Zone Logistiche Semplificate: conoscerle per non perdere le opportunità

Tra perimetri amministrativi, aiuti di Stato e credito d’imposta, le ZLS possono diventare un'opportunità concreta oppure un'illusione costosa. La differenza sta tutta nella conoscenza delle regole. 

Dalla ZES alle ZLS: origine ed evoluzione di uno strumento di politica industriale

Le Zone Logistiche Semplificate (ZLS) nascono come evoluzione diretta e complementare delle Zone Economiche Speciali (ZES), introdotte in Italia a partire dal 2017 per sostenere lo sviluppo delle regioni del Mezzogiorno attraverso un mix di incentivi fiscali, semplificazioni amministrative e integrazione tra porti, retroporti e aree produttive. Le ZES rappresentano l’adattamento italiano di un modello internazionale ampiamente collaudato, utilizzato come leva di attrazione degli investimenti e di rafforzamento delle filiere industriali e logistiche nei territori caratterizzati da ritardi strutturali di sviluppo.

Per evitare un divario eccessivo tra Sud e Centro-Nord, il legislatore ha previsto, con la Legge di Bilancio 2018, l’istituzione delle Zone Logistiche Semplificate nelle regioni non ammesse alle ZES. Le ZLS sono state concepite come uno strumento mirato ai grandi nodi logistici e portuali del Centro-Nord, con l’obiettivo di migliorare l’efficienza delle infrastrutture, semplificare i procedimenti autorizzativi e rafforzare la competitività dei territori inseriti nei corridoi europei della logistica e del trasporto. A differenza delle ZES, tuttavia, le ZLS si sono inizialmente sviluppate più come cornici amministrative e di governance, con un accesso agli incentivi fiscali fortemente condizionato dalla disciplina sugli aiuti di Stato e dalla Carta degli Aiuti a Finalità Regionale.

Nel dibattito pubblico e imprenditoriale le Zone Logistiche Semplificate (ZLS) vengono spesso percepite come un’opportunità uniforme, facilmente accessibile e fiscalmente vantaggiosa per tutte le imprese localizzate nei territori interessati.

La realtà, però, è decisamente più articolata.

Le ZLS rappresentano uno strumento potenzialmente strategico di politica industriale e territoriale, ma la loro efficacia dipende in modo diretto dal grado di conoscenza delle regole, dalla lettura corretta dei perimetri e dalla disciplina sugli aiuti di Stato. In mancanza di questa consapevolezza, il rischio concreto è quello di perdere opportunità reali, anche in presenza di risorse disponibili. 

ZLS e credito d’imposta: il nodo centrale

Pur essendo percepite come un’opportunità uniforme, le ZLS non garantiscono automaticamente il credito d’imposta a tutte le imprese nei territori interessati. L’accesso ai benefici fiscali è infatti strettamente legato alla classificazione delle aree come ammissibili agli aiuti di Stato ex art. 107, paragrafo 3, lettera c) del TFUE, secondo la Carta degli Aiuti a Finalità Regionale 2022–2027.

La differenza tra “area inclusa nella ZLS” e “area effettivamente agevolabile” è una delle principali fonti di errore strategico nella pianificazione degli investimenti. 

Il dato del 2025: risorse disponibili, opportunità non colte

Nel 2025, per le ZLS:

  • 80 milioni di euro erano stati stanziati in prima battuta;
  • successivamente, con l’estensione legata alla ZES unica Marche e Umbria, le risorse sono salite a circa 110 milioni di euro.

Eppure, i crediti d’imposta effettivamente richiesti si sono fermati a 47,7 milioni di euro.

Un divario così netto è molto probabilmente riconducibile a una scarsa conoscenza della misura, delle sue regole applicative e dei confini reali dell’ammissibilità agli aiuti di Stato, più che a una mancanza di investimenti o di interesse da parte delle imprese.

Aliquote del Credito d’Imposta ZLS

Il credito d’imposta ZLS prevede aliquote differenziate in funzione della dimensione aziendale e dell’area territoriale di riferimento, con percentuali comprese tra il 10% e il 35%.

Di seguito una sintesi delle aliquote standard

Dimensione d’impresaAliquota standard
Micro e Piccole Imprese35%
Medie Imprese25%
Grandi Imprese25%


Inoltre, in alcune aree delle province di Latina, Rieti e Frosinone, sono previste maggiorazioni territoriali.

