Voucher consulenza innovazione: rendicontazione entro 20/1

Con un comunicato del Ministero dello Sviluppo Economico pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n.2 del 4 gennaio 2022 sono stati fornite indicazioni in merito al voucher per consulenza in innovazione e alla proroga del termine ultimo per la trasmissione della richiesta di erogazione a saldo dell'agevolazione.

In particolare, al fine di consentire alle imprese e alle reti beneficiarie del contributo a fondo perduto, in forma di voucher, per 

  • l'acquisto di consulenze specialistiche in materia di processi di trasformazione tecnologica e digitale

di disporre di un termine piu' ampio per concludere la rendicontazione delle spese, anche in considerazione del perdurare dello stato di emergenza da COVID-19, con decreto del direttore generale per gli incentivi alle imprese 20 dicembre 2021 e' stato prorogato al 20 gennaio 2022 il termine ultimo per l'invio al Ministero delle richieste di erogazione, stabilito con decreto direttoriale 4 agosto 2020, di cui al comunicato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n. 201 del 12 agosto 2020.

Si ricorda ch la misura Voucher per consulenza in innovazione è l’intervento che, in coerenza con il Piano nazionale “Impresa 4.0”, sostiene i processi di trasformazione tecnologica e digitale delle PMI e delle reti di impresa di tutto il territorio nazionale attraverso l’introduzione in azienda di figure manageriali in grado di implementare le tecnologie abilitanti previste dal Piano Nazionale Impresa 4.0, nonché di ammodernare gli assetti gestionali e organizzativi dell’impresa, compreso l’accesso ai mercati finanziari e dei capitali. 

Voucher consulenza innovazione: chi sono i beneficiari

Possono beneficiare delle agevolazioni le imprese operanti su tutto il territorio nazionale che risultino possedere, alla data di presentazione della domanda nonché al momento della concessione del contributo, i requisiti di seguito indicati:

  1. qualificarsi come micro, piccola o media impresa ai sensi della normativa vigente; non rientrare tra le imprese attive nei settori esclusi dall’articolo 1 del Regolamento UE n. 1407/2013 della Commissione, del 18 dicembre 2013 “De Minimis”; 
  2. avere sede legale e/o unità locale attiva sul territorio nazionale e risultare iscritte al Registro delle imprese della Camera di commercio territorialmente competente;
  3.  non essere destinatarie di sanzioni interdittive ai sensi dell’articolo 9, comma 2, del decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231 e risultare in regola con il versamento dei contributi previdenziali; 
  4. non essere sottoposte a procedura concorsuale e non trovarsi in stato di fallimento, di liquidazione anche volontaria, di amministrazione controllata, di concordato preventivo o in qualsiasi altra situazione equivalente ai sensi della normativa vigente; 
  5. non aver ricevuto e successivamente non rimborsato o depositato in un conto bloccato aiuti sui quali pende un ordine di recupero, a seguito di una precedente decisione della Commissione Europea che dichiara l’aiuto illegale e incompatibile con il mercato comune. 

Possono inoltre beneficiare del Voucher anche le reti d’impresa composte da un numero non inferiore a tre PMI in possesso dei requisiti descritti, purché il contratto di rete configuri una collaborazione effettiva e stabile e sia caratterizzato dagli elementi di cui all’articolo 2, comma 2, del decreto 7 maggio 2019.

Voucher consulenza innovazione: spese ammissibili

Si considerano ammissibili al contributo le spese sostenute a fronte di prestazioni di consulenza specialistica rese da un manager dell’innovazione qualificato, indipendente e inserito temporaneamente, con un contratto di consulenza di durata non inferiore a nove mesi, nella struttura organizzativa dell’impresa o della rete. Per manager dell’innovazione qualificato e indipendente si intende un manager iscritto nell’apposito elenco costituito dal Ministero dello sviluppo economico oppure indicato, a parità di requisiti personali e professionali, da una società iscritta nello stesso elenco e che risulti indipendente rispetto all’impresa o alla rete che fruisce della consulenza specialistica. 

La consulenza deve essere finalizzata a indirizzare e supportare i processi di innovazione, trasformazione tecnologica e digitale delle imprese e delle reti attraverso l’applicazione di una o più delle tecnologie abilitanti previste dal Piano nazionale impresa 4.0 individuate tra le seguenti: 

  • big data e analisi dei dati; 
  • cloud, fog e quantum computing; 
  • cyber security;
  •  integrazione delle tecnologie della Next Production Revolution (NPR) nei processi aziendali, anche e con particolare riguardo alle produzioni di natura tradizionale; 
  • simulazione e sistemi cyber-fisici; 
  • prototipazione rapida; 
  • sistemi di visualizzazione, realtà virtuale (RV) e realtà aumentata (RA);
  •  robotica avanzata e collaborativa; 
  • interfaccia uomo-macchina; 
  • manifattura additiva e stampa tridimensionale; 
  • internet delle cose e delle macchine; 
  • integrazione e sviluppo digitale dei processi aziendali; 
  • programmi di digital eting, quali processi trasformativi e abilitanti per l’innovazione di tutti i processi di valorizzazione di marchi e segni distintivi (c.d. “branding”) e sviluppo commerciale verso mercati; 
  • programmi di open innovation.

Fonte: fiscoetasse.com, Rassegna Stampa del 7 gennaio 2022

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