Simest riduce costo per aziende delle dilazioni ai clienti esteri

Simest in campo a sostegno di trenta imprese italiane, principalmente Pmi produttrici di beni strumentali, che hanno potuto esportare i loro prodotti in quasi trenta Paesi e incassare circa 210 milioni di euro.

È questo il bilancio, nel primo semestre dell’anno, che fotografa il supporto assicurato dalla società presieduta da Pasquale Salzano e guidata da Mauro Alfonso, attraverso il contributo export su operazioni di credito fornitore.

Si tratta di uno strumento che la società del gruppo Cdp gestisce in convenzione con il ministero degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale. Le risorse vengono rilasciate da Simest a valere su un fondo pubblico (istituito dalla legge 295/1973), che consente alla società di erogare un contributo in conto interessi a fondo perduto direttamente all’esportatore italiano.

Quest’ultimo può, così, offrire dilazioni di pagamento a condizioni di acquisto competitive dei suoi prodotti. Il contributo viene trasferito all’azienda, in particolare Pmi o midcap, nel momento in cui avviene lo sconto dei titoli di pagamento presso un istituto scontante e i titoli di pagamento sono emessi dall’acquirente estero a fronte delle rate di pagamento dovute: il contributo export compensa quindi la differenza, se positiva, tra il tasso di sconto richiesto dall’istituto scontante e quello di interesse per la dilazione di pagamento ottenuto dall’esportatore italiano, che può quindi azzerare o minimizzare i costi dell’operazione.

Attraverso questi trenta interventi - alcuni dei quali hanno beneficiato anche della copertura della Sace -, Simest ha lanciato un assist importante ad aziende particolarmente attive sui mercati esteri, consentendo loro di rafforzare il proprio posizionamento.

Nella lista dei paesi di destinazione delle forniture, figurano Brasile, Cina e Pakistan, che hanno registrato il maggior numero di transazioni nel primo semestre, ma anche mercati dal significativo potenziale per le imprese della penisola, come Colombia, Messico e Ucraina. I settori trainanti si confermano quelli dei macchinari tessili, delle macchine agricole, della lavorazione dei metalli, della produzione della carta e degli impianti per la produzione di tensioattivi.

Tra le aziende supportate da Simest, si segnalano, tra le altre, Celli Papers, Pmi lucchese che esporta in Cina e Ucraina impianti per la produzione di carta, Marzoli Machine Textile, attiva nella produzione di macchinari per la preparazione e la filatura di fibre a taglio cotoniero che esporterà in Pakistan e Bangladesh, Desmet Ballestra specializzata in impianti per produrre detergenti, tensioattivi e sapone, e Faresin Formwork che opera nella progettazione, produzione e messa in opera di casseforme per l’edilizia.

Fonte: Il Sole 24 Ore - Norme e Tributi del 15 luglio 2021

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