Covid, aiuti recuperati senza sanzioni

Niente sanzioni per l’utilizzo degli aiuti di Stato in misura superiore rispetto al massimale consentito. Sia in caso di restituzione volontaria da parte del beneficiario dell’importo eccedente rispetto allo spettante, sia qualora si dovesse procedere coattivamente al recupero dello stesso, si applicheranno solo gli interessi di recupero calcolati ai sensi del regolamento (CE) n. 794/2004 della commissione, del 21 aprile 2004.

Questa è una delle principali indicazioni contenute nel decreto ministeriale del ministero dell’economia dell’11 dicembre 2021 in corso di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, recante modalità di monitoraggio e controllo degli aiuti riconosciuti ai sensi delle sezioni 3.1 e 3.12 della comunicazione della Commissione europea del 19 marzo 2020 C(2020) 1863 final Quadro temporaneo per le misure di aiuto di Stato a sostegno dell’economia nell’attuale emergenza da COVID-19.

Ora, come indicato all’articolo 3 comma 5 del decreto, la palla passerà all’agenzia delle entrate che dovrà emettere un provvedimento con modalità, termini e contenuto dell’autodichiarazione a cui sono obbligatoriamente tenuti i beneficiari degli aiuti per attestare il rispetto dei requisiti e limiti delle Sezioni 3.1 e 3.12 del Quadro temporaneo.

Sempre onere dell’agenzia delle entrate sarà quello di stabilire termini e modalità di riscossione dell’indebito aiuto fruito in caso di mancata restituzione volontaria dello stesso. La restituzione coattiva.

Il decreto detta parzialmente le modalità di recupero degli aiuti di Stato fruiti in misura superiore rispetto l’ammontare effettivamente spettante, avendo demandato, come anticipato, la gestione della riscossione all’agenzia delle entrate. La procedura fissata nel già citato articolo 4 comma 3 prevede che l’importo indebitamente incamerato è sottratto dagli aiuti di Stato successivamente ricevuti dal beneficiario con maggiorazione degli interessi di recupero maturati sino alla data di messa a disposizione del nuovo aiuto.

In assenza di nuovi aiuti o qualora l’ammontare degli eventuali nuovi contributi non sia sufficiente a “coprire” il completo recupero, l’importo totale o la differenza dovrà essere effettivamente riversata. La verifica del rispetto delle condizioni. Il ministero dell’economia nel documento sottolinea nuovamente che ai fini del rispetto dei massimali si tiene conto delle relazioni di controllo tra imprese rilevanti ai fini della definizione di impresa unica utilizzata in materia di aiuti di Stato.

Inoltre all’articolo 3 commi 3 e 4 vengono ribadite e definite le condizioni richieste per fruire degli aiuti della sezione 3.12. Per la 3.12 gli operatori economici devono attestare la contrazione del fatturato, almeno pari al 30% nel periodo 1 marzo 2020 -31 dicembre 2021 rispetto allo stesso periodo 2019 e che l’importo dell’agevolazione richiesta non superi il 70% dei costi fissi non coperti sostenuti nel periodo (90% per le micro imprese).

Per costi fissi si intendono quelli sostenuti indipendentemente dal livello di produzione mentre per costi variabili si intendono quelli sostenuti in funzione del livello di produzione. Per costi fissi non coperti si intendono i costi fissi sostenuti dalle imprese, che non sono coperti dai ricavi dello stesso periodo considerati al netto dei costi variabili e che non sono coperti da altre fonti quali assicurazioni, eventuali altri aiuti di Stato e altre misure di sostegno. Le perdite subite dalle imprese durante il periodo ammissibile sono considerate costi fissi non coperti.

Fonte: ItaliaOggi, imposte e tasse del 14 gennaio 2022

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