Intesa Sanpaolo, al via piano per imprese da 120 miliardi

Un piano da 120 miliardi di euro fino al 2026 per accompagnare la progettualità delle imprese – dalle micro alle piccole e medie realtà – e favorire nuovi investimenti per la competitività italiana. Intesa Sanpaolo lancia un nuovo programma di finanziamenti («Il tuo futuro è la nostra impresa»), che si aggiungono a quelli stanziati negli ultimi anni dal gruppo bancario a sostegno della realizzazione degli obiettivi del Pnrr, per un totale di oltre 410 miliardi già stanziati.

È questo il momento giusto per farlo, ha spiegato Stefano Barrese, responsabile della Divisione Banca dei Territori di Intesa Sanpaolo perché, dopo un 2023 difficile, il 2024 si è aperto con una rinnovata voglia delle imprese di crescere e investire, spinta dalle risorse messe a disposizione dal Pnrr e da un contesto macroeconomico che – come ha evidenziato il chief economist di Intesa, Gregorio De Felice – va gradualmente migliorando. «Ci sono oggi le condizioni per avere un’accelerazione della crescita già nel secondo semestre di quest’anno, che tenderà a rafforzarsi nel 2025», ha detto De Felice che stima per il 2024 una crescita del Pil italiano dello 0,7%, seguita il prossimo anno da un incremento dell’1,2%. «Dobbiamo essere pronti per affiancare e supportare da subito le aziende che hanno l’esigenza di investire – ha spiegato Barrese –. Inoltre, dal momento che i processi non sempre sono semplici, la nostra responsabilità sarà non solo quella di dare credito, ma anche di facilitare il percorso per le Pmi». Un piano articolato che punta ad accelerare i processi di trasformazione industriale delle aziende e facilitare l’accesso alle nuove misure del Pnrr, anche grazie alla sinergia con Sace e altri partner istituzionali.

Gli ambiti di intervento

Tre i principali ambiti di intervento, come ha spiegato Anna Roscio, executive director sales&marketing imprese di Intesa Sanpaolo. Innanzitutto la Transizione 5.0 (per la quale il Governo ha previsto 13 miliardi di euro di crediti d’imposta) e l’energia, con soluzioni di finanziamento dedicate e agevolate, consulenza per l’accesso alle agevolazioni fiscali, rilascio delle certificazioni e formazione. Il gruppo ha previsto inoltre misure dedicate all’energia autoprodotta e condivisa. Il secondo ambito è lo sviluppo dell’export e dell’internazionalizzazione, non solo attraverso finanziamenti, ma anche grazie al supporto della rete internazionale del gruppo. Il terzo è il tema della digitalizzazione e della sicurezza, con un focus importante sulla cybersecurity, per la quale il piano prevede strumenti specifici di protezione e di credito, tra cui il nuovo Cyber Loan. «Su questo fronte c’è una grave carenza strutturale nel nostro Paese. È necessario cambiare la percezione delle imprese», ha detto Barrese. Basti pensare che il 60% delle Pmi non ha affrontato investimenti per la sicurezza informatica, sebbene i danni potenziali siano gravissimi: «Il costo medio di un attacco informatico è stimato in circa 4,5 milioni di euro per ripristinare la funzionalità», ha spiegato Roscio.

Il nuovo programma di Intesa Sanpaolo è rivolto a tutte le imprese, dalle micro a quelle di maggiori dimensioni, e a tutti i settori produttivi, anche se sono stati previsti interventi distinti per alcuni settori che, per caratteristiche e peculiarità, necessitano di un accompagnamento specifico nella transizione e linee dedicate. L’agroalimentare, alle cui imprese è rivolto il nuovo programma di finanziamenti Cresci Agri, con durata fino a 30 anni e prodotti anche per la copertura dai rischi sulle materie prime; il turismo; e il terzo settore, che Intesa segue attraverso una struttura dedicata di oltre 600 persone e a cui ha concesso finora finanziamenti per oltre 1,5 miliardi di euro.

Sostenere la ripresa

«Ci siamo attivati, durante la pandemia da Covid-19, per sostenere le Pmi nella fase di emergenza, con un’iniezione di liquidità – ha spiegato Anna Roscio – e poi, nel primo rilancio post-emergenza, attraverso l’iniziativa Motore Italia, per un totale di 50 miliardi di risorse che sono servite come contributo alla ripresa degli investimenti e alla crescita del Pil». Una ripresa ben evidenziata dai numeri presentati da De Felice: «Fino al 2019 l’Italia era fanalino di coda in Europa, con una crescita cumulata dello 0,9% in dieci anni, contro il +12,4% dell’area euro». Dopo la pandemia, lo scenario cambia completamente e tra il 2021 e il 2024 la crescita cumulata è stata per l’Italia del 5,7%, contro il +4,3% dell’area euro, ben sopra il dato della Germania (+1,5%) e della Francia (+3,9%). «Quello che è mutato è la dinamica degli investimenti – ha detto De Felice – spinta soprattutto da misure come Industria 4.0 per la manifattura e dal Superbonus per l’edilizia».

Dal 2016 al 2023 gli investimenti delle imprese italiane sono aumentati del 35,7% contro il +4,5% della Germania, con un forte recupero del ritardo accumulato. In particolare, i ritorni degli investimenti in sostenibilità e in tecnologia sono stati significativi: tra il 2019 e il 2022, le aziende che hanno investito in 4.0 hanno registrato una crescita del fatturato doppia rispetto alle altre (+35,5% contro +16,6%) e un forte incremento di produttività.

Dalla banca arriva quindi un messaggio di positività: gli ultimi dati congiunturali sono migliori del previsto per l’area euro, che probabilmente ha raggiunto e superato il punto minimo, e per gli Stati uniti, che viaggiano oltre il 2% di crescita, e anche la Cina sta dando segnali di miglioramento. Di sicuro aiuterà il ribasso dei tassi di interesse atteso per il 6 di giugno, che dovrebbe portare a un -0,75% a fine anno e proseguire l’anno prossimo con una riduzione dell’1,5% e un punto di arrivo al 2,5%. Le tensioni geopolitiche non aiutano ma, al momento senza evidenti impatti sul costo di energia e materie prime. «Una ventata di ottimismo e di concretezza: non l’ottimismo della speranza, ma un ottimismo che nasce dai risultati oggettivi e conferma, una volta di più, la forza e la validità del modello industriale italiano», conclude Barrese.

Fonte: Il Sole 24 Ore, Primo Piano del 26 marzo 2024.

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