupazione mostrano un costante vantaggio di genere a favore degli uomini. Infatti, poco più di una donna su due lavora (circa il 53%). Sono inoltre 7,8 milioni le donne inattive, pari al 63,5% del totale degli inattivi fra i 15 ed i 64 anni. 

FONDO PER LA REPUBBLICA DIGITALE

Il Fondo per la Repubblica Digitale, istituito nel 2021, è una partnership tra Governo e Acri (l’associazione delle fondazioni e casse di risparmio). Opera nell’ambito degli obiettivi di digitalizzazione del PNRR e del Piano Nazionale Complementare, selezionando e sostenendo progetti ad alto impatto per ridurre il divario digitale e favorire l’inclusione. Attraverso la valutazione dei risultati, il Fondo individua le iniziative più efficaci per diffonderle sul territorio e trasformarle in politiche strutturali. Contribuisce anche agli obiettivi trasversali del PNRR, come la parità di genere e l’inclusione digitale dei cittadini. Il Fondo agisce nella cornice della Strategia Nazionale per le competenze digitali, all’interno del programma multistakeholder Repubblica Digitale, coordinato dal Dipartimento per la trasformazione digitale. Questo programma mira a ridurre il digital divide e promuovere la cultura tecnologica nel Paese attraverso azioni condivise tra pubblico e privato. Un ruolo chiave è svolto dalla Coalizione Nazionale per le competenze digitali, che riunisce soggetti pubblici e privati impegnati in progetti concreti e misurabili per migliorare le competenze digitali della popolazione. Per approfondire è disponibile il sito: repubblicadigitale.gov.it.

 

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