Decontribuzione Sud: cambia il codice causale

L’articolo 1, comma 161, della legge 30 dicembre 2020, n. 178, ha previsto che l’esonero contributivo denominato “Decontribuzione Sud”, trovi applicazione fino al 31 dicembre 2029, in misura pari al:

  • 30% fino al 31 dicembre 2025;
  • 20% per gli anni 2026 e 2027;
  • 10% per gli anni 2028 e 2029.

La percentuale di esonero è applicabile sulla contribuzione previdenziale a carico del datore di lavoro, con esclusione dei premi e contributi dovuti all’Inail e delle somme non esonerabili.

Le regioni che rientrano nel beneficio sono l’Abruzzo, la Basilicata, la Calabria, la Campania, il Molise, la Puglia, la Sardegna e la Sicilia e spetta con riferimento ai rapporti di lavoro subordinato, con esclusione del settore agricolo e dei contratti di lavoro domestico, laddove “la sede di lavoro sia situata in regioni che nel 2018 presentavano un prodotto interno lordo pro capite inferiore al 75 per cento della media EU27 o comunque compreso tra il 75 per cento e il 90 per cento, e un tasso di occupazione inferiore alla media nazionale”.

Sotto il profilo soggettivo, il beneficio contributivo, in quanto rivolto a una specifica platea di destinatari (datori di lavoro che operano in aree svantaggiate), si configura quale misura selettiva che, come tale, necessita della preventiva autorizzazione da parte della Commissione europea.

Al fine di consentire la piena operatività della misura agevolativa per i territori svantaggiati del Mezzogiorno per il periodo di competenza luglio 2022 – dicembre 2022, in data 8 giugno 2022 le Autorità italiane hanno notificato alla Commissione europea la misura di cui all'articolo 1, commi 161 e seguenti, della legge n. 178/2020, subordinando la stessa al rispetto delle condizioni di cui alla Comunicazione C(2022) 1890 final del 23 marzo 2022, recante “Quadro temporaneo di crisi per misure di aiuto di Stato a sostegno dell’economia a seguito dell’aggressione della Russia contro l’Ucraina”, e successive modificazioni (c.d. Temporary Crisis Framework o TCF).

Al riguardo, si precisa che l’esigenza di garantire la piena operatività della misura trova la sua ragione fondante nella necessità di preservare l’occupazione delle imprese del Mezzogiorno in una prospettiva pluriennale, come espressamente previsto dall’articolo 1, comma 161, della legge di Bilancio 2021. Tale esigenza si è ulteriormente rafforzata a causa della crisi ucraina, con riferimento ai maggiori costi strutturali che ne sono derivati nell'approvvigionamento energetico, sia nell'industria che nei servizi, e nel settore dei trasporti, per i datori di lavoro privati che hanno sede di lavoro in una delle predette regioni.

La misura di aiuto è stata approvata dalla Commissione europea con Decisione C(2022)4499 final del 24 giugno 2022, che ha autorizzato la concedibilità dell’esonero in oggetto fino al 31 dicembre 2022.

Con la circolare n. 90 del 27 luglio 2022, l’Inps ha fornito le indicazioni e le istruzioni per la gestione degli adempimenti previdenziali connessi alla misura di esonero contributivo, limitatamente al periodo 1° luglio 2022 – 31 dicembre 2022. I datori di lavoro interessati, che intendono fruire dell’agevolazione, esporranno, a partire dal flusso Uniemens di competenza del mese di luglio 2022, i lavoratori per i quali spetta l’agevolazione valorizzando, all’interno di “DenunciaIndividuale”, “DatiRetributivi”, il nuovo “CodiceCausale” “DESU”, valido dal 1° luglio 2022 al 31 dicembre 2022, avente il significato di “Esonero per assunzioni/trasformazioni a tempo indeterminato Articolo 1, commi da 161 a 168, della legge 30 dicembre 2020, n. 178 - in luogo del precedente valore “ACAS”, valido fino al 30 giugno 2022, avente il significato Agevolazione contributiva per l’occupazione in aree svantaggiate – Decontribuzione sud art. 27 D.L. n. 104/2020 e art. 1, commi da 161 a 168, della legge n. 178/2020.

In base alla sezione 2.1, “Aiuti di importo limitato”, del Temporary Crisis Framework, la Commissione considera aiuti di Stato compatibili con il mercato interno ai sensi dell’articolo 107, paragrafo 3, lettera b), del TFUE, quelli che rispettino, tra le altre, le seguenti condizioni:

  • siano di importo non superiore a 400.000 euro (per impresa e al lordo di qualsiasi imposta o altro onere), ovvero non superiore a 35.000 euro per impresa operante nel settore della pesca e dell’acquacoltura;
  • siano concessi entro e non oltre il 31 dicembre 2022;
  • l’aiuto sia concesso a imprese colpite dalla crisi.

Per quanto riguarda la sussistenza di tale ultimo requisito, l’Inps osserva che, conformemente a quanto indicato nella citata Decisione C(2022) 4499 final del 24 giugno 2022, con la quale è stata autorizzata la concedibilità dell’aiuto, è necessario che le imprese destinatarie siano state colpite direttamente o indirettamente dalla crisi attuale, ingenerata dall’aggressione russa all’Ucraina. Tuttavia, la circolare Inps precisa ulteriormente che, ai fini della legittima fruizione dell’aiuto, quest’ultimo requisito (concesso a imprese colpite dalla crisi), non debba necessariamente essere ricollegato a un aumento dei prezzi dell’energia, in quanto la crisi e le misure restrittive nei confronti della Russia hanno determinato a vario titolo ripercussioni negative sull’economia nazionale nel suo complesso, ad esempio provocando una perturbazione delle catene di approvvigionamento fisiche, con una particolare accentuazione nelle regioni meridionali italiane che si trovano già in una situazione di svantaggio.

Per quanto riguarda, infine, l’applicazione dell’esonero contributivo riferito al periodo 1° gennaio 2023 – 31 dicembre 2029, occorrerà attendere l’esito del procedimento di autorizzazione ai sensi dell’articolo 108, paragrafo 3, del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea (TFUE) e nel rispetto delle condizioni previste dalla normativa applicabile in materia di aiuti di Stato.

Fonte: fiscal-focus.it - Articoli Lavoro del 1° agosto 2022

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