Giovani, donne, Sud: proroga per gli incentivi in scadenza

In vista di un autunno caldo e con le prospettive economiche incerte il governo è pronto a sostenere l’occupazione confermando, nella prossima legge di bilancio, un pacchetto di incentivi assunzionali, in primis su giovani e donne, in scadenza a fine anno. L’obiettivo è continuare a sostenere il mercato del lavoro che, nonostante le prime frenate del Pil, le difficoltà a livello internazionale e il caro prezzi, sta sfornando numeri positivi, sotto la spinta dei contratti a tempo indeterminato (stabilizzazioni incluse).

Di qui la necessità, spiegano fonti dell’esecutivo, di confermare/rafforzare la politica degli sgravi. In primis si punta a rinnovare l’incentivo per assumere giovani sotto i 36 anni. La misura introdotta dai precedenti governi, e confermata per tutto il 2023 dalla scorsa manovra, consiste nell’esonero totale (al 100%) dei contributi per 36 mesi, entro un tetto annuo di 8mila euro, per chi assume stabilmente giovani sotto i 36 anni. Si sale a 48 mesi di incentivo per le assunzioni in una delle regioni “svantaggiate”: Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Sicilia, Puglia, Calabria e Sardegna. Nel 2022, secondo i dati Inps diffusi ieri, questo esonero ha interessato oltre 155mila inserimenti. Nei primi cinque mesi del 2023 siamo su valori un po’ più bassi, poco meno di 23mila.

L’altro incentivo da rinnovare è quello introdotto dall’allora legge Fornero del 2012 e poi prorogato di volta in volta, l’ultima delle quali fino a dicembre dalla scorsa manovra. Si tratta dello sgravio al 100% (anziché il precedente 50%) fino a 8mila euro l’anno, per 12 mesi, per chi assume a tempo determinato donne svantaggiate (tra cui donne con almeno 50 anni e disoccupate da oltre 12 mesi o prive di un impiego retribuito con specifiche condizioni; o con una professione o di un settore economico caratterizzati da un’accentuata disparità occupazionale di genere, oltre il 25% della media nazionale). Si sale a 18 mesi in caso di assunzioni o trasformazioni a tempo indeterminato. Nel 2022, sempre secondo l’Inps, l’esonero ha fatto conquistare un impiego a circa 103mila donne. In questi primi cinque mesi dell’anno siamo a oltre 33.400 donne.

Il terzo incentivo fiscale da confermare anche nel 2024 è la decontribuzione Sud, vale dire l’esonero parziale, valido per le imprese delle regioni del Sud, le cui percentuali variano a seconda delle annualità delle contribuzioni. Sino al 31 dicembre 2025 l’incentivo è del 30%, per il 2026 e 2027 scende al 20%, e per gli anni 2028 e 2029 scende ancora al 10%. Qui non c’è un problema di risorse. La misura, che vale per tutti i rapporti di lavoro dipendenti in essere o da avviare nel 2023, è infatti già finanziata da precedenti leggi di Bilancio ma va autorizzata di anno in anno dalla commissione Europea. Lo scorso dicembre è stato concesso il semaforo verde per quest’anno: i massimali sono 300mila euro per le aziende attive nei settori della pesca e dell’acquacoltura, due milioni di euro per tutte le altre imprese. Nel 2022 la decontribuzione Sud ha interessato circa 1,4 milioni di rapporti, nei primi cinque mesi 2023 oltre 562mila (Inps).

A dicembre scade poi la decontribuzione per i giovani imprenditori agricoli, prorogata fino a dicembre dalla scorsa manovra. Si tratta di uno sgravio totale (al 100%), per 24 mesi, dal versamento dei contributi in favore di coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali con età inferiore a quarant’anni.

Sotto la lente del governo c’è anche il bonus Neet, introdotto dal decreto 1° maggio, e valido per chi assume, dal 1° giugno al 31 dicembre, giovani con meno di 30 anni che non lavorano e non sono inseriti in corsi di studi o di formazione, registrati al programma “Iniziativa Occupazione Giovani”. Il bonus è pari al 60% della retribuzione mensile lorda imponibile ai fini previdenziali per 12 mesi, ed è cumulabile con altri incentivi. In caso di cumulo, l’incentivo Neet è riconosciuto nella misura del 20% della retribuzione mensile lorda imponibile ai fini previdenziali per ogni lavoratore Neet assunto. Le domande si possono presentare da luglio.

Per rinnovare questi incentivi (tranne la decontribuzione Sud, già finanziata) secondo le prime stime in circolazione occorrerebbero circa 1-1,5 miliardi.

Va poi segnalato il cambio di incentivo legato alla fine del Rdc, con l’arrivo delle due nuove misure Assegno di inclusione e Supporto alla formazione e al lavoro (quest’ultima parte a settembre, si veda altro pezzo in pagina). Con il decreto 1° maggio a chi assume a tempo indeterminato (incluso l’apprendistato) i beneficiari dei nuovi strumenti è riconosciuto un esonero contributivo del 100%, fino cioè a 8mila euro l’anno, per 12 mesi. L’esonero sale a 24 mesi in caso di trasformazione di un contratto a termine. In caso invece di assunzione con contratto a tempo determinato o stagionale è riconosciuto uno sgravio del 50%, fino a un massimo di 4mila euro l’anno, per 12 mesi e comunque non oltre la durata del rapporto di lavoro. Gli attuali incentivi per chi assume beneficiari del Rdc scadranno con la fine della misura.

Fonte: Il Sole 24 Ore, Primo Piano del 25 agosto 2023

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