Dl bollette, primo sì a misure omnibus

Il decreto bollette conquista il voto di fiducia (199 sì e 129 no) e subito dopo il primo via libera della Camera (158 voti favorevoli e 71 contrari) e si appresta a diventare legge a fine mese quando il Senato (entro il 29 maggio) dovrà convertirlo. Nel percorso verso il traguardo non sono mancati intoppi e incidenti (come il ritorno di corsa in commissione per la mancata copertura di una norma che stabilizzava i precari della ricerca sanitaria), ma ora il varo è a portata di mano.

Un nome, «decreto bollette», che in realtà nasconde un provvedimento omnibus che stanzia oltre 5 miliardi con misure che spaziano su varie materie: oltre alla proroga degli sconti sulle bollette per imprese e famiglie nati già con il Governo Draghi ci sono anche importanti norme fiscali e un nutrito pacchetto di misure per la Sanità. Difficile elencarle tutte, ma si può fare un estrema sintesi di quelle di maggior impatto: si va dal rafforzamento del bonus sociale per elettricità e gas alla stretta più soft sui medici a gettone impiegabili per un altro anno in tutti i reparti. E poi si prosegue con la rottamazione più ampia per tasse e multe dei Comuni fino al contributo statale - oltre 1 miliardo - per il ripiano del superamento del tetto di spesa dei dispositivi medici (il cosiddetto payback) che le aziende del settore biomedicale dovranno pagare comunque entro giugno (circa 1 miliardo). C’è anche l’introduzione di una causa di non punibilità per alcuni reati tributari (omesso versamento di ritenute, omesso versamento di Iva e indebita compensazione di crediti non spettanti) qualora le violazioni sottese a tali reati siano state definite e vi sia stato l’integrale pagamento delle somme dovute prima della pronuncia della sentenza di appello. Sarà infine possibile definire con modalità agevolate gli avvisi di accertamento, di rettifica e liquidazione e gli atti di recupero non impugnati e ancora impugnabili al 1° gennaio 2023, ma divenuti definitivi per mancata impugnazione nel periodo compreso tra il 2 gennaio ed il 15 febbraio.

Fonte: Il Sole 24 Ore, Politica del 19 maggio 2023

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