30 mln e un Ddl per la proprietà industriale

Cinquantacinque contributi di esperti, università, professionisti, associazioni di settore. È partito qui il processo di riforma delle regole sulla proprietà industriale, con una consultazione pubblica avviata il 29 aprile dal ministero dello Sviluppo economico e conclusa pochi giorni fa. I contributi saranno esaminati dal ministero, che adotterà entro giugno il documento definitivo. Seguirà poi il disegno di legge di revisione del codice della proprietà industriale, previsto entro la metà di luglio.

La riforma è finanziata dal piano con 30 milioni che serviranno a rinnovare alcune misure di incentivazione: 10 milioni sono destinati all’agevolazione Brevetti, 7,5 milioni al potenziamento degli Uffici per il trasferimento tecnologico, 8,5 milioni al «proof of concept» per ridurre il gap fra i risultati del settore della ricerca scientifica e quello dell’applicazione per scopi industriali, 3 milioni alla piattaforma dell’ufficio brevetti e marchi (Uibm) del ministero dello Sviluppo e un ulteriore milione alla piattaforma «knowledgeshare» creata dallo stesso Uibm insieme al Politecnico di Torino e al consorzio di ricerca Netval per rendere accessibili in rete alle imprese determinate informazioni relative a brevetti e tecnologie. La scansione temporale della spesa prevede 9,25 il primo anno, 10,75 il secondo, 6,25 il terzo e 3,75 nel 2025.

Ma il centro dell’intervento, al di là delle agevolazioni, dovrebbero essere gli interventi normativi e regolamentari a costo zero per modificare un impianto che risale al 2005 e mostra ormai il segno degli anni. Farà discutere ad esempio l’idea di modificare l’articolo 65 del Codice della proprietà industriale che attualmente stabilisce che il ricercatore è titolare esclusivo dei diritti derivanti dall’invenzione di cui è autore, con il solo diritto delle università o enti pubblici di ricerca a una percentuale sui proventi derivanti dallo sfruttamento economico del brevetto.

Tra le proposte del documento messo in consultazione figura anche la possibilità per il richiedente di pagare i diritti di deposito di un brevetto entro un termine predefinito, successivo alla presentazione della domanda di brevetto, mantenendo ferma la data di deposito ufficiale. Si punta a semplificare le procedure di acquisizione e digitalizzazione delle domande depositate tramite posta ordinaria e presso le Camere di commercio e si sta lavorando a una nuova disciplina in materia di disegni e modelli e sarà implementato il procedimento di nullità e decadenza dei marchi. Un punto qualificante della riforma dovrebbe poi essere l’introduzione di nuovi criteri di valutazione e di iscrizione in bilancio delle poste inerenti i beni immateriali. I voucher per l’acquisto di consulenze potrebbero essere estesi a imprese diverse dalle startup mentre, sul versante della formazione e delle nuove competenze, si prevede anche il riconoscimento legale della figura del manager per il Tto (Technology Transfer Office) con un relativo percorso universitario.

Fonte: Il Sole 24Ore, Rapporti dell'8 giugno 2021

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