La Zes come leva di crescita: incentivi e strategie per le aziende

Venerdì 30 gennaio, alla sede di Confapi Terni, si è svolto il webinar “La ZES come leva di crescita: incentivi e strategie per le aziende”, organizzato da Confapi Terni e Telematica Italia. L’incontro è stato rivolto alle imprese interessate ad approfondire strumenti concreti e operativi per accedere alle agevolazioni previste dalla Zona Economica Speciale (ZES) e costruire strategie di sviluppo efficaci e personalizzate.

Il webinar ha offerto una panoramica chiara e aggiornata sulle opportunità offerte dal credito d’imposta ZES, con un focus sulle aree territoriali ammissibili, sugli investimenti agevolabili, in particolare beni strumentali e immobili produttivi e sui settori economici che possono beneficiare della misura. Sono stati, inoltre, approfonditi l’ammontare del credito d’imposta, le percentuali applicabili in base alla dimensione dell’impresa e all’area di investimento, nonché le scadenze e le tempistiche da rispettare per non perdere l’accesso al beneficio.

A illustrare nel dettaglio il funzionamento della ZES e le strategie più efficaci per le imprese sono intervenuti Carmine Calvanese, Direttore tecnico di Telematica Italia, e Michele Montesano, Team leader sviluppo d’impresa ed esperto ZES. Un appuntamento di grande interesse per le aziende locali che hanno voluto cogliere le opportunità offerte dalla finanza agevolata e trasformarle in un reale motore di crescita.

“Il nuovo quadro normativo introdotto dalla Legge n. 171/2025 e dalla Legge di Bilancio 2026 - ha spiegato Carmine Calvanese - rafforza il ruolo della ZES Unica come strumento strategico per incentivare gli investimenti produttivi delle imprese. La misura dispone di un plafond complessivo di 2,3 miliardi di euro per il 2026, 1 miliardo per il 2027 e 750 milioni per il 2028, con l’obiettivo di sostenere l’acquisto di beni strumentali. Un’importante novità – continua Calvanese - riguarda l’estensione della ZES Unica alle zone assistite di Umbria e Marche. In Umbria, l’incentivo è applicabile esclusivamente alle aree ammissibili ai sensi dell’art. 107.3.c del TFUE, tra cui rientrano parte del Comune di Terni, Narni, San Gemini e alcune aree della provincia di Perugia, in particolare l’Appennino e le ex aree di crisi. È fondamentale – conclude Calvanese - effettuare una verifica puntuale della localizzazione catastale dell’investimento. Per quanto riguarda l’aliquota del credito d’imposta, in Umbria è prevista una percentuale del 35% dell’investimento ammissibile per micro e piccole imprese, del 25% per le medie imprese e del 15% per le grandi imprese, quest’ultima applicabile esclusivamente in caso di avvio di una nuova attività economica”.

“Sono agevolabili – ha affermato Michele Montesano - gli investimenti che rientrano in un progetto di investimento iniziale, come definito dal Regolamento UE 651/2014. In particolare, rientrano nel beneficio l’acquisto (anche tramite leasing) di macchinari, impianti e attrezzature nuovi, nonché l’acquisto di terreni e la costruzione o l’ampliamento di immobili strumentali, entro il limite massimo del 50% del valore complessivo dell’investimento. L’importo minimo agevolabile è pari a 200.000 euro, mentre quello massimo è fissato a 100 milioni di euro per progetto.

La misura prevede inoltre una ampia cumulabilità con altri strumenti di finanza agevolata, con altri aiuti di Stato e aiuti De Minimis (entro il limite del 100% dei costi sostenuti) e con il Piano Transizione 5.0, la Nuova Sabatini e la Garanzia MCC, nel rispetto dei limiti previsti dalla normativa sugli aiuti di Stato e del principio di nettizzazione.

La procedura di accesso  - ha affermato Montesano - all’incentivo si articola in una comunicazione preventiva da presentare tra il 31 marzo e il 30 maggio 2026, seguita da una comunicazione integrativa prevista tra il 3 e il 17 gennaio 2027. Il credito d’imposta sarà utilizzabile in compensazione, con eventuale riparto delle risorse definito annualmente dall’Agenzia delle Entrate.

Le imprese beneficiarie  - ha proseguito il nostro consulente Montesano - sono tenute a rispettare specifici obblighi e vincoli, tra cui il mantenimento dell’attività nella ZES Unica per almeno cinque anni dal completamento dell’investimento e la certificazione dei costi da parte di un revisore legale. Restano esclusi alcuni settori, come siderurgia, carbonifero, trasporti, energia e credito.

In questo contesto, Telematica Italia  - ha concluso Montesano - offre un supporto completo alle imprese: dalla verifica dei requisiti di partecipazione, all’analisi tecnica di ammissibilità degli investimenti, fino alla pianificazione strategica e alla gestione dell’intero iter procedurale, accompagnando le aziende nella valorizzazione concreta delle opportunità offerte dalla ZES”.

 

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