Aree Zes, sì all’acquisto di beni con patto di riservato dominio

L’acquisto di beni con patto di riservato dominio è ammissibile al credito d’imposta per gli investimenti nelle zone economiche speciali (Zes), anche se i pagamenti si protraggono oltre l’esercizio di ammissibilità delle spese. La normativa sul credito di imposta sud vale anche per le Zes.

A confermarlo è l’agenzia delle Entrate che, con risposta n. 23 del 29 gennaio 2024, ha sciolto i dubbi dell’impresa istante sul fatto che il bene è ammissibile già nel 2023, anche se la riserva di proprietà si sarebbe sciolta solo al termine del pagamento rateale, da contratto previsto nel 2026.

Nel caso specifico, l’impresa beneficiaria ha acquistato un nuovo immobile strumentale ubicato in area Zes e, per evitare di farsi carico di un peso finanziario eccessivo, ha utilizzato la fattispecie della vendita con riserva di proprietà a favore del venditore, altrimenti definita vendita con patto di riservato dominio, disciplinata dagli articoli dal 1523 al 1526 del Codice civile.

La vendita è avvenuta nel corso del 2023, con la definizione di un piano di pagamento rateale al momento della stipula dell’atto di vendita con patto di riservato dominio, che si concluderà entro il 31 dicembre 2026.

L’agenzia delle Entrate, nel rispondere al quesito, richiama la normativa del più longevo credito d’imposta per investimenti strumentali nel Mezzogiorno per il quale l’imputazione degli investimenti al periodo di vigenza dell’agevolazione segue le regole generali di competenza previste dal Tuir. Pertanto, le spese di acquisizione dei beni si considerano sostenute, per i beni mobili, alla data della consegna o spedizione, ovvero, se diversa e successiva, alla data in cui si verifica l’effetto traslativo o costitutivo della proprietà o di altro diritto reale.

Sempre il Tuir, ai fini della determinazione dell’esercizio di competenza prevede che non si tenga conto delle clausole di riserva della proprietà.

Pertanto, ribadendo che gli investimenti rilevanti ai fini della fruizione del credito d’imposta per gli investimenti nelle Zes possono essere, in linea di principio, effettuati attraverso contratti di acquisto con riserva della proprietà, l’imputazione dell’investimento al periodo di vigenza dell’agevolazione deve avvenire senza tener conto della clausola di riserva della proprietà.

Di conseguenza, ai fini del credito d’imposta nell’ambito delle Zes, l’investimento descritto dall’istante, al verificarsi di tutte le condizioni stabilite da tale disciplina agevolativa, deve considerarsi realizzato nel corso del 2023, anno entro il quale risulta sottoscritto il contratto di acquisto dell’immobile con riserva di proprietà.

Fonte: Il Sole 24 Ore, Norme e Tributi del 30 gennaio 2024

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