Aiuti al Sud, spunta il collegato alla manovra

Per riorganizzare gli incentivi per le imprese al Sud il governo passa dall’operazione a costo zero a un provvedimento di spesa. Diventerà infatti un “collegato” alla prossima legge di bilancio il disegno di legge di riordino previsto dal Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr). Il Ddl, una volta agganciato alla manovra, potrà anche prevedere misure che richiedono una copertura finanziaria. La novità è emersa dai lavori della commissione interministeriale insediatasi alla fine di giugno.

Il decreto di nomina della commissione, che è presieduta dal ministero per il Sud e coinvolge altri nove ministeri (Economia, Sviluppo economico, Lavoro, Transizione ecologica, Infrastrutture e mobilità sostenibili, Affari esteri, Politiche agricole e forestali, Cultura, Turismo), fissava come prima scadenza il 10 settembre, data entro la quale il gruppo di lavoro avrebbe dovuto trasmettere una relazione sull’attività svolta e lo schema di Ddl al ministro per il Sud, in tempo utile per poi rispettare la presentazione del testo alle Camere entro il 30 settembre 2021. In realtà il termine del 10 settembre non è stato centrato in quanto si è deciso di trasformare la natura del Ddl e di concedersi tempo ulteriore in linea con il varo della legge di bilancio. La commissione intenderebbe comunque definire almeno una cornice del provvedimento entro settembre.

Salire sul treno dei Ddl collegati alla manovra finanziaria significa come detto poter finanziare alcune delle proposte allo studio andando oltre gli interventi a “costo zero”. Tra queste c’è, ad esempio, consentire la cedibilità al sistema bancario del credito di imposta per gli investimenti di cui usufruiscono le imprese che investono nelle zone economiche speciali, aree di sviluppo privilegiato per il Mezzogiorno che stentano a decollare. Un tema a dire il vero molto scivoloso, visto il precedente dello stop agli emendamenti per la cedibilità dei crediti del piano Transizione 4.0 deciso dalla Ragioneria dello Stato sulla base delle classificazioni contabili Eurostat e del conseguente rischio di registrazione dei bonus fiscali ceduti in termini di spesa pubblica.

Il decreto che fissa i compiti della commissione interministeriale, in linea con quanto già indicato nel Pnrr, parla di «una ricognizione di tutte le misure di incentivazione previste dalla legislazione vigente» per verificarne l’impatto sull’economia, razionalizzare e accelerare le procedure di agevolazione. Operazione da completare «con particolare riferimento alle attività economiche ubicate nel Mezzogiorno d’Italia». Nel frattempo va però registrata l’intenzione di portare avanti un’analoga operazione di riorganizzazione degli incentivi, in chiave nazionale, da parte del ministro dello Sviluppo economico. Riferimenti in tal senso in più di un’occasione, sono stati fatti dal ministro Giancarlo Giorgetti, soprattutto sull’opportunità di verificare la reale addizionalità delle misure sugli investimenti delle imprese. Se non si tratterà di una mera ricognizione (oggi del resto tutti gli aiuti sono già censiti sul portale del Mise incentivi.gov.it) si potrebbe arrivare anche a una convergenza in un unico provvedimento con il lavoro specifico sul Sud.

Fonte: Il Sole 24Ore, Primo Piano del 14 settembre 2021

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