Bonus botteghe e negozi e l’indicazione nel quadro RS

Man mano che ci si addentra negli studi dei dichiarativi i dubbi, piuttosto che dipanarsi, si addensano in maniera abbastanza preoccupante. Il Bonus Botteghe e Negozi, introdotto dall'art. 65 del DL 18/2020 conv., prevede il riconoscimento di un credito d’imposta pari al 60% del canone di locazione degli immobili rientranti nella categoria catastale C/1, relativo al mese di marzo 2020.

Il credito, fruibile in maniera automatica, solo dopo l’avvenuto pagamento del canone, è utilizzabile esclusivamente in compensazione mediante il modello F24 (codice tributo “6914”), tramite i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate (art. 65 comma 2 del DL 18/2020 e ris. Agenzia delle Entrate n. 13/2020) e, in alternativa all’utilizzo diretto, può essere ceduto ad altri soggetti (art. 122 del DL 34/2020).

Il credito d’imposta rientra a pieno titolo nel quadro RU, in particolare nella sezione I del quadro RU, con compilazione obbligatoria solo per i cedenti, mentre i cessionari, al contrario, non devono compilare il quadro.

In merito alla compilazione nello specifico, è previsto il codice credito “I1” da inserire al rigo RU1, mentre nel rigo RU5, colonna 3, va indicato l’ammontare del credito d’imposta maturato con riferimento alle spese sostenute nell’anno 2020. Il rigo RU9, colonna 1, va compilato in caso di cessione, totale o parziale, del credito d’imposta ai sensi dell’art. 122 del DL 34/2020, riportando nella colonna l’importo ceduto e comunicato all’Agenzia delle Entrate, attraverso l’apposita procedura, nel periodo d’imposta oggetto della dichiarazione; in tale ipotesi, non va compilata la sezione VI-B (relativa ai crediti d’imposta trasferiti).

Il dubbio rilevante è tuttavia se esso debba o meno essere indicato nel quadro RS. Il quadro RS deve essere compilato per tutti gli Aiuti di Stato automatici per i quali l’Agenzia, sulla base delle comunicazioni effettuate nel modello Redditi, procederà ad effettuare l’iscrizione nel Registro Nazionale degli Aiuti di Stato.

La norma istitutiva del credito d’imposta, tuttavia, non fa alcun riferimento alla normativa europea in materia di Aiuti di Stato, né tantomeno al Quadro Temporaneo. La stessa Agenzia, interpellata nel lontano dicembre 2020, con la risposta 15.12.2020 n. 594, proprio in riferimento alla possibilità di ricomprendere il credito tra gli Aiuti di Stato, rispondeva così: “La risposta al quesito concernente l'applicabilità al credito in argomento dei limiti disposti per gli aiuti di Stato presuppone, invece, una valutazione che esula dalle competenze della scrivente e per la quale, con nota del 7 dicembre 2020, R.U. n. 373130, è stato chiesto al Ministero dell'economia e delle finanze - Dipartimento delle finanze - Direzione rapporti fiscali europei e internazionali di esprimere il proprio parere. Sarà, pertanto, cura della scrivente trasmettere il suddetto parere al momento della sua ricezione, senza che nelle more si producano gli effetti di cui all'articolo 11, comma 3 della legge 27 luglio 2000, n. 212 (Statuto del contribuente).”

Il dubbio sollevato nell’interpello è legittimo, in quanto nonostante la norma istitutiva non faccia alcun riferimento al Quadro Temporaneo, il credito è comunque stato previsto in conseguenza dell’emergenza Covid-19, al pari del suo gemello, ossia il tax credit locazione, il quale invece rappresenta espressamente un Aiuto di Stato. L'articolo 65 del decreto Cura Italia, come modificato in sede di conversione dalla legge 24 aprile 2020, n. 27, prevede infatti che il bonus botteghe e negozi sia erogato “al fine di contenere gli effetti negativi derivanti dalle misure di prevenzione e contenimento connesse all'emergenza epidemiologica da COVID-19”. È tuttavia da escludere, a parere di chi scrive, la possibilità di ricomprendere tale credito, qualora non rientrasse nel Quadro Temporaneo, nella più generale disciplina degli Aiuti di Stato, essendo una misura non caratterizzata da quei canoni di selettività che invece sono essenziali per poter qualificare un’agevolazione come Aiuto di Stato.

La cosa più sconcertante, tuttavia, è rappresentata dalla risposta dell’Agenzia, la quale ammette di non saperne nulla in merito. Pertanto, tutti i dubbi che giustamente stanno affiorando in merito alla disciplina degli Aiuti di Stato legati al periodo emergenziale, con particolare riferimento anche all’art. 10-bis del DL 137/2020 che ha introdotto un generale regime di detassazione considerabile parimenti Aiuto di Stato, non verranno chiariti dall’Amministrazione Finanziaria, che non possiede le competenze per potersi esprimere in merito. Fa sorridere che a distanza di sei mesi il quadro sia rimasto esattamente lo stesso di dicembre, con la data della compilazione delle dichiarazioni, peraltro anticipata al 10 settembre per chi intendesse avvalersi del nuovo contributo a fondo perduto basato sul peggioramento reddituale, che diventa sempre più prossima.

Fonte: fiscal-focus.it - Articoli Fisco del 10 giugno 2021

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