Garanzie sui prestiti fino a 20 anni

La novità principale sulle misure per la liquidità prevista dal decreto Aiuti è il varo della garanzia Sace a condizioni di mercato che imprese e banche chiedevano da quasi un anno. È uno strumento importante, perché è svincolato dai rigidi criteri delle deroghe Ue alla disciplina sugli aiuti di Stato e dunque più flessibile. E infatti la caratteristica principale è che possono essere garantiti finanziamenti della durata di 20 anni, contro i 6-8 anni della garanzie previste dal Temporary Framework gestite da Sace e dal fondo per le Pmi. La possibilità di accedere a lunghe durate è fondamentale in questa fase, perché le imprese sono già molto indebitate dopo il Covid-19 e stanno subendo l’impatto dell’incremento dei costi.

La garanzia a condizioni di mercato servirà, dunque, soprattutto per le rinegoziazioni dei prestiti, con l’allungamento del periodo di ammortamento senza dover dare nuova finanza. Il provvedimento prevede che possano essere garantiti anche titoli di debito, come i bond. La copertura massima è del 70%, ma può arrivare al 100% per i bond, a patto che non siano subordinati o convertibili. L’aspetto meno positivo della vicenda sono i tempi necessari per l’entrata in vigore della garanzia. Il provvedimento fa riferimento a «uno o più decreti del ministero dell’Economia di natura non regolamentare» per disciplinare «ulteriori modalità operative». E questo perché, in ogni caso, il nuovo strumento sarà efficace solo dopo il via libera della Commissione europea, che potrebbe richiedere ulteriori condizioni. E ancora: a valle di questo, Sace a sua volta dovrà declinare tutte le modalità operative, definire limiti di intervento ma, soprattutto, dovrà stabilire l’entità dei premi da pagare (oltre alle commissioni), perché la caratteristica principale della garanzia a condizioni di mercato è proprio quella che costerà sensibilmente di più rispetto a quelle previste dal Temporary Framework . A questo strumento, comunque, si può accedere «per supportare la crescita dimensionale e la patrimonializzazione delle imprese, migliorare competitività e capitalizzazione, la sostenibilità ambientale, l’occupazione». Per queste garanzie Sace può assumere un impegno massimo di 200 miliardi. È ammesso l’accesso anche per imprese in difficoltà, ma a determinate condizioni.

Per le garanzie Sace ai sensi del Temporary Framework, invece, è prevista la proroga a fine anno. Si può accedere per«per sopperire a esigenze di liquidità per le conseguenze negative» derivanti dal conflitto un Ucraina, come la «contrazione della produzione, rincari, difficoltà di approvvigionamento, cancellazione contratti» ma anche per i rincari dell’energia. Possono richiederle imprese che al 31 gennaio non erano in difficoltà. Le aziende in difficoltà già ammesse alla procedura del concordato con continuità aziendale o che abbiano stipulato accordi di ristrutturazione dei debiti sono comunque abilitate alla richiesta.

Queste garanzie hanno durata di 6 anni , con un preammortamento non superiore a 36 mesi. Il finanziamento deve avere un valore entro il 15% fatturato medio dei tre anni antecedenti o entro il 50% costi sostenuti per fonti energetiche nei 12 mesi antecedenti. La copertura può arrivare al 90% - ma in questo caso è previsto un concorso paritetico tra garante e garantito nelle perdite per mancato rimborso del finanziamento - per le imprese entro 1,5 miliardi di fatturato e 5mila dipendenti. La copertura scende all’ 80% per quelle con fatturato tra 1,5 e 5 miliardi, e al 70% per ricavi superiori. Solo per le Pmi (per le imprese grandi i costi sono maggiori) e per i prestiti entro 6 anni, è fissata una commissione di 25 punti base il primo anno, 50 punti base tra secondo e terzo anno, 100 punti base al quarto. Si può chiedere l’estensione del finanziamento a 8 anni, ma in quel caso il costo della commissione è superiore. È previsto anche un tetto sul tasso di interesse: deve essere inferiore al tasso che sarebbe stato chiesto in mancanza della garanzia e deve essere almeno uguale alla differenza tra le condizioni di mercato e il costo effettivamente applicato all’impresa. I fondi devono essere destinati a sostenere i costi del personale, canoni di locazione, investimenti o circolante.

Fonte: Il Sole 24 Ore - Primo Piano del 5 maggio 2022

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