Dai bonus assunzioni giovani e donne risparmi fino a 600 euro

Può fruttare alle aziende un risparmio compreso fra 407 e 600 euro mensili, per lavoratore, il potenziamento fino a 8mila euro annui del bonus contributivo per assumere o stabilizzare donne svantaggiate e giovani fino a 36 anni. È quanto emerge dalle elaborazioni curate dalla fondazione studi dei consulenti del Lavoro per Il Sole 24 Ore del Lunedì su quattro profili professionali di diversi settori.

La legge di Bilancio 2023 (legge 197/2022, articolo 1, commi 297 e seguenti) ha innalzato da 6mila a 8mila euro all’anno l’importo massimo dello sconto riconosciuto ai datori di lavoro che assumono giovani o donne. Si tratta di bonus di vecchia data, progressivamente ritoccati al rialzo, per favorire l’inserimento nel mercato del lavoro di queste due categorie. A regime, dal 1° gennaio 2018, lo sgravio contributivo per chi assume a tempo indeterminato o stabilizza giovani fino a 35 anni vale il 50% dei contributi dovuti, fino a 3mila euro all’anno. Nel biennio 2021-2022 lo sgravio è stato innalzato a 6mila euro e applicato ai giovani fino a 36 anni. Ora la legge di Bilancio porta la soglia massima dell’aiuto a 8mila euro.

Lo stesso innalzamento da 6mila a 8mila euro è stato introdotto per lo sgravio contributivo destinato a premiare le assunzioni di donne svantaggiate, perché disoccupate di lunga durata, o residenti al Sud, o impiegate in settori con forte disparità occupazionale di genere. È il bonus introdotto nel 2012 dalla legge “Fornero”, anche questo pari al 50% dei contributi dovuti, portato al 100% dei contributi dovuti, fino a 6mila euro annui, per gli anni 2021 e 2022.

L’impatto degli aiuti

Come si vede dagli esempi pubblicati in pagina, solo una minima parte dei contributi Inps e i premi Inail restano a carico del datore di lavoro che usa i nuovi sgravi. La spesa relativa ai contributi previdenziali a carico del datore è praticamente azzerata, facendo scendere ad esempio il costo totale mensile di un operaio metalmeccanico da 2.631 a 2.050 euro. Il costo mensile di un impiegato nel commercio può scendere da 2.463 a 1.933 euro.

«Bisogna ricordare - spiega Carlo Cavalleri, esperto della Fondazione studi dei consulenti del lavoro - che l’applicazione dei nuovi esoneri destinati all’assunzione di giovani under 36 e donne svantaggiate è subordinata all’autorizzazione della Commissione europea. Ottenuta questa autorizzazione, sarà necessario attendere anche il documento di prassi operativa dell’Inps con un’apposita circolare e/o un messaggio». Anche l’altro bonus fino a 8mila euro introdotto dalla legge di Bilancio 2023 per assumere beneficiari del reddito di cittadinanza è soggetto al via libera Ue. Chi ha assunto lavoratrici svantaggiate o giovani dal 1° gennaio scorso o li assumerà a breve, potrà dunque fruire dei bonus contributivi nella misura “ordinaria” del 50% dei contributi, per poi ottenere lo sgravio pieno. Analogamente, chi assume un percettore di reddito di cittadinanza, usufruirà dello sgravio dopo il via libera sull’esonero. O in alternativa, potrà usare il bonus già esistente e ancorato all’ammontare del sussidio, regolato dal Dl 4/2019.

I vincoli e la platea

Resta il problema della complessità delle regole che disciplinano gli incentivi per le assunzioni, che sono in tutto una ventina, e guardano sempre a platee specifiche di lavoratori, con criteri molto stringenti che – se non applicati correttamente – comportano in alcuni casi per i datori il rischio di dover restituire l’aiuto. A parte una serie di regole generali che valgono per tutti gli incentivi, fissate dal Dlgs 150/2015, ci sono dei vincoli specifici: il datore che fruisce del bonus per gli under 36, ad esempio, non deve aver fatto nei sei mesi precedenti l’assunzione e nei nove mesi successivi licenziamenti individuali per giustificato motivo oggettivo o licenziamenti collettivi nei confronti di lavoratori inquadrati con la stessa qualifica, nella stessa unità produttiva. Il bonus per assumere le donne, poi, è riservato a categorie ben precise di lavoratrici, non a tutte (si veda la scheda a fianco).

I fondi

Gli sgravi contributivi per le assunzioni sono costati allo Stato nel 2021 sette miliardi di euro. Ha fruito di agevolazioni contributive, nel 2021 e nei primi nove mesi del 2022, un’assunzione su quattro. La parte del leone nel 2021 spetta alla decontribuzione Sud, lo sconto del 30% dei contributi per le aziende che assumono nel Mezzogiorno: da sola è costata 2,9 miliardi (per 1,2 milioni di lavoratori). L’incentivo per i giovani è costato 745 milioni (per 169mila lavoratori) e quello per le donne svantaggiate 137 milioni (per 91mila lavoratrici). La relazione tecnica alla legge di Bilancio 2023 ipotizza una platea potenziale di 278mila beneficiari per il bonus giovani e di 80mila lavoratrici per il bonus donne, stanziando le risorse necessarie a coprire l’innalzamento della soglia massima da 6mila a 8mila euro degli incentivi.

Fonte: Il Sole 24 Ore, Primo Piano del 16 gennaio 2023

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