Iper-ammortamento Covid-free

Le chiusure Covid non rappresentano causa di forza maggiore per spostare i termini di effettuazione dell'investimento ai fini della fruizione dell'iper-ammortamento. Tuttavia, l'agevolazione può essere ottenuta comunque sotto la differente forma di credito di imposta da investimento in beni strumentali 4.0. se l'investimento agevolabile è effettuato entro i termini successivamente previsti per l'ottenimento di tali crediti di imposta. Così le Entrate con risposta a interpello 875 del 29/12/2021.

La fattispecie. Una società facente parte di un gruppo multinazionale aveva intrapreso nel 2019 un rilevante investimento per impiantare un'intera linea produttiva avente i requisiti e le caratteristiche “4.0” (ovvero con i requisiti di cui agli allegati A e B della l. n. 232/2016). A fronte di ciò, tale soggetto intendeva avvalersi dell'agevolazione comunemente conosciuta come “iper-ammortamento” di cui all'art. 1 co. 60-65 della l. n. 145/2018 che nella versione allora vigente prevedeva la possibilità di ottenere una significativa variazione in diminuzione dall'imponibile fiscale qualora entro il 30.12.2019 si pagasse un acconto almeno pari al 20% della spesa connessa all'investimento 4.0. e che lo stesso venisse ultimato entro il 30.06.2020. Successivamente tale ultimo termine era stato differito di sei mesi (spostando dunque l'effettuazione dell'investimento al 31.12.2020) a cura dell'art. 50 del d.l. n. 34/2020 in considerazione delle conseguenze negative derivanti dalla diffusione dell'epidemia connessa con il covid-19. Nonostante ciò, l'istante fa presente nella propria domanda che non è stato possibile rispettare il termine di effettuazione dell'investimento fissato al 31.12.2020 proprio in ragione delle significative restrizioni imposte (anche alla movimentazione delle persone) nel corso del 2020 e data anche la complessità dell'investimento medesimo (si tratta di un'intera linea di produzione), richiede all'agenzia se non sia applicabile al caso di specie la clausola di “forza maggiore”, in considerazione della quale l'agevolazione spetterebbe anche se l'investimento risulta effettuato dopo il 31.12.2020.

La risposta. Nella risposta, l'agenzia evidenzia come il legislatore abbia nei fatti già tenuto conto delle restrizioni conseguenti al covid, posticipando l'originario termine di effettuazione dell'investimento (termine essenziale per poter accedere al beneficio previsto dall'art. 1 c. 60-65, legge 145/2018) dal 30/6/2020 al 31/12/2020, compiendo con ciò una scelta di carattere prescrittivo che elimina anche qualsiasi valutazione di discrezionalità sull'esistenza o meno di fattori ed elementi che possano fare invocare una situazione di “forza maggiore”. Perciò l'agenzia afferma che in via interpretativa non può spingersi a riconoscere un maggior termine rispetto a quello inderogabilmente fissato dal legislatore, non essendoci dal punto di vista normativo, alcuno spiraglio che consenta di fare ciò.

L'alternativa. Se quanto appena scritto potrebbe far ritenere che vi sia la perdita totale di qualsiasi agevolazione connessa con un investimento che comunque ha i requisiti “4.0”, bisogna poi osservare che nella seconda parte della risposta, l'agenzia delle entrate evidenzia un aspetto di particolare interesse. Viene infatti affermato che, sebbene non sia possibile accedere all'agevolazione per gli investimenti tecnicamente evoluti secondo la modalità della variazione in diminuzione dal reddito imponibile secondo quanto previsto dall'art.1 co. 60-65 della l. n. 145/2018 per mancato rispetto del termine di effettuazione dell'investimento, è in ogni caso possibile godere del credito di imposta per investimenti in beni strumentali “4.0” disposto da provvedimenti successivi purché l'investimento venga effettuato entro il 30.06.2021 secondo quanto disposto dalla l.n. 160/2019, e ciò in quanto la c.d. “prenotazione” (ovvero il pagamento di una somma in acconto almeno pari al 20% dell'investimento agevolabile) è avvenuta comunque nel termine fissato da tale nuova disposizione (31.12.2020). In conclusione emerge che nel caso di specie l'agevolazione non è più fruibile nella forma di “variazione in diminuzione” dal reddito imponibile per decorso del termine del 31.12.2020 senza che sia stata conclusa l'effettuazione dell'investimento, ma in ogni caso, la “prenotazione” effettuata pagando l'acconto in misura pari al 20% entro il 31.12.2019 mantiene ancora una sua validità ai fini dell'ottenimento del credito d'imposta per investimento in beni strumentali disposto dalla successiva l. n. 160/2019.

Fonte: ItaliaOggi - Diritto e Fisco del 13 gennaio 2021

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