In tali aree, le aliquote risultano così incrementate:

Dimensione d’impresaAliquota nelle aree agevolate (LT – RI – FR)
Micro e Piccole Impresefino al 45%
Medie Impresefino al 35%
Grandi Impresefino al 25%

 

LE SETTE ZONE LOGISTICHE SEMPLIFICATE (ZLS) ATTIVE:

 

 1. ZLS Porto di Venezia – Rodigino 

ProvinciaComuneAmmissibilità aiuti di Stato ex art. 107.3.c TFUE
ROCaltoAmmissibile
ROFiesso UmbertianoAmmissibile
ROCanaroAmmissibile
ROCastelmassaAmmissibile
ROCastelnovo BarianoAmmissibile
ROCeneselliAmmissibile
ROFicaroloAmmissibile
ROGaibaAmmissibile
ROMelaraAmmissibile
ROOcchiobelloAmmissibile
ROPolesellaAmmissibile
RORovigoAmmissibile
ROSalaraAmmissibile
ROStientaAmmissibile
ROTrecentaAmmissibile
ROBergantinoAmmissibile
VEVeneziaAmmissibile solo per porzioni di territorio
VEChioggiaNON ammissibile
ROBosaroNON ammissibile
ROBagnolo di PoNON ammissibile

 

2. ZLS “Porto e Retroporto di Genova”

Liguria

ProvinciaComuneAmmissibilità ex art. 107.3.c TFUE
GEGenovaAmmissibile solo per porzioni di territorio
SVVado LigureAmmissibile solo per porzioni di territorio

 

Piemonte

ProvinciaComuneAmmissibilità ex art. 107.3.c TFUE
ALAlessandriaNON ammissibile
ALArquata ScriviaNON ammissibile
ALBelforte MonferratoNON ammissibile
ALCastellazzo BormidaNON ammissibile
ALNovi LigureNON ammissibile
ALOvadaNON ammissibile
ALTortonaNON ammissibile

 

Emilia Romagna / Lombardia

ProvinciaComuneAmmissibilità ex art. 107.3.c TFUE
RECasalgrande (Dinazzano)NON ammissibile
PCPiacenza (Hub ferroviario)Ammissibile
MISegrateNON ammissibile
MIPioltelloNON ammissibile
MIMelzoNON ammissibile
MIVignateNON ammissibile

 

 3. ZLS dei Porti Fluviali Lombardi

Provincia di Cremona

ComuneAmmissibilità ex art. 107.3.c TFUE
PizzighettoneAmmissibile
SpinadescoAmmissibile
CremonaNON ammissibile
Sesto ed UnitiNON ammissibile
CasalmaggioreNON ammissibile
Rivarolo del ReNON ammissibile
CasteldidoneNON ammissibile
San Giovanni in CroceNON ammissibile
Piadena DrizzonaNON ammissibile

 

Provincia di Mantova

ComuneAmmissibilità ex art. 107.3.c TFUE
RoncoferraroAmmissibile
San Benedetto PoAmmissibile
San Giorgio BigarelloAmmissibile
ViadanaAmmissibile
MantovaNON ammissibile
Gazoldo degli IppolitiNON ammissibile
OstigliaNON ammissibile
Borgo MantovanoNON ammissibile
RodigoNON ammissibile

 

4. ZLS Emilia-Romagna

ProvinciaComune / AreaAmmissibilità ex art. 107.3.c TFUE
PCPiacenza (Hub ferroviario)Ammissibile
RECasalgrande (Dinazzano)NON ammissibile
BOBentivoglioNON ammissibile
BOSan Giorgio di PianoNON ammissibile
PRFontevivoNON ammissibile
RERubieraNON ammissibile
RALugoNON ammissibile
RARavennaNON ammissibile

 

5. ZLS Toscana

ProvinciaComuneAmmissibilità ex art. 107.3.c TFUE
MSCarraraAmmissibile
LICollesalvettiAmmissibile
LILivornoAmmissibile solo per porzioni di territorio
MSMassaAmmissibile
LIPiombinoAmmissibile
FICampi BisenzioNON ammissibile
PIPisaNON ammissibile
LIPortoferraioNON ammissibile
POPratoNON ammissibile

