Bonus Mezzogiorno: indicazioni nel riquadro RU

Il credito d’imposta del Mezzogiorno è stato introdotto dall’articolo 1, commi da 98-108 della Legge n. 208/2015 (legge di Stabilità 2016) e prevede, appunto, un credito d’imposta per le imprese che acquistano beni strumentali nuovi destinati alle strutture produttive nelle zone assistite e ubicate nelle regioni Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Molise, Sardegna e Abbruzzo.

Vale la pena precisare che, il summenzionato credito spetta esclusivamente ai titolari di reddito d’impresa. Rimangono, quindi, escluse le imprese agricole che determinano il reddito agrario ai sensi dell’articolo 32 del TUIR. L'agevolazione non si applica alle imprese in difficoltà. Non si applica, inoltre, ai soggetti che operano nei settori dell'industria siderurgica, carbonifera, della costruzione navale, delle fibre sintetiche, dei trasporti e delle relative infrastrutture, della produzione e della distribuzione di energia e delle infrastrutture energetiche, nonché ai settori creditizio, finanziario e assicurativo.

Investimenti agevolabili -Sono agevolabili gli investimenti, facenti parte di un progetto di investimento iniziale come definito all'articolo 2, punti 49, 50 e 51, del regolamento (UE) n. 651/2014 della Commissione, del 17 giugno 2014, relativi all'acquisto, anche mediante contratti di locazione finanziaria, di macchinari, impianti e attrezzature varie destinati a strutture produttive già esistenti o che vengono impiantate nel territorio. Pertanto, risultano agevolabili gli investimenti - in macchinari, impianti e attrezzature varie - relativi alla creazione di un nuovo stabilimento, all'ampliamento della capacità di uno stabilimento esistente, alla diversificazione della produzione di uno stabilimento per ottenere prodotti mai fabbricati precedentemente e a un cambiamento fondamentale del processo produttivo complessivo di uno stabilimento esistente. Per individuare quali sono i macchinari, gli impianti e le attrezzature agevolabili, occorre fare riferimento alla corretta classificazione secondo quando previsto dall’OIC 16 nelle voci B.II.2 e B.II.3 dell’attivo dello Stato Patrimoniale.

Sul punto, l’Agenzia delle Entrate nella risposta ad interpello n. 322/E dell’8 settembre 2020, ha chiarito che, secondo quanto disposto dall'articolo 2424 del codice civile, le immobilizzazioni materiali, da iscrivere alla classe B, sottoclasse II, dell'attivo dello stato patrimoniale, comprendono tra l'altro la voce 2) impianti e macchinario; In base al principio contabile nazionale OIC n. 16 "Immobilizzazioni materiali": - alla voce B.II.2 "impianti e macchinario" vanno iscritti: 1) impianti generici (impianti non legati alla tipica attività della società - ad esempio, servizi riscaldamento e condizionamento, impianti di allarme); 2) impianti specifici (impianti legati alle tipiche attività produttive dell'azienda); 3) altri impianti (ad esempio, forni e loro pertinenze); 4) macchinario automatico e macchinario non automatico (apparati in grado di svolgere da sé - automatico - ovvero con ausilio di persone - semiautomatico - determinate operazioni).

Tra le immobilizzazioni materiali - alla voce B.II.3 "attrezzature industriali e commerciali" trovano iscrizione: 1) attrezzature (strumenti, con uso manuale, necessari per il funzionamento o lo svolgimento di una particolare attività o di un bene più complesso, ad esempio, attrezzi di laboratorio, equipaggiamenti e ricambi, attrezzatura commerciale e di mensa); 2) attrezzatura varia, legata al processo produttivo o commerciale dell'impresa, completante la capacità funzionale di impianti e macchinario, distinguendosi anche per un più rapido ciclo d'usura; comprende convenzionalmente gli utensili.

Il credito di imposta è riconosciuto per le Regioni Calabria, Puglia, Campania, Sicilia, Basilicata, Sardegna e Molise nella misura pari:

  • al 45% nel caso di piccole imprese;
  • al 35% per le medie;
  • al 25% per quelle di grandi dimensioni.

Nella Regione Abruzzo, invece, continuano ad applicarsi aliquote nella misura del 30% per le piccole imprese, 20% per le medie imprese e 10% per le grandi imprese.

Come fruire del credito -Per fruire del credito d’imposta, i soggetti interessati devono presentare all’Agenzia delle Entrate un’apposita comunicazione (CIM17) nella quale devono essere indicati i dati degli investimenti agevolabili e del credito d’imposta del quale è richiesta l’autorizzazione alla fruizione. Il beneficiario può utilizzare il credito d'imposta maturato solo in compensazione presentando il modello F24 esclusivamente tramite Entratel o Fisconline, pena il rifiuto dell'operazione di versamento, a partire dal quinto giorno successivo alla data di rilascio della ricevuta attestante la fruibilità del credito d’imposta. Si ricorda che il codice tributo da utilizzare è il “6869”.

Sembra doveroso evidenziare che, con Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 1° giugno 2023 è stato approvato il nuovo modello CIM23, utilizzabile per le acquisizioni di beni agevolabili effettuate dal 1° gennaio 2023.

Indicazione nel Modello Redditi - Il credito d’imposta Mezzogiorno deve essere indicato nel Modello Redditi relativo al periodo d’imposta di maturazione del credito stesso e nelle dichiarazioni relative ai periodi d’imposta successivi fino a quello nel quale se ne conclude l’utilizzo. Pertanto, deve essere compilato il quadro RU del Modello Redditi.

Nello specifico devono essere compilati i righi RU2, RU3, RU5, RU6, RU8, RU10, RU12.

In particolare, nel rigo RU5, deve essere indicato:

  • nella colonna 1,2, B2, C2, D2 e E2, l’importo del credito d’imposta maturato in relazione ai costi sostenuti, rispettivamente, nei periodi d’imposta in corso al 31 dicembre 2016 al 31 dicembre 2021, qualora la fruizione del credito d’imposta sia stata autorizzata dall’Amministrazione Finanziaria successivamente al termine di presentazione della dichiarazione relativa al periodo d’imposta precedente a quello cui si riferisce il Modello Redditi/2023 ed entro il termine di presentazione del citato Modello;
  • nella colonna 3, l ’ammontare complessivo del credito maturato nel periodo d’imposta cui si riferisce la dichiarazione, compresi gli importi delle colonne 1, 2, B2, C2, D2 e E2.

Fonte: fiscal-focus.it, Il quodidiano, 29 agosto 2023.

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