Blue Eco Line, startup che ferma la plastica nei fiumi per salvare il mare

Nata a Firenze nel 2018, Blue Eco Line è una startup innovativa che ha scelto di combattere l’inquinamento marino partendo dai fiumi. Attraverso tecnologie all’avanguardia e un approccio basato su intelligenza artificiale e sostenibilità, l’azienda sviluppa sistemi in grado di intercettare e rimuovere la plastica dai corsi d’acqua prima che raggiunga il mare. I suoi progetti di punta, River Cleaner e River Eye, rappresentano due facce della stessa missione: agire e conoscere. Il primo è un impianto automatico che raccoglie i rifiuti galleggianti e li avvia al corretto smaltimento; il secondo è un sistema di monitoraggio intelligente che analizza e classifica i rifiuti galleggianti. L’obiettivo è costruire una rete di controllo capillare dei rifiuti fluviali, capace di ridurre in modo significativo l’inquinamento marino. Il team di Blue Eco Line ha realizzato il suo primo progetto, tanto ambizioso quanto arduo: l'impianto installato sul canale di San Rocco a Marina di Grosseto (GR).

Telematica Italia affianca Blue Eco Line nell’ambito della finanza agevolata e ha intervistato Lorenzo Lubrano Lavadera, ingegnere meccanico e Ceo di Blue Eco Line, responsabile della progettazione degli impianti. Cresciuto con una profonda passione per il mare, Lubrano Lavadera si impegna nel preservare la salute degli ambienti marini.

Come nasce Blue Eco Line e quali sono oggi i principali ambiti in cui operate nel settore dell’economia circolare e della sostenibilità ambientale?

“Blue Eco Line nasce nel 2018 come startup con l’obiettivo di promuovere un modello di crescita realmente sostenibile, basato sull’innovazione tecnologica e sui principi dell’economia circolare. Fin dall’inizio la nostra missione è stata quella di ridurre l’impatto ambientale sviluppando due soluzioni complementari e ad alto contenuto tecnologico, capaci di intercettare la plastica direttamente alla fonte, intercettandola prima che venga dispersa in mare. Grazie all’integrazione di intelligenza artificiale, lavoriamo per proteggere gli ecosistemi acquatici e salvaguardare l’ambiente. La prima tecnologia, chiamata River Cleaner, raccoglie automaticamente i rifiuti presenti nei corsi d’acqua e li convoglia nei cassoni di stoccaggio tramite nastri trasportatori. La seconda, River Eye, rappresenta un sistema di monitoraggio intelligente che, fungendo da occhio elettronico, raccoglie e analizza grandi quantità di dati sui flussi di plastica nei fiumi. Grazie a una visione integrata e all’impiego costante di soluzioni all’avanguardia, Blue Eco Line punta a standardizzare i sistemi per raggiungere quanti più corsi d’acqua possibile. Il nostro team è composto da me, Camilla Cantiani, Michael Mugnai, Umberto Fazio, Federica Lenzi, Martino Kuntze e Jacopo Sponchiado”.

Qual è la mission della vostra azienda e quali sfide avete incontrato nel trasformare un’idea sostenibile in un’impresa concreta e competitiva?

“Blue Eco Line nasce con l’obiettivo di sviluppare tecnologie avanzate per la tutela dell’ambiente e la salvaguardia degli ecosistemi acquatici. Attraverso l’innovazione, la ricerca e l’impiego di strumenti digitali come l’Intelligenza Artificiale, l’IoT e i Big Data, ci impegniamo ogni giorno a prevenire e ridurre l’inquinamento da plastica nei corsi d’acqua, trasformando la sostenibilità in un modello concreto di sviluppo economico e sociale. La nostra visione è un futuro in cui fiumi e mari siano liberi dai rifiuti, grazie a un’economia circolare realmente efficiente e a tecnologie capaci di proteggere le risorse naturali senza frenare la crescita. Puntiamo a creare un sistema integrato di raccolta che consenta di gestire i rifiuti fluviali come quelli urbani, riducendo così in modo significativo la quantità di inquinamento che raggiunge i mari. Blue Eco Line aspira a diventare un punto di riferimento internazionale per l’innovazione ambientale, promuovendo una nuova cultura della responsabilità in cui la tecnologia diventa alleata della natura e del progresso sostenibile”.

River Cleaner è uno dei vostri progetti più innovativi: come funziona e quali risultati ha ottenuto finora in termini di impatto ambientale?

River Cleaner è un sistema di raccolta automatizzato, posizionato su un argine del fiume, che permette la raccolta dei rifiuti ed il loro trasporto fino al piano stradale, in completa autonomia. Il primo impianto è stato installato sul canale di San Rocco a Marina di Grosseto (GR), in collaborazione con il Comune di Grosseto, il Consorzio di Bonifica 6 Toscana Sud, le aziende Estra, Ecolat, Sei Toscana e la Regione Toscana stessa, un punto di svolta per la gestione dei rifiuti fluviali che dimostra come tecnologia e sostenibilità possano unirsi per affrontare uno dei problemi ambientali più urgenti: l’inquinamento da plastiche e rifiuti nei corsi d’acqua. Una volta giunti nei cassoni di stoccaggio temporaneo, i rifiuti plastici possono essere indirizzati allo smaltimento, con i regolari mezzi già a disposizione delle aziende addette alla gestione dei rifiuti urbani ed extra-urbani. Questo consente di poter installare l’impianto in qualsiasi porzione di fiume e garantisce la sua completa integrazione nel sistema di smaltimento dei rifiuti locali, senza la necessità di dover adeguare il parco mezzi per la raccolta. Inoltre, essendo in funzione 24 ore al giorno, si ha la possibilità di prelevare i rifiuti dal fiume in ciclo continuo, così da non creare ostruzioni all’interno dell’alveo. Il progetto River Cleaner, nasce con l’intento di combattere il problema dell’inquinamento da plastica dei mari e degli oceani, agendo prima che si disperda in mare. Durante la fase di progettazione, è stato fondamentale per noi, sviluppare una soluzione che potesse essere compatibile con la maggior parte dei corsi fluviali, ma che si potesse al contempo integrare con l’ambiente, in modo tale da non avere un elevato impatto ambientale e visivo. Un ulteriore obiettivo che ci siamo imposti è stato quello di minimizzare i costi e realizzare un impianto ad emissioni 0. Questi vincoli, ci hanno portato a progettare un sistema completamente automatizzato, gestibile da remoto, interconnesso con le aziende di raccolta rifiuti del territorio, il cui costo possa inoltre essere ammortato negli anni”.

