Social bonus per immobile assegnato prima di qualifica Ets

Social bonus, sì all’agevolazione anche se l’assegnazione dell’immobile avviene prima dell’assunzione della qualifica di ente del Terzo settore (Ets). È quanto chiarito dal ministero del Lavoro e politiche sociali nella nota 6647/2024 in merito ai requisiti di accesso al social bonus di cui all’articolo 81 del Codice del Terzo settore (Dlgs 117/17 o Cts). Quest’ultima disposizione introduce, in sostanza, un credito d’imposta pari al 65 % delle liberalità in denaro effettuate da persone fisiche e del 50 % se effettuate da enti o società in favore degli Ets che hanno presentato al ministero del Lavoro un progetto per sostenere il recupero di immobili pubblici inutilizzati e dei beni confiscati alla criminalità organizzata. Ciò tuttavia a patto che i beni siano assegnati ai citati Ets e da questi utilizzati esclusivamente per lo svolgimento delle attività di interesse generale con modalità non commerciali.

Si tratta di un’agevolazione in vigore già dal 2018 ma che, tuttavia, si è resa pienamente operativa solo a partire dalla scorsa estate, grazie all’avvio della piattaforma predisposta dal ministero del Lavoro. È solo tramite questa modalità di accesso che gli enti dotati della veste di Ets possono presentare progetti di recupero degli immobili finanziati con le liberalità agevolate entro il 15 gennaio, 15 maggio e il 15 settembre di ogni anno. In questo quadro si inserisce il chiarimento del Ministero del lavoro con riguardo ai requisiti soggettivi. La qualifica di Ets rientra tra i requisiti obbligatori per la partecipazione e deve sussistere per tutta la durata dell’intervento di recupero sul bene, affinché le liberalità derivanti all’ente possano beneficiare del credito d’imposta. Se la qualificazione soggettiva è obbligatoria al momento della presentazione della domanda e in tutte le fasi successive, discorso diverso vale invece per quanto riguarda l’assegnazione del bene. Quest’ultima, a dire del ministero, può infatti verificarsi anche antecedentemente alla presentazione dell’istanza, nell’ipotesi in cui l’ente non abbia ancora perfezionato l’iscrizione al Registro unico del Terzo settore.

Ciò che rileva non è infatti il possesso della veste di Ets al momento dell’assegnazione del bene ma quando si presenta la domanda per accedere al social bonus. Un chiarimento senz’altro coerente con l’impianto normativo e che consentirebbe, peraltro, agli enti già assegnatari di beni pubblici di valutare un ingresso nel Terzo settore al fine di beneficiare delle potenzialità del social bonus.

Fonte: Il SOle 24 Ore, Norme e Tributi del 24 aprile 2024.

Settore
Area Espositiva


Mappa
Contatti
Allegati
News correlate
Bandi collegati

Risposta

Lascia un commento - Inizia una nuova discussione

Copyright ® Telematica Italia S.r.l. 2024 - Tutti i diritti riservati