Bonus edilizi: contabilizzazione utilizzo detrazione

L’articolo 121 del Decreto Rilancio ha introdotto la possibilità per il contribuente di optare alternativamente, in luogo della fruizione diretta del beneficio fiscale, per un contributo sotto forma di sconto in fattura o per la cessione di un credito, pari alla detrazione spettante, ad altri soggetti compresi gli istituti di credito e gli altri intermediari finanziari con facoltà di successiva cessione. Rientra in tale categoria di bonus fiscali anche il cd superbonus 110% disciplinato dall’articolo 119 del Decreto Rilancio.

L’OIC ha fornito interessanti chiarimenti in merito alla corretta contabilizzazione dei predetti bonus mediante il documento denominato “Comunicazione sulle modalità di contabilizzazione dei bonus fiscali”, il quale trae origine da una specifica richiesta dell’Agenzia delle Entrate avente ad oggetto “le modalità di contabilizzazione per le imprese OIC del cd. Superbonus e altre detrazioni fiscali maturate a fronte di interventi edilizi”.

Ebbene con riferimento alla corretta contabilizzazione del diritto alla detrazione fiscale per la società committente queste le indicazioni fornite.

La contabilizzazione del diritto alla detrazione fiscale per la società committente- La società committente può fruire del beneficio fiscale maturato per effetto degli interventi agevolati realizzati in due diverse modalità:

  • detrazione diretta in dichiarazione mediante quote annuali da scomputare sull’IRES di periodo;
  • cessione del credito a soggetti terzi.


Con riferimento alla natura del credito d’imposta maturato l’Oic ha precisato che lo stesso, per le sue caratteristiche, deve essere considerato come un contributo in conto impianti in quanto il diritto ad utilizzare il beneficio fiscale in detrazione rappresenta una forma di realizzo assimilabile al diritto di ricevere un pagamento da parte dello Stato poiché si sostanzia di fatto, nel diritto a pagare minori imposte e in secondo luogo il beneficio fiscale è attivato quando il soggetto beneficiario effettua uno specifico investimento previsto dalla norma.

Questa presa di posizione si scontra con quello che era stato l’indirizzo prevalente della dottrina fino a prima che venisse rilasciata la comunicazione con riferimento alla corretta qualificazione dei bonus edilizi. In particolare, si riteneva che fosse più corretto rilevare tali bonus come “elementi” di imposta, dandone evidenza indirettamente attraverso l’iscrizione di un’imposta lorda al netto degli stessi bonus. Tale modalità, oltre ad essere sorretta da ragioni di carattere sistematico connesse all’intrinseco legame tra l’esistenza di imposta lorda e l’esistenza della detrazione, permetteva di abbattere l’incidenza fiscale di quest’ultime, garantendone la neutralità fiscale. La rilevazione come contributo in conto impianti, al contrario, rappresenta una modalità di rappresentazione tutt’altro che neutrale dal punto di vista fiscale, visto che l’iscrizione di minori ammortamenti nella voce B.10 del Conto economico (voce deducibile sia ai fini IRES che ai fini IRAP), comporta un pari incremento delle basi imponibili IRES e IRAP rispetto a quelle che si determinerebbero in assenza della sua rilevazione.

Ma attenzione: il credito tributario maturato deve essere iscritto in bilancio ai sensi dei paragrafi 87-88 dell’OIC 16 solo nel momento in cui esiste la ragionevole certezza che le condizioni previste per il riconoscimento del contributo sono soddisfatte e che i contributi saranno erogati.

Rispettata questa condizione il credito tributario potrà essere contabilizzato con due metodi alternativi previsti dall’OIC 16 ovvero:

  • Metodo diretto: a diretta riduzione dell’investimento sostenuto mediante una scrittura di questo tipo:
    • Crediti tributari a Immobilizzazioni
  • Metodo indiretto: attraverso l’iscrizione di un risconto passivo rilasciato a conto economico nel periodo di ammortamento dell’immobilizzazione materiale iscritta.
    • Crediti tributari a Contributo c/impianti
    • Contributo c/impianti a Risconti Passivi


Sul punto l’OIC evidenzia che a tale credito si applicano tutte le disposizioni in tema di valutazione dei crediti previste dall’OIC 15 per cui:

  • Per le imprese che redigono il bilancio in forma ordinaria l’iscrizione del credito tributario deve avvenire sulla base del costo ammortizzato ossia al valore attuale dei flussi finanziari futuri che non sono altro che le quote di imposta da pagare da cui vanno scomputate le quote costanti di detrazione.


Il tasso di interesse da utilizzare per attualizzare i flussi potrà essere:

  • il tasso di mercato se facilmente desumibile (ad esempio si può utilizzare quello desumibile dalle offerte commerciali delle banche);
  • il tasso di rendimento interno ovvero quello rende equivalente il valore attuale delle future detrazioni al valore di rilevazione iniziale del credito.


La rilevazione attraverso il metodo del costo ammortizzato prevede, di conseguenza, la rilevazione progressiva, durante gli anni di utilizzo della detrazione, di un provento finanziario da iscrivere nella voce C.16 di conto economico, pari alla differenza tra il valore nominale del credito e il suo valore di mercato. Il provento, oltre ad essere rilevato al momento di utilizzo in detrazione, dovrà essere rilevato per competenza durante l’effettuazione delle scritture di assestamento; in particolare, in quella sede dovranno emergere gli interessi attivi maturati nell'esercizio relativamente alle residue quote costanti il cui utilizzo ha luogo negli esercizi successivi.

Inoltre, opportunamente, l’Oic sottolinea che nell’ambito dell’applicazione del criterio del costo ammortizzato la società deve stimare i flussi finanziari futuri (i.e. le detrazioni future) considerando anche che la detrazione fiscale può essere utilizzata entro i limiti di capienza dell’imposta annua derivante dalla dichiarazione dei redditi.

Le società non tenute all’applicazione del criterio del costo ammortizzato (ovvero coloro che redigono il bilancio micro e abbreviato) devono rilevare il credito tributario al suo valore nominale in quanto detto valore corrisponde al suo valore di presumibile realizzo. Nel caso di bonus 110% tuttavia, le imprese che redigono il bilancio in forma abbreviata rileveranno un credito pari al 110% dell’investimento effettuato, pertanto esse dovranno iscrivere parimenti un risconto passivo da rilasciare a Conto economico "nel periodo in cui la società committente utilizza la detrazione fiscale o quando cede il credito" (comunicazione OIC, § 20).

    • Crediti tributari a immobilizzazioni risconti passivi

Fonte: fiscal-focus.it, Articoli Fisco dell'11 ottobre 2021

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