Un altro vostro progetto si chiama River Eye che nasce con l’obiettivo di conoscere più a fondo le cause dell’inquinamento marino da plastica: può parlarcene?

“Siamo nati per operare nei fiumi, con l’obiettivo di proteggerli e restituire loro equilibrio. L’introduzione dell’intelligenza artificiale ci ha permesso di ridurre i costi operativi e rendere più efficiente la realizzazione dei nostri sistemi. Il monitoraggio avviene attraverso centraline e sessioni di osservazione visiva, supportate da videocamere che consentono di quantificare in tempo reale i materiali presenti nei corsi d’acqua, in modo simile a quanto avviene con il controllo della qualità dell’aria. Raccogliamo costantemente dati e informazioni sullo stato di salute dei fiumi, creando un database aggiornato che ci permette di individuare le aree più inquinate e di intervenire in modo mirato ed efficace. River Eye è un sistema di monitoraggio fluviale che sfrutta la visione artificiale per identificare e classificare i rifiuti galleggianti di un corso d’acqua in maniera accurata e automatizzata. La raccolta dati avviene grazie a videocamere ad alta risoluzione che registrano le immagini per inviarle al server in cloud, dove verranno archiviate e analizzate da una rete neurale appositamente addestrata a distinguere la plastica dalla materia organica. La strumentazione, dal design compatto e maneggevole, può essere installata sopra ponti o lungo gli argini di un fiume e agisce in completa autonomia grazie a un sistema di controllo remoto. Alimentabile dalla rete elettrica o per mezzo di pannelli solari, River Eye può rimanere in funzione anche 24 ore al giorno per lunghi periodi di tempo, consentendo un’acquisizione di dati senza precedenti”.

Cosa rappresenta per voi il Premio Regionale Innovazione Toscana “Amerigo Vespucci” 2025 e quale valore aggiunto porta al riconoscimento del vostro lavoro?

“Il Premio Regionale Innovazione Toscana Amerigo Vespucci 2025 rappresenta per noi un importante riconoscimento del percorso di ricerca e sviluppo che Blue Eco Line porta avanti con impegno e visione: con River Cleaner ci siamo aggiudicati il primo premio come Impresa giovanile. È un segnale concreto che l’innovazione applicata alla sostenibilità può generare valore reale per il territorio e per l’ambiente. Ricevere questo premio significa vedere riconosciuta la validità delle nostre soluzioni e l’impatto positivo che possono avere nel contrasto all’inquinamento. È anche uno stimolo a continuare a investire in progetti che coniughino efficienza, innovazione e rispetto per l’ambiente, rafforzando la collaborazione tra impresa, istituzioni e ricerca”.

In che modo gli strumenti di finanza agevolata hanno supportato la crescita di Blue Eco Line e lo sviluppo di River Cleaner e River Eye?

“Gli strumenti di finanza agevolata hanno avuto un ruolo fondamentale nel percorso di crescita di Blue Eco Line, permettendoci di trasformare idee innovative in soluzioni concrete e operative. Grazie a questi incentivi abbiamo potuto investire in ricerca, prototipazione e sviluppo tecnologico, accelerando la realizzazione dei progetti River Cleaner e River Eye. I fondi ottenuti ci hanno consentito di implementare sistemi basati su intelligenza artificiale, IoT e analisi dei dati, elementi essenziali per l’efficienza e la sostenibilità delle nostre tecnologie. La finanza agevolata ha rappresentato quindi non solo un supporto economico, ma anche un motore di innovazione che ci ha permesso di consolidare la nostra presenza sul mercato e di contribuire attivamente alla transizione ecologica del Paese”.

Quali ulteriori progetti o traguardi intendete raggiungere grazie alle risorse attivate e alle partnership costruite finora?

“Stiamo lavorando alla realizzazione di un nuovo impianto in Toscana e di altri quattro in diverse regioni italiane: Lombardia, Piemonte e Calabria. Parallelamente, stiamo valutando l’espansione verso i mercati dell’Europa orientale, dove le esigenze di tutela ambientale e di gestione delle acque rappresentano un’opportunità di crescita strategica. Il nostro obiettivo nel breve-medio termine è sviluppare impianti completamente personalizzabili, adattabili a qualsiasi tipologia di sponda fluviale, grazie a una struttura modulare progettata in officina e facilmente assemblabile direttamente in loco. In questo modo puntiamo a rendere la tecnologia Blue Eco Line ancora più accessibile, efficiente e replicabile su scala internazionale”.

INAUGURAZIONE PRIMO IMPIANTO RIVER CLEANER

COME FUNZIONA RIVER CLEANER

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