UniCredit, piano da 5 mld per PMI turismo

Con uno stanziamento da 5 miliardi di euro Unicredit da nuova linfa al piano «Made4Italy» per la valorizzazione delle Pmi del turismo e dell’agroalimentare. Un piano triennale (2022-2024) che punta a favorire una offerta congiunta tra le aziende del turismo e quelle agroalimentari per valorizzare il territorio del Belpaese e attrarre nuovi flussi di ospiti provenienti dall’estero. Sono oltre 50mila le Pmi che verranno supportate, con mutui della durata fino a 20 anni. L’imprenditore inoltre può scegliere la formula del rimborso nell’arco dei 12 mesi oppure durante la stagione estiva o invernale di piena attività. Questa mattina viene presentato il piano Made4Italy, organizzato da UniCredit in collaborazione con Enit, Lonely Planet e Confcommercio Lombardia.

L’istituto guidato da Andrea Orcel punta a valorizzare il percorso delle imprese in chiave sostenibile, con finanziamenti che prevedono anche una riduzione dello spread per l’impresa che si impegna al conseguimento di risultati basati su criteri Esg, la governance ambientale, sociale e aziendale. Sul fronte della digitalizzazione l’operazione punta a rafforzare i processi di transizione digitale delle Pmi anche con strumenti specifici per la crescita come l’iniziativa «Together 4 Digital» in partnership con Microsoft Italia. Unicredit affianca le Pmi nell’accesso ai fondi del Pnrr e offre servizi di consulenza e di confronto con le imprese e i protagonisti di filiere diverse.

«Turismo e agroalimentare possono generare valore economico e nuove opportunità per le destinazioni italiane e per il rafforzamento del brand Italia - sottolinea Niccolò Ubertalli, responsabile di UniCredit Italia -. UniCredit promuove e sostiene questo binomio vincente per l’Italia tramite Made4Italy dal 2019. Dopo aver erogato oltre 5 miliardi di euro alle imprese del turismo e dell’agroalimentare nel periodo 2019-2021 e supportato 16 progetti di valorizzazione dei territori, oggi abbiamo voluto rinnovare il nostro impegno. Mettiamo a disposizione un nuovo plafond di 5 miliardi per sostenere le imprese dei due comparti e potenziare l’attrattività dei territori, con focus sul sostegno alla transizione sostenibile e digitale delle Pmi e dei progetti di filiera che andremo a selezionare».

Rinnovato anche l’accordo con Enit con la firma di un protocollo di intesa che rafforza la collaborazione per l’individuazione, lo sviluppo e la promozione di progetti di filiera sui territori italiani, a promuovere le eccellenze e le innovazioni, a identificare e valutare i migliori strumenti di supporto finanziario alle imprese del comparto turistico. «Ridare centralità alla qualità del credito per un’offerta turistica che sia non solo resiliente ma che si spinga in avanti con convinzione e cognizione è una strategia appropriata ai tempi per rimettere in modo sinergie di ampio respiro - spiega Maria Elena Rossi, direttrice marketing Enit -. La valorizzazione della filiera richiede supporti sostanziali alle idee. Ci piace molto l’abbinamento di creatività e sostegno economico in forme diversificate che possano dare speranza e rinnovamento al comparto».

Per quanto riguarda l’imminente stagione estiva l’Osservatorio Turismo di Nomisma-UniCredit evidenzia una forte voglia di partire. Ben 28,3 milioni di italiani prevedono almeno una occasione di vacanza nell’estate 2022 e l’85% resterà in Italia. Circa i due terzi sceglieranno una località marina, principalmente in Puglia (13%), Sicilia (10%) e Toscana (9%) – mentre il 12% si muoverà verso mete europee: Spagna, Grecia e Francia le più gettonate. Il sentiment rispetto al 2021 è positivo: la maggioranza prevede di fare più viaggi e viaggi più lunghi con un aumento della spesa per il pernottamento. Una minoranza, intorno al 16%, invece prevede un ridimensionamento tout court delle vacanze, sia per quanto riguarda il numero dei viaggi, la durata e il budget stanziato. Pesano la necessità di risparmiare, il timore di una nuova ondata di pandemia e l’intenzione di sostituire il viaggio con pernottamento con piccole escursioni da svolgere in giornata.

Per quanto riguarda gli operatori l’attuale congiuntura è scandita dall’aumento delle bollette e l’inflazione a cui si cerca di fare fronte con le rinnovabili e l’efficientamento energetico. In più i listini vengono ritoccati all’insù con aumenti dei prezzi delle camere, dei servizi e la riduzione del periodo di attività. Poco più della metà degli imprenditori di aziende turistiche e agroalimentari si attende una minore capacità di spesa dei viaggiatori ma si guarda al futuro. Entro i prossimi 2 o 3 anni il 16% delle strutture avrà aree relax e fitness, il 25% postazioni per lo smart-working. Si punta inoltre all’offerta di servizi su misura e l’offerta di menù con prodotti biologici e del territorio per scoprire la tradizione enogastronomica locale.

Fonte: Il Sole 24 Ore, Imprese e Territori del 14 giugno 2022 

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