Filiere industriali, 1,7 miliardi Pnrr in arrivo

Gli strumenti principali previsti dal Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) per sostenere i settori industriali sono i crediti di imposta per gli investimenti 4.0 e i contratti di sviluppo. I primi sono in vigore, riformulati dalla legge di bilancio, i secondi vengono ora delineati da due decreti alla firma del ministro dello Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti, entrambi previsti tra gli obiettivi del Pnrr da raggiungere nel primo semestre 2022.

Il decreto relativo all’investimento 5.2 della missione 1 del Pnrr (“Competitività e resilienza delle filiere produttive”) fissa le regole per distribuire 750 milioni. Il provvedimento che riguarda l’investimento 5.1 della missione 2 (“Rinnovabili e batterie”) vale 1 miliardo. Un terzo decreto ministeriale, già firmato da Giorgetti e in corso di pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale, rivede invece la normativa generale dei contratti di sviluppo e quindi si riferisce anche a progetti “extra Pnrr”. I contratti di sviluppo, va ricordato, sono stati appena rifinanziati anche con risorse nazionali: 450 milioni con la legge di bilancio. In totale dunque l’ambito dei nuovi provvedimenti vale 2,2 miliardi.

Sono sei le filiere “strategiche” ammesse alla dote di 750 milioni del Pnrr. Design-moda-arredo, automotive, microelettronica-semiconduttori e metalli-elettromeccanica sono in particolare destinatarie di almeno il 60% delle risorse, quindi 450 milioni. I restanti 300 milioni andranno a chimica-farmaceutica e agroindustria. Il ministero prevede di mettere a punto tra 40 e 45 contratti, basati su un mix di finanziamenti agevolati e contributi a fondo perduto. Anche il decreto su Rinnovabili e batterie, che prevede in via principale il ricorso ai contratti di sviluppo, stabilisce una ripartizione, assegnando in questo caso 400 milioni ai progetti relativi all’energia fotovolatica, 100 milioni all’eolico e 500 milioni alle batterie elettriche. Entrambi i provvedimenti chiariscono comunque che la suddivisione potrà all’occorrenza essere modificata e che, in ogni caso, un importo pari ad almeno il 40% delle risorse, in linea con le regole del Pnrr per tutti i fondi ripartibili su base regionale, è destinato al finanziamento di progetti da realizzare in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.

Perché possa partire la corsa ai finanziamenti, sia per le filiere tradizionali sia per quelle “verdi”, occorrerà comunque prima la pubblicazione del decreto ministeriale, dopo il passaggio alla Corte dei conti, e poi l’emanazione di un decreto del direttore Incentivi del ministero che fisserà la data di apertura dello sportello. I decreti direttoriali potranno fornire anche ulteriori dettagli, ad esempio sugli adempimenti e la documentazione necessaria per rispettare il principio Dnsh del regolamento europeo sul Next generation Eu (cioè non arrecare un danno significativo agli obiettivi ambientali). Ma, in ogni caso, nel caso delle filiere finanziate con 750 milioni, è già stato stabilito che saranno escluse tutte le attività connesse ai combustibili fossili, quelle nell’ambito del sistema di scambio di quote di emissione della Ue (Ets) che generano emissioni di gas a effetto serra non inferiori ai parametri di riferimento, quelle collegate alle discariche di rifiuti e agli inceneritori e quelle nel cui ambito lo smaltimento a lungo termine dei rifiuti potrebbe causare un danno all’ambiente. Con questo pacchetto di decreti, sostiene il ministro Giorgetti, «si supportano investimenti che puntano ad accrescere la competitività del sistema produttivo italiano all’interno delle filiere europee a più alto valore tecnologico e industriale». Quanto al riordino generale dei contratti di sviluppo, secondo il ministro «intendiamo incentivare in misura crescente programmi di ricerca e di trasferimento tecnologico che sono la chiave per vincere la sfida della transizione digitale e green». I provvedimenti, ricorda Giorgetti, legano la concessione degli incentivi agli impegni degli investitori ad assumere prioritariamente, dove è previsto un incremento occupazionale, i percettori di interventi di sostegno al reddito, disoccupati a seguito di procedure di licenziamento collettivo e lavoratori di aziende coinvolte in tavoli di crisi gestiti dal ministero.

Fonte: Il Sole 24Ore, Norme e Tributi del 7 gennaio 2022

Settore
Area Espositiva


Mappa
Contatti
Allegati
News correlate
Bandi collegati

Risposta

Lascia un commento - Inizia una nuova discussione

Copyright ® Telematica Italia S.r.l. 2022 - Tutti i diritti riservati