Aumentato il plafond, l’Inps sblocca la cassa Covid

Nella giornata di oggi l’Inps riprenderà ad autorizzare gli ammortizzatori sociali d’emergenza, sospesi da qualche giorno per via del superamento del “plafond” a disposizione.

L’annuncio di una soluzione normativa era stato fatto venerdì scorso in Consiglio dei ministri, ma la soluzione è arrivata soltanto ieri, quando si è raggiunto l’accordo tra Inps e ministero dell’Economia che sblocca la partita, e consente, così, all’Istituto guidato dall’economista Pasquale Tridico di poter «autorizzare ulteriore Cig Covid-19 nel rispetto della