 

6. ZLS Friuli-Venezia Giulia 

ProvinciaComuneAmmissibilità agli aiuti di Stato ex art. 107, par. 3, lett. c) del TFUE
PNBrugneraAmmissibile
UDButtrioAmmissibile
UDCervignano del FriuliAmmissibile
GOGoriziaAmmissibile
UDManzanoAmmissibile
GOMonfalconeAmmissibile
GOMossaAmmissibile
UDPavia di UdineAmmissibile
GORonchi dei LegionariAmmissibile
UDSan Giorgio di NogaroAmmissibile
UDSan Giovanni al NatisoneAmmissibile
GOStaranzanoAmmissibile
UDTorviscosaAmmissibile
UDAmaroNON ammissibile
UDBujaNON ammissibile
UDCividale del FriuliNON ammissibile
UDMereto di TombaNON ammissibile
UDMoimaccoNON ammissibile
UDOsoppoNON ammissibile
PNPordenoneNON ammissibile
PNSan Vito al TagliamentoNON ammissibile
PNSpilimbergoNON ammissibile
UDTarvisioNON ammissibile
UDUdineNON ammissibile
UDVenzoneNON ammissibile
PNZoppolaNON ammissibile

 

7. ZLS Lazio 

Provincia di Roma (RM) 

ProvinciaComuneAmmissibilità aiuti di Stato ex art. 107.3.c TFUE
RMCivitavecchiaAmmissibile
RMGuidonia MontecelioAmmissibile solo per porzioni di territorio
RMPomeziaAmmissibile
RMRomaAmmissibile solo per porzioni di territorio
RMTivoli (Prevalentemente zona Est)Ammissibile solo per porzioni di territorio
RMFiumicinoNON ammissibile
RMAlbano LazialeNON ammissibile
RMArdeaNON ammissibile
RMCampagnano di RomaNON ammissibile
RMColleferroNON ammissibile
RMFiano RomanoNON ammissibile
RMFormelloNON ammissibile
RMMonterotondoNON ammissibile
RMVelletriNON ammissibile

 

Provincia di Frosinone (FR) 

ProvinciaComuneAmmissibilità aiuti di Stato ex art. 107.3.c TFUE
FRAnagniAmmissibile
FRCassinoAmmissibile
FRCastelforteAmmissibile
FRCeccanoAmmissibile
FRFrosinoneAmmissibile
FRPatricaAmmissibile
FRPiedimonte San GermanoAmmissibile
FRSant’Ambrogio sul GariglianoAmmissibile
FRSant’Andrea del GariglianoAmmissibile
FRSant’ApollinareAmmissibile
FRSan Vittore del LazioAmmissibile
FRVilla Santa LuciaAmmissibile
FRFerentinoAmmissibile
FRCepranoNON ammissibile
FRSan Giorgio a LiriNON ammissibile
FRSoraNON ammissibile
FRIsola LiriNON ammissibile
FRRoccaseccaNON ammissibile
FRPignataro InteramnaNON ammissibile

 

Provincia di Rieti (RI) 

ProvinciaComuneAmmissibilità aiuti di Stato ex art. 107.3.c TFUE
RIAccumoliAmmissibile
RIAmatriceAmmissibile
RICittaducaleAmmissibile
RILeonessaAmmissibile
RIRietiAmmissibile
RIBorgoroseNON ammissibile
RIFara in SabinaNON ammissibile

 

Provincia di Latina (LT) 

ProvinciaComuneAmmissibilità aiuti di Stato ex art. 107.3.c TFUE
LTGaetaAmmissibile
LTApriliaAmmissibile
LTCisterna di LatinaAmmissibile
LTFondiAmmissibile
LTFormiaAmmissibile
LTItriAmmissibile
LTLatinaAmmissibile (parziale)
LTMinturnoAmmissibile
LTSanti Cosma e DamianoAmmissibile
LTPontiniaNON ammissibile

 

Provincia di Viterbo (VT) 

ProvinciaComuneAmmissibilità aiuti di Stato ex art. 107.3.c TFUE
VTViterboAmmissibile
VTCivita CastellanaAmmissibile
VTOrteAmmissibile
VTTarquiniaAmmissibile

  

*Nota operativa

Per i Comuni indicati come “ammissibili solo per porzioni di territorio”, l’accesso al credito d’imposta ZLS è consentito esclusivamente per le aree effettivamente classificate come ammissibili agli aiuti di Stato ex art. 107, par. 3, lett. c) del TFUE, come individuate negli allegati catastali ufficiali e nella Mappa Interattiva della Carta degli Aiuti a Finalità Regionale 2022–2027. 

