No a nuove moratorie e garanzie

Il governo resta freddo sulla necessità di potenziare le misure a supporto della liquidità, in particolare sull’opportunità di riaprire le moratorie. E non fornisce rassicurazioni su quando arriveranno i via libera di Bruxelles che ancora mancano sulle garanzie. In particolare per le nuove copertura al 90% del fondo per le Pmi sugli interventi di efficientamento e diversificazione delle fonti di energia. E la garanzia Sace a condizioni di mercato. Freddezza anche sulla possibilità di ampliare i margini di manovra delle banche sulla compensazione dei crediti fiscali per ampliare la possibilità di acquistarli. È questo l’esito dell’incontro avuto ieri a palazzo Chigi tra governo e associazioni datoriali, in particolare con Abi, Ania e le associazioni delle imprese. Il ministro dell’Economia, Daniele Franco, ha spiegato che nel nuovo decreto Aiuti troveranno posto le misure già previste dal precedente decreto per prolungarne gli effetti. La copertura finanziaria, per circa 14 miliardi, è già garantita con l’extragettito fiscale e con l’impatto dell’inflazione sull’Iva.

Non ci saranno interventi nuovi. Dunque non sono previste misure di rafforzamento del fondo per le Pmi, tantomeno nuove moratorie. La richiesta della riapertura delle sospensioni è arrivata da una associazione delle imprese, dopo che in occasione dell’assemblea dell’Abi il presidente Antonio Patuelli aveva chiesto di riattivarle. Il dg di Abi, Giovanni Sabatini, ieri ha fatto notare che la ripartenza delle sospensioni deve andare di pari passo con una nuova deroga dell’Eba sulla riclassificazione in crediti deteriorati di questo tipo di prestiti, soprattutto se si tratta di moratorie dopo precedenti moratorie. Il ministro Franco ha colto la palla al balzo per far notare che, proprio a causa della normativa europea, riaprire le moratorie in questa fase potrebbe essere controproducente.

Il dg di Abi ieri ha rappresentato «l’urgenza di attivare tutte le misure di sostegno finanziario per le imprese, in particolare i finanziamenti assistiti dalla garanzia del fondo per le Pmi e della Sace già previsti dal Decreto 50/22, agli articoli 16 e 17, e per le quali si è ancora in attesa dell’autorizzazione della Commissione europea, che finora ha autorizzato solo le misure dell’art. 15 del decreto», spiega la nota diffusa. Sabatini ha anche chiesto che siano «ampliate le modalità di compensazione dei crediti di imposta derivanti dal super bonus, oltre a quanto già previsto in materia dal citato Dl 50/2022 in tema di cessioni ai clienti professionali delle banche». Le banche hanno esaurito la capienza per compensare i propri debiti fiscali con i crediti acquistati dalle imprese. La proposta è quella di utilizzare una quota (10%) dei debiti fiscali dei clienti versati nel ruolo di sostituto di imposta (F24) per compensarla con i crediti fiscali acquistati e aumentare la capacità di compensazione delle banche. Su questo aspetto ieri il governo non ha dato risposta. 

Fonte: Il Sole 24 Ore - Primo Piano del 28 luglio 2022

Settore
Area Espositiva


Mappa
Contatti
Allegati
News correlate
Bandi collegati

Risposta

Lascia un commento - Inizia una nuova discussione

Copyright ® Telematica Italia S.r.l. 2022 - Tutti i diritti riservati