Internazionalizzazione, un patto tra Pmi e studi professionali

Professionisti in prima linea nel supporto alle imprese per l’internazionalizzazione. Ma allo stesso tempo nuove opportunità si possono aprire con l’attrazione di capitali e investimenti dall’estero: un fronte su cui il Governo è intenzionato a intervenire sia con il Ddl sul made in Italy sia in prospettiva con l’attuazione della delega fiscale. Sono gli spunti emersi nell’Annual internationalization meeting organizzato da Confprofessioni e Aprieuropa, che ha visto un confronto a più voci e più livelli proprio sul tema della proiezione del sistema produttivo italiano.

A delineare il patto tra professionisti e Pmi per l’internazionalizzazione è stato il presidente di Confprofessioni, Gaetano Stella: «Favorire il processo di internazionalizzazione è la chiave vincente per rilanciare l'economia italiana». A suo avviso «le Pmi hanno, dunque, bisogno di essere affiancate dai professionisti, loro preziosi alleati nei processi di internazionalizzazione, che siano competenti e preparati e che siano in grado di guidarle con la loro consulenza non solo negli aspetti economico – finanziari ma anche nella compliance, negli aspetti procedurali e in quelli legali».

Dal viceministro al Mimit (ministero Imprese e made in Italy) Valentino Valentini è arrivato il riconoscimento che «i professionisti sono le nostre antenne proiettate al cambiamento: si adeguano per poter aiutare associati e clienti ad orientarsi nella continua evoluzione dei processi finalizzati ad attrarre investimenti esteri e alla promozione all'estero delle nostre produzioni». Valentini ha anche annunciato che all'interno del disegno di legge sul made in Italy prevediamo «lo stanziamento di un fondo per accelerare l'internazionalizzazione e l'attrazione di investimenti nel nostro Paese».

Nel suo videomessaggio, il ministro per gli Affari europei e il Pnrr Raffaele Fitto ha parlato della necessità di «creare un sistema Italia che sia in grado di affrontare le grandi sfide, a partire da quella dell'internazionalizzazione, per favorire la crescita economica del nostro Paese». Fitto ha aggiunto che «il governo sta mettendo in campo strumenti importanti come il Pnrr e il fondo di coesione e sviluppo che, tuttavia, necessitano di essere rivisti alla luce degli importanti cambiamenti avvenuti sul piano internazionale, in primis il conflitto in Ucraina». E «sui temi dell'internazionalizzazione e sulla capacità di attrarre investimenti si gioca la partita nei prossimi mesi».

Fonte: Il Sole 24 Ore - Norme e Tributi del 25 maggio 2023

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