ZLS: checklist operativa per le imprese

Prima di avviare o programmare un investimento all’interno di una Zona Logistica Semplificata, è fondamentale distinguere tra semplificazioni amministrative e agevolazioni fiscali. Le ZLS non funzionano come un incentivo automatico: solo una verifica preventiva e puntuale consente di trasformare lo strumento in un reale vantaggio competitivo.

Checklist essenziale

  • Verificare se tuo Comune è incluso nel perimetro ZLS

→ L’inclusione consente l’accesso alle semplificazioni amministrative.

  • Accertarsi se l’area è ammissibile agli aiuti di Stato ex art. 107, par. 3, lett. c) del TFUE

→ Solo queste aree consentono l’accesso al credito d’imposta ZLS.

  • Controllare se l’ammissibilità è totale o parziale

→ In molti Comuni il beneficio fiscale riguarda solo porzioni di territorio.

  •  Consultare gli allegati catastali ufficiali della ZLS

→ Individuano con precisione le aree effettivamente agevolabili.

  •  Verificare la Carta degli Aiuti a Finalità Regionale 2022–2027

→ Utilizza la Mappa Interattiva ufficiale per il riscontro finale:

  •  Definire i il progetto come “investimento iniziale”

→ Macchinari nuovi, immobili strumentali, terreni (entro il 50% del valore totale).

  •  Valutare la dimensione d’impresa e l’aliquota applicabile

→ Piccole, medie e grandi imprese accedono a percentuali diverse di credito.

  •  Pianificare correttamente tempi e comunicazioni fiscali

→ Comunicazioni all’Agenzia delle Entrate entro le finestre previste, a pena di decadenza.

  •  Utilizzare lo Sportello Unico ZLS

→ Sfrutta le semplificazioni per ridurre tempi autorizzativi e coordinare i procedimenti.

L’analisi dei dati e delle tabelle restituisce un messaggio inequivocabile.

Nel 2025, le risorse destinate alle Zone Logistiche Semplificate c’erano, ed erano anche rilevanti: a fronte di circa 110 milioni di euro stanziati, i crediti d’imposta effettivamente richiesti si sono fermati a 47,7 milioni di euro. Una quota significativa di fondi è dunque rimasta inutilizzata.

Questo dato non può essere letto come una semplice contingenza. È, piuttosto, l’indicatore di una scarsa conoscenza della misura nelle regioni del Centro-Nord, dove le ZLS sono state introdotte più di recente e faticano ancora a essere comprese nella loro reale portata operativa.

Le Zone Logistiche Semplificate sono infatti figlie dirette dell’esperienza del credito d’imposta ZES, nato nel Mezzogiorno. Un’esperienza che, negli anni, è diventata patrimonio condiviso del tessuto imprenditoriale del Sud, dove le imprese conoscono lo strumento, lo pianificano ex ante e lo utilizzano sistematicamente come leva ordinaria di sviluppo economico e territoriale. In quelle aree, il credito d’imposta ZES ha rappresentato — e continua a rappresentare — un fattore eccezionale di attrazione degli investimenti e di rafforzamento delle filiere produttive.

Nel Centro-Nord, al contrario, la ZLS sconta ancora una fase di apprendimento incompleto: perimetri complessi, ammissibilità parziali, distinzione non sempre chiara tra cornice amministrativa e agevolazione fiscale. Il risultato è che opportunità concrete restano spesso sulla carta, non per assenza di risorse, ma per mancanza di informazione e consapevolezza.

Le tabelle lo mostrano con chiarezza:

la ZLS è una cornice amministrativa; l’aiuto di Stato è un’eccezione selettiva.

Nel 2025 le risorse erano disponibili.

È mancata, in molti casi, la conoscenza dello strumento.

Ed è proprio qui che si gioca la differenza decisiva: tra cogliere le opportunità di sviluppo e lasciarle inutilizzate.

 

 

 

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