Manovra: energia, su a 35% e 45% gli aiuti alle imprese

Tra i nuovi aiuti contro il caro energia e l’allargamento del taglio al cuneo fiscale l’85% della manovra da 30-31 miliardi esaminata ieri sera dal consiglio dei ministri era fissato da giorni.

Ma per la legge di bilancio del debutto del primo governo politico prodotto dalle urne negli ultimi 14 anni l’esigenza di caratterizzare il budget è forte: e si è scatenata sulle misure di contorno, e sulla ricerca delle coperture per gli interventi extra rispetto all’energia che si è rivelata più complicata del previsto e finisce per rivolgersi anche a un grande classico come il rincaro delle accise sulle sigarette e il tabacco tradizionale. Il consiglio dei ministri ipotizzato per le 18 è slittato così alla sera, preceduto da una serie di vertici politici a ripetizione: e i conti per far quadrare numeri, norme e tabelle proseguiranno nei prossimi giorni, in vista di un testo destinato ad arrivare alla Camera non prima di venerdì.

La fittissima rete di confronti dentro al governo e alla maggioranza conferma la stretta sul reddito di cittadinanza (per i 660mila «occupabili» lo stop arriverà dopo agosto, scartando l’ipotesi più dura di giugno) e un intervento più deciso dal 1° gennaio con l’addio al sussidio e l’arrivo di un nuovo strumento. La decisione apre gli spazi per una decontribuzione, con tetto a 6mila euro, per le assunzioni stabili di donne e giovani under 36, degli over 50 e dei percettori di reddito di cittadinanza.

La misura va incontro alle richieste di Forza Italia, che esulta anche per l’aumento delle pensioni minime ma vede tramontare definitivamente l’idea dell’Iva zero su pane e latte sostituita con il taglio dal 10 al 5% dell’imposta su prodotti per l’infanzia e igiene femminile; la Flat Tax incrementale, che applicherà il 15% agli aumenti di reddito registrati dagli autonomi con imponibili fino a 40mila euro all’anno (con franchigia per gli incrementi fino al 5%), è targata Fratelli d’Italia, e si affianca all’aumento da 65mila a 85mila euro della tassa piatta per gli autonomi cara alla Lega. Per i dipendenti arriva anche un’aliquota agevolata per i premi di produttività, che per il 2023 affiancheranno al 10% applicato alle somme fino a 3mila euro il 20% per la fascia 3-5mila.

Tutto questo lavorio avviene però lontano dal cuore economico della manovra, che dedica oltre 21 miliardi al rinnovo delle misure contro il caro energia di famiglie e imprese per i primi tre mesi del 2023. Gli aiuti si allungano e in parte cambiano peso. La prima mossa è fatta con il decreto legge sulle accise approvato sempre dal Cdm di ieri sera. Gli sconti su benzina e gasolio si ridurranno dal 1° dicembre del 40% passando da 25 a 15 centesimi al litro, e quindi da 30,5 a 18,33 centesimi considerando l’Iva. Il ritorno parziale delle accise fermate nel 2022 serve a finanziare aiuti per 200 milioni ai territori alluvionati delle Marche e nuovi sostegni di fine anno per enti locali e aziende del trasporto pubblico locale.

Ma lo sconto in versione alleggerita si ripeterà per i primi tre mesi del 2023, il che contribuisce a trovare nel bilancio gli spazi per un altro giro di aiuti per le bollette di ospedali e amministrazioni locali e per i costi extra del trasporto pubblico: a queste voci la manovra destinerà oltre 3 miliardi di euro: 1,9 miliardi alla sanità, 760 milioni agli enti locali (150 a dicembre) e 350 al trasporto. Ai sindaci dovrebbero poi arrivare nuovi fondi per 500 milioni da destinare al sostegno delle famiglie più in difficoltà. A loro si rivolge anche l’estensione della social card riconosciuta agli over 65 e ai bambini sotto i 3 anni (la soglia potrebbe salire a 20mila euro). In lavorazione, poi, la norma che congela l’aumento delle multe agganciato all’inflazione.

Ma per uno sconto che si riduce un altro cresce. Le imprese vedono crescere entrambi i crediti d’imposta già allargati nella versione del decreto Aiuti-ter poi confermata dal quater. L’incremento dal 30 al 35% del credito d’imposta per bar, ristoranti e piccole attività economiche era già stato deciso nei giorni scorsi, ma cresceranno del 5%, arrivando quindi al 45%, i bonus fiscali destinati alle imprese «a forte consumo» di energia elettrica e gas (contatori da 16.5 kW).

Dopo aver tentato senza successo di salire negli ultimi decreti Aiuti, poi, arriva con la legge di bilancio anche l’allargamento della platea per il bonus sociale che ferma gli aumenti delle bollette, e che vedrà salire la soglia Isee da 12mila a 15mila euro.

Sembra invece accantonato per ora il tentativo di sganciare l’aiuto dall’Isee, e quindi dalla presentazione della dichiarazione sostitutiva che fin qui ha limitato l’accesso al bonus per le famiglie che ne hanno diritto. L’ipotesi di assumere a riferimento il reddito, però, si scontra con l’ostacolo legato al fatto che il reddito è individuale e la bolletta famigliare. Il capitolo dedicato all’energia si completa poi con la replica, sempre per i primi tre mesi del 2023, dell’azzeramento degli oneri di sistema e dell’Iva ridotta al 5% sul gas.

Le battaglie su numeri e priorità hanno poi riconfigurato il taglio al cuneo. Che sarà tutto destinato ai lavoratori, e varrà 3 punti per i redditi fino a 20mila euro mentre nella fascia 20-35mila ci sarà la conferma dello sconto di due punti già operato quest’anno dal governo Draghi.

Fonti: Il Sole 24 Ore, Primo Piano del 22 novembre 2022

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