Bonus beni strumentali compensabile in un’unica soluzione

La conversione del Decreto Sostegni-bis non ha toccato l’integrazione apportata dall’articolo 20 del DL 73/2021 alla disciplina del credito per investimenti in beni strumentali con l’aggiunta del nuovo comma 1059-bis della legge 178/2020.

La legge di bilancio ha previsto numerose novità in materia di bonus per investimenti in beni strumentali, e una di queste ha riguardato l’accelerazione nell’utilizzo del credito per i soggetti con ricavi inferiori a 5 milioni di euro. Tali soggetti, infatti, limitatamente agli investimenti in beni materiali ed immateriali “ordinari” (pertanto non riguardanti l’industria 4.0), possono utilizzare il credito in compensazione in un’unica quota, senza sottostare all’obbligo delle tre quote, direttamente dall’esercizio di entrata in funzione del bene (condizione quest’ultima che vale per tutti).

Il comma 1059-bis, aggiunto dal DL Sostegni-bis, conferma la possibilità di velocizzare l’utilizzo in compensazione anche per i soggetti con ricavi superiori a 5 milioni, ma con alcune limitazioni. Per tali soggetti, infatti, l’utilizzo velocizzato vale solo per il credito relativo agli investimenti in beni materiali ordinari e non anche per i beni immateriali ordinari, per i quali varrà la regola dell’utilizzo in 3 quote annuali. Pertanto, qualora un soggetto con ricavi superiori a 5 milioni effettui due investimenti, acquistando un bene strumentale materiale ordinario e un software gestionale non 4.0, egli potrà compensare in una sola quota solo il credito relativo al primo investimento e in tre quote il credito relativo al secondo.

Tale possibilità, tuttavia, riguarda solo gli investimenti effettuati dal 16 novembre 2020 al 31 dicembre 2021, pertanto a partire dal 2022 verrà ripristinato il regime ordinario che prevede la compensazione in tre quote per tutti gli investimenti, indipendentemente dalla tipologia del bene e dalla soglia reddituale. Si badi bene, per effettuazione dell’investimento si fa riferimento sempre, conformemente a quanto indicato all’art. 109 del TUIR alla data della consegna/spedizione per i beni mobili o, se diversa e successiva, alla data in cui si verifica l'effetto traslativo o costitutivo della proprietà o di altro diritto reale.

Non è ammessa dunque la possibilità di utilizzo in una sola quota per gli investimenti effettuati nei primi sei mesi del 2022 ma prenotati nel 2021, ossia quegli investimenti per i quali entro il 31 dicembre sia stato pagato il 20% a titolo di acconto e il relativo ordine sia stato accettato che siano stati consegnati nel 2022.

Per l’utilizzo in compensazione non è invece previsto un codice tributo differente a seconda che si tratti di un credito d’imposta per investimenti in beni ordinari compensabili in tre rate o in una sola. Pertanto, anche per questa tipologia di investimenti potrà essere utilizzato il codice “6935”. La differenziazione viene infatti comunicata all’interno del modello redditi all’interno del quale, nel quadro RU, è prevista una sezione specifica nella quale vengono indicati separatamente gli investimenti riferiti al credito d’imposta ordinario per chi abbia compensato in tre quote e per chi abbia compensato in una sola quota.

In merito a tale ultimo aspetto è da evidenziare come il modello non sia ancora aggiornato, permettendo di indicare ancora il differente utilizzo del credito per i soggetti con ricavi inferiori a 5 milioni. All’interno del rigo RU130 è infatti possibile indicare separatamente:

  • investimenti in beni materiali ordinari;
  • investimenti in beni immateriali ordinari;
  • investimenti in strumenti che facilitino il lavoro in modalità agile;
  • gli investimenti compiuti da soggetti con ricavi inferiori a 5 milioni;
  • investimenti in beni materiali 4.0;
  • investimenti in beni immateriali 4.0.


La sezione riferita ai soggetti con ricavi inferiori a 5 milioni continua ad avere senso unicamente per gli investimenti in beni immateriali, visto che per gli investimenti in beni materiali il limite dei 5 milioni ha ormai perso ogni valore, essendo possibile per tutti compensare in una sola quota.

Fonte: fiscal-focus.it, Articoli Fisco del 21 luglio 2021

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