Nella L. Sabatini l’investimento va avviato dopo la domanda

«Sabatini: attenzione alla data di inizio dell’investimento e all’invio della dichiarazione di ultimazione». Il richiamo arriva nelle Pec che il ministero dello Sviluppo economico invia alle imprese al momento dell’accettazione delle domande presentate. Nessun problema invece se l’investimento ammissibile, effettivamente sostenuto, risulta inferiore al finanziamento richiesto. In questo caso il ministero provvede a rideterminare, a conclusione dell’investimento, le agevolazioni calcolate all’atto della concessione del contributo.

Il ministero dello Sviluppo economico ricorda che in caso di acquisto in leasing, l’impresa locataria è obbligata a esercitare anticipatamente, al momento della stipula del contratto di leasing, l’opzione di acquisto prevista dal contratto, i cui effetti decorrono dal termine della locazione finanziaria.

Nella comunicazione il ministero ricorda che la data di avvio dell’investimento oggetto delle agevolazioni «Beni strumentali – Nuova Sabatini» deve essere successiva alla data di trasmissione della domanda di agevolazione, pena la revoca dell’agevolazione eventualmente concessa. Sottolinea che per data di avvio dell’investimento si intende «la data di inizio dei lavori di costruzione relativi all’investimento oppure la data del primo impegno giuridicamente vincolante ad ordinare attrezzature o di qualsiasi altro impegno che renda irreversibile l’investimento, a seconda di quale condizione si verifichi prima».

A maggior chiarimento e a titolo puramente esemplificativo e non esaustivo, il ministero precisa che concretizzano l’avvio dell’investimento: le conferme d’ordine; le fatture di acconto/saldo; i pagamenti; gli interventi di interconnessione/integrazione e così via. Ricorda inoltre che, a seguito della avvenuta ultimazione dell’investimento, l’impresa dovrà procedere alla trasmissione della dichiarazione di ultimazione dell’investimento, nonché della richiesta unica di erogazione entro i prescritti termini, pena la revoca dell’agevolazione, rispettivamente di 60 e 120 giorni dal termine ultimo previsto per la conclusione dell’investimento, con il termine massimo di un anno a decorrere dalla data di stipula del contratto di finanziamento. Questo deve essere fatto esclusivamente tramite l’accesso alla piattaforma online.

Il ministero riepiloga tutti i motivi che possono portare alla revoca (si veda anche la scheda). Questa può avvenire qualora venga accertato che l’impresa beneficiaria in qualunque fase del procedimento abbia reso dichiarazioni mendaci o esibito atti falsi o contenenti dati non rispondenti a verità. Quando venga accertata l’assenza, all’atto di presentazione della domanda di agevolazione, dei requisiti di ammissibilità, quando i beni oggetto del finanziamento o del contratto di leasing siano alienati, ceduti o distratti dall’uso produttivo (dichiarato) nei tre anni successivi alla data di completamento dell’investimento, quando venga accertata la non conformità degli investimenti realizzati a quanto previsto dalla normativa. Quando l’impresa beneficiaria non presenti le richieste di erogazione, consistenti nei moduli RU e RP, delle quote di contributo nel rispetto dei termini e delle condizioni previste, quando l’impresa beneficiaria non ottemperi all’obbligo di apporre su ogni fattura la dicitura prescritta, quando l’impresa beneficiaria sia stata oggetto di dichiarazione di fallimento prima che siano trascorsi tre anni dalla data di completamento dell’investimento.

Fonte: Il Sole 24 Ore, Norme e Tributi del 23 settembre 2022.

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