Formazione 4.0: il decreto “mai nato”

Per i pochi sventurati che si siano imbattuti, con un certo grado di dettaglio, nella normativa che regola il credito per la formazione 4.0 dei dipendenti, di cui all’art. 1 co. 46 - 55 della L. 205/2017, come modificato dall'art. 1 co. 210 ss. della L. 160/2019 e prorogato dall'art. 1 co. 1064 lett. i) e l) della L. 178/2020, potrebbe risultare particolarmente arduo ricostruire la bagarre normativa che ha portato, nel corso del 2022, alla ridefinizione delle aliquote agevolative.

Ricordiamo, infatti, che durante il 2022, per effetto dell'art. 22 del DL 50/2022 (c.d. DL "Aiuti"), convertito con modificazioni dalla Legge 15 luglio 2022 n. 91, sono state rideterminate, in presenza di determinate condizioni, le aliquote applicabili alle spese di formazione del personale dipendente finalizzate all'acquisizione o al consolidamento delle competenze nelle tecnologie rilevanti per la trasformazione tecnologica e digitale delle imprese come di seguito:
per le piccole imprese, dal 50% al 70%;
per le medie imprese, dal 40% al 50%.
Le condizioni da rispettare al fine di godere dell’aumento del beneficio vengono identificate nelle seguenti:
le attività formative devono essere erogate dai soggetti individuati con decreto del Ministro dello sviluppo economico;
i risultati relativi all'acquisizione o al consolidamento delle suddette competenze devono essere certificati secondo le modalità stabilite con il medesimo DM.
D’altro canto, il comma 2 dell’articolo 22, chiarisce che per i progetti di formazione avviati successivamente alla data del 17 maggio 2022 (data di entrata in vigore del DL Aiuti) che non rispettino le condizioni di cui al primo comma si applica una conseguente diminuzione delle aliquote al 40% per le piccole imprese e al 35% per le medie imprese.

Il decreto citato avrebbe dovuto essere adottato entro il 17 giugno 2022, tuttavia di esso ancora neanche l’ombra. O meglio, il 1° luglio 2022 il decreto è stato firmato dall’allora Ministro Giorgetti ed inviato alla Corte dei Conti per la registrazione, ma non è mai entrato in vigore, non essendo mai stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale.

Il testo diffuso, in ogni caso, ci permette di identificare le condizioni che, qualora venisse pubblicato, devono possedere i progetti formativi 2022 per godere dell’incremento di aliquote.

In particolare, l’articolo 2 stabilisce che la maggiorazione è applicabile solo nel caso in cui le attività formative siano erogate da soggetti qualificati esterni all’impresa. A tali effetti, il decreto specifica che si considerano soggetti qualificati, oltre ai soggetti indicati all’articolo 3, comma 6, del DM 4 maggio 20181, così come integrato dall’articolo 1, comma 213 della Legge 27 dicembre 2019, n. 160, i centri di competenza ad alta specializzazione di cui all’articolo 1, comma 115, della legge 11 dicembre 2016, n. 232 e gli European Digital Innovation Hubs selezionati a valle della gara ristretta europea di cui alla decisione della Commissione europea c/2021/7911 e definiti dall’art. 16 del Regolamento (UE) 2021/694 del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce il Programma Europa Digitale per il periodo 2021-2027.

Peraltro, l’applicazione della già menzionata maggiorazione viene subordinata anche al previo accertamento del livello di competenze sia di base e sia specifiche dei destinatari delle attività formative nelle tecnologie rilevanti per la trasformazione tecnologica e digitale dei processi aziendali, che deve avvenire attraverso la somministrazione, su apposita piattaforma informatica, di un questionario standardizzato, secondo criteri e modalità stabiliti con un altro decreto direttoriale del Ministro dello Sviluppo economico che avrebbe dovuto essere pubblicato entro trenta giorni dalla pubblicazione di questo primo decreto.

La mancata pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto identificativo delle caratteristiche della formazione ai fini della fruizione della maggiorazione (e per i progetti formativi avviati dopo il 17 maggio ai fini dell’eventuale regressione delle aliquote in caso di mancato rispetto delle condizioni) ha lasciato gli operatori del settore brancolanti nel buio.

Sulla base di alcuni principi di buon senso, in ogni caso, si possono prospettare le seguenti indicazioni:

  • per i progetti formativi avviati in data antecedente il 17 maggio 2022 seguire le vecchie aliquote potrebbe rappresentare una scelta sicura, considerato che tale beneficio è in ogni caso “garantito”. Qualora poi la formazione rispecchi le caratteristiche già menzionate e tale decreto venga pubblicato in Gazzetta si potranno aggiornare le certificazioni aggiornando in senso incrementale il beneficio per i contribuenti;
  • per i progetti formativi avviati in data successiva al 17 maggio 2022 occorre prestare attenzione. Qualora la formazione seguita rispecchi le caratteristiche summenzionate si può tranquillamente seguire il comportamento di cui al punto precedente. Qualora, tuttavia, la formazione non rispetti le condizioni richieste (poiché ad esempio l’erogatore della formazione non rientra nelle classi individuate) potrebbe rappresentare un atteggiamento prudenziale quello di adottare già le aliquote “peggiorative” previste in caso di entrata in vigore del decreto. Tale soluzione rappresenta una scelta di comodo (leggasi prudenziale) da attuare nelle more che si sblocchi la situazione, per evitare di subire possibili contestazioni da parte dell’Amministrazione Finanziaria, considerato che, in ogni caso, la Legge è vigente…

1Ossia soggetti accreditati per lo svolgimento di attività di formazione finanziata presso la Regione o Provincia autonoma in cui l’impresa ha la sede legale o la sede operativa, università, pubbliche o private o strutture ad esse collegate, soggetti accreditati presso i fondi interprofessionali secondo il regolamento CE 68/01 della Commissione del 12 gennaio 2001 e soggetti in possesso della certificazione di qualità in base alla norma Uni En ISO 9001:2000 settore EA 37

Fonte: fiscal-focus.it, Articoli Fisco del 23 gennaio 2023

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