R&S: nuovi strumenti per certezza del diritto

Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del Decreto Legge 21 giugno 2022, n. 73, cosiddetto DL Semplificazioni, arrivano nuove disposizioni in materia di credito d’imposta riconosciuto per le attività di ricerca e sviluppo, di innovazione tecnologica e di design e innovazione estetica. In linea con le finalità della procedura di riversamento spontaneo di cui all’articolo 5 comma 7 e seguenti, del Decreto Legge 21 ottobre 2021, n. 146, al fine di favorire l’applicazione, in condizioni di certezza operativa, delle discipline previste dall'articolo 1, commi 200, 201 e 202, della Legge 27 dicembre 2019, n. 160, il Legislatore introduce un meccanismo di certificazione, anche preventiva, che attesti la qualificazione degli investimenti effettuati o da effettuare.

Con riferimento al contesto normativo previgente, ovvero relativo al credito d'imposta per investimenti in attività di ricerca e sviluppo di cui all'articolo 3 del Decreto Legge 23 dicembre 2013, n. 145, l’articolo 5 comma 7, del Decreto Legge 21 ottobre 2021, n. 146 ha introdotto la possibilità di riversare, senza alcuna maggiorazione per sanzioni e interessi, il credito d’imposta, maturato a decorrere dal periodo d'imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2014 e fino al periodo d'imposta in corso al 31 dicembre 2019, compensato a fronte di spese rivelatesi successivamente non qualificabili come attività di ricerca e sviluppo ammissibili nell'accezione rilevante ai fini dell’agevolazione. La disposizione, inoltre, trova applicazione a favore dei contribuenti che abbiano commesso errori nella quantificazione o nell'individuazione delle spese ammissibili in violazione dei principi di pertinenza e congruità, nonché nella determinazione della media storica di riferimento.

Orbene, al fine di non commettere gli stessi errori del passato, lasciando l’agevolazione in balia di valutazioni, spesso di carattere soggettivo, con riferimento alle agevolazioni di cui all'articolo 1, commi 200, 201 e 202, della Legge 27 dicembre 2019, n. 160 il Decreto Semplificazioni introduce la facoltà per l’impresa di richiedere e ottenere, rispettivamente in via consuntiva o preventiva, una certificazione che attesti la qualificazione degli investimenti effettuati o da effettuare ai fini della loro classificazione nell'ambito delle attività di ricerca e sviluppo, di innovazione tecnologica e di design e innovazione estetica. Analoga facoltà è concessa per l'attestazione della qualificazione delle attività di innovazione tecnologica finalizzate al raggiungimento di obiettivi di innovazione digitale 4.0 e di transizione ecologica ai fini dell'applicazione della maggiorazione dell'aliquota del credito prevista dall’articolo 1, commi 203, 203-quinquies e 203-sexies, della Legge n. 160 del 2019.

L’esercizio della facoltà è condizionato all’emanazione del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro dello Sviluppo Economico, di concerto con il Ministro dell'Economia e delle Finanze, da adottarsi entro il 22 luglio 2022, con il quale verranno individuati i requisiti dei soggetti pubblici o privati abilitati chiamati al rilascio della certificazione. Con il medesimo decreto saranno stabilite le modalità di vigilanza sulle attività esercitate dai certificatori, le modalità e condizioni della richiesta della certificazione, nonché i relativi oneri a carico dei richiedenti, parametrati ai costi della procedura. Le certificazioni, in ogni caso, dovranno essere rilasciate seguendo le linee guida del Ministero dello Sviluppo Economico, periodicamente elaborate ed aggiornate.

Quale naturale elemento di continuazione rispetto alla procedura di definizione agevolata prevista per il periodo 2015-2019, salvo nei casi in cui le violazioni relative all'utilizzo dei crediti d'imposta siano state già constatate, ovvero siano iniziate le attività di accesso, ispezione, verifica o altre attività amministrative di accertamento delle quali l'autore o i soggetti solidalmente obbligati abbiano avuto formale conoscenza, la certificazione in commento consentirà di avvalorare gli investimenti già effettuati a decorrere dal 1° gennaio 2020, periodo non coperto dalla procedura di riversamento spontaneo.

In attesa di conoscere modalità, costi e tempi di emissione delle predette certificazioni, la norma coglie il nodo cruciale della questione. Le attività di ricerca e sviluppo, nella vecchia e nuova normativa, sono esposte a valutazioni di carattere soggettivo, non sostenibili in una logica di certezza del diritto. L’introduzione di una certificazione preventiva, sebbene costituisca essa stessa una valutazione di congruità soggetta agli stessi limiti di cui sopra, se esercitata, avrà quantomeno l’effetto di cristallizzare l’investimento e rendere certa, sicuramente dal punto di vista della sua corretta qualificazione, la conseguente agevolazione. Sul punto si colga che la certificazione, infatti, esplica effetti vincolanti nei confronti dell'Amministrazione Finanziaria, tranne nel caso in cui, sulla base di una non corretta rappresentazione dei fatti, la stessa venga rilasciata per una attività diversa da quella concretamente realizzata. Escludendo tale ipotesi, in tutti gli altri casi gli atti a contenuto impositivo o sanzionatorio, difformi da quanto attestato nelle certificazioni, dovranno considerarsi nulli per espressa disposizione normativa.

Fonte: fiscal-focus.it - Articoli Fisco del 23 giugno 2022

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