L’utilizzo in compensazione dei crediti di imposta industria 4.0

L’articolo 31, del D.L. n. 78/2010, dispone che, a decorrere dal 1° gennaio 2011, la compensazione dei crediti di cui all'articolo 17, comma 1, del D.lgs. n. 241/97, relativi alle imposte erariali, è vietata fino a concorrenza dell'importo dei debiti, di ammontare superiore a millecinquecento euro iscritti a ruolo per imposte erariali e relativi accessori e per i quali è scaduto il termine di pagamento.

Si evidenzia che, in caso di inosservanza del citato divieto, si applica la sanzione del 50% dell’importo dei debiti iscritti a ruolo per imposte erariali e relativi accessori e per i quali, è scaduto il termine di pagamento, fino a concorrenza dell’ammontare indebitamente compensato.

In merito a quanto suesposto l’Agenzia delle Entrate con la Risoluzione n. 18/E/2011, ha stabilito che il pagamento, anche parziale, delle somme iscritte a ruolo per imposte erariali e relativi accessori, mediante l’esercizio in compensazione dei crediti relativi alle imposte medesime, è effettuato dai contribuenti attraverso il sistema del versamento unificato di cui all’articolo 17 del D.lgs. n. 241/97. È stato, difatti, istituito il codice tributo RUOL denominato “Pagamento mediante compensazione delle somme iscritte a ruolo per imposte erariali e relativi accessori”.

Sul punto, si ricorda che, a seguito del D.L. n. 78/2010, l’Agenzia ha pubblicato la Circolare n. 4/E dell’15 febbraio 2011, nella quale ha chiarito che l’ articolo 31 del D.L. n. 78/2010, pone un limite alla compensazione dei crediti relativi alle imposte erariali, precludendo al contribuente la possibilità di esercitarla in presenza di debiti per imposte erariali e relativi accessori iscritti a ruolo, se di importo superiore a millecinquecento euro e per i quali sia scaduto il termine di pagamento. Occorre precisare che, il divieto di compensazione riguarda esclusivamente i crediti relativi ad imposte erariali qualora si sia in presenza di debiti iscritti a ruolo per imposte erariali e relativi accessori.

Crediti di imposta 4.0 - Molti dubbi sono sorti sulla possibilità di utilizzare il credito di imposta industria 4.0 in presenza di debiti iscritti a ruolo.

Com’è noto, la legge n. 160/2019 (Legge di Bilancio 2020), ha ridefinito la disciplina degli incentivi fiscali previsti dal Piano Nazionale Impresa 4.0, mediante l'introduzione di un credito d'imposta per gli investimenti in beni strumentali nuovi, parametrato al costo di acquisizione degli stessi. Successivamente la legge n. 178/2020 (legge di Bilancio 2021), ha rinnovato e sostanzialmente prorogato il credito d'imposta per investimenti in beni strumentali nuovi. Da ultimo la legge n. 234/2021, Legge di Bilancio 2022, ha prorogato il credito di imposta per gli investimenti in beni materiali e immateriali 4.0 fino al 2025, ma con la rimodulazione delle aliquote a partire dal 2023.

Tale misura agevolativa, per espressa disposizione di legge determina, in capo al beneficiario, la possibilità di fruire di un credito di imposta, utilizzabile esclusivamente in compensazione, ai sensi dell'articolo 17 del D.lgs. n. 241/97, da riportare nel quadro RU del modello dichiarativo.
In merito alla possibilità di poter utilizzare il credito di imposta 4.0 anche in presenza di debiti iscritti a ruolo, l’Agenzia delle Entrate con la risposta ad interpello n. 451/E/2021, ha affermato innanzitutto che, il divieto di compensazione si riferisce esclusivamente ai crediti relativi ad imposte erariali. Sono esclusi, quindi, i contributi e le agevolazioni erogati a qualsiasi titolo sotto forma di credito d’imposta, anche se vengono indicati nella sezione “erario” del modello F24. I crediti d'imposta cui si riferisce la norma sono quelli che nascono quando il prelievo erariale (anche mediante autoliquidazione) è effettuato in misura superiore al dovuto, mentre i crediti agevolativi sono riconosciuti ex lege al verificarsi di determinate condizioni, con la conseguenza che in nessun modo possono essere ricondotti ad una definizione di "credito derivante da imposta erariale”.

Sul punto, nella Circolare n. 5/E/2015, la stessa Agenzia in riferimento al credito d'imposta per investimenti in beni strumentali nuovi, credito da riportare nel quadro RU ha chiarito che “per le caratteristiche del credito in esame, non si applica la preclusione di cui all'articolo 31 del D.L. n. 78/2010, che prevede un divieto di compensazione ai sensi dell'articolo 17, comma 1, D.lgs. n. 241/97, dei crediti relativi alle imposte erariali in presenza di debiti iscritti a ruolo, per imposte erariali ed accessori, di ammontare superiore a 1.500 euro”.

In conclusione, l’Agenzia ritiene che non opera il divieto di cui al summenzionato articolo 31 in presenza del credito d'imposta "Industria 4.0".

Fonte: fiscal-focus.it - Articoli Fisco del 1° agosto 2022

Settore
Area Espositiva


Mappa
Contatti
Allegati
News correlate
Bandi collegati

Risposta

Lascia un commento - Inizia una nuova discussione

Copyright ® Telematica Italia S.r.l. 2022 - Tutti i diritti riservati