Investimenti transizione 5.0, tempi stretti per pianificare

Crediti di imposta fino al 45% per gli investimenti del piano transizione 5.0, ma con un arco temporale limitato al 31 dicembre 2025. Il decreto Pnrr prevede che gli investimenti realizzati nel 2024 e nel 2025 in beni con caratteristiche 4.0, che consentano risparmi energetici oltre determinati limiti percentuali, usufruiscono, in alternativa ai bonus vigenti, di crediti di imposta crescenti in funzione del livello di riduzione dei consumi ottenuto. Per utilizzare gli incentivi 5.0 occorre porre in essere una nutrita serie di adempimenti e attestazioni e attendere dal Gse la comunicazione dell’importo spettante sulla base delle risorse disponibili. La compensazione si effettua entro fine 2025, con riporto a nuovo dell’importo inutilizzato.

Crediti crescenti per gli investimenti 5.0

L’articolo 38 del Dl 19/2024 introduce una nuova agevolazione per gli investimenti delle imprese in beni materiali e immateriali realizzati nel 2024 e nel 2025 con gli obiettivi di transizione 5.0 digitale ed energetica. Gli investimenti devono avere le caratteristiche di quelli industria 4.0 (allegati A e B alla legge 232/2016), essere interconnessi e inoltre consentire il contenimento dei consumi energetici almeno in base ai parametri indicati dalla norma (si veda l’articolo a destra).

L’agevolazione transizione 5.0 prevede percentuali di credito di imposta e limiti di costo agevolabile più vantaggiosi di quelli stabiliti, per il medesimo peri1odo, per gli investimenti 4.0.

Per i tre livelli di riduzione di consumi energetici indicati dalla legge, i crediti sono rispettivamente pari al 35%, al 40% e al 45% fino a 2,5 milioni; al 15%, al 20% e al 25% tra 2,5 e 10 milioni e al 5%, al 10% e al 15% tra 10 e 50 milioni. Il tetto si calcola su base annuale (50 milioni per 2024 e 50 milioni per 2025), come per quello 4.0 (circolare delle Entrate 14/E/2022), e per ciascuna impresa beneficiaria.

Il bonus 5.0 non è cumulabile né con il credito 4.0 (materiali e immateriali), né con quello per investimenti nella «Zes unica».

Attestazioni e comunicazioni

La spettanza del bonus 5.0 richiede il rispetto di numerose formalità il cui contenuto sarà dettagliato da un decreto delle Imprese e del Made in Italy da emanare entro il 1° aprile. Si parte con una comunicazione al Gse con la descrizione dei cespiti e il costo preventivato a cui dovrà essere allegata una attestazione “ex ante” sulla riduzione programmata dei consumi, rilasciata da un certificatore dotato di requisiti professionali e di indipendenza. Si prosegue con comunicazioni periodiche sull’avanzamento dell’investimento per terminare con la comunicazione di completamento a cui andrà allegata la attestazione “ex post” sul raggiungimento degli obiettivi prefissati. Occorre inoltre una certificazione del revisore legale riguardante l’effettivo sostenimento delle spese agevolate. Le fatture, i Ddt e gli altri documenti dell’acquisto dovranno riportare un richiamo alla norma agevolativa. Si auspica che, anche per 5.0, valga il chiarimento del ministero dell’Economia e finanze del 10 gennaio 2024 sulla esclusione del richiamo nei Ddt se essi sono identificati nella fattura.

Tempi stretti per gli investimenti

La norma agevola gli investimenti 5.0 effettuati nel 2024 e nel 2025. Essendo prevista una comunicazione preventiva, con relativa attestazione ex ante, non è chiaro se possano rientrare nel bonus anche investimenti avviati (dal 1° gennaio 2024) prima della comunicazione (ed eventualmente prima dell’entrata in vigore del Dl 19). Per verificare quando l’investimento si considera effettuato, dovrebbero valere, come già per Industria 4.0, le regole di competenza temporale (consegna o spedizione per le cessioni oppure ultimazione per gli investimenti in appalto). Un dubbio sorge circa la necessità che, entro fine 2025, l’investimento risulti, non solo ultimato (come è per 4.0, che peraltro prevede una coda al 30 giugno 2026 per “prenotazioni” del 2025), ma anche entrato in funzione e interconnesso onde consentire il rilascio della attestazione ex post. Se così è, i tempi per pianificare ed effettuare questi investimenti appaiono molto ristretti.

Compensazione entro fine 2025

Il credito di imposta si compensa in F24 dal 5° giorno successivo alla comunicazione con cui il Gse indica l’importo spettante e fino al 31 dicembre 2025. L’eccedenza eventualmente non utilizzata è compensabile nei 5 anni successivi. Il recapture del credito è molto più ampio di quello previsto per il bonus 4.0, interessando cessioni e dislocazioni in altri stabilimenti (non solo all’estero) entro il quinto (anziché il secondo) anno successivo al completamento dell’investimento.

Fonte: Il Sole 24 ore, Norme e Tributi del 6 marzo 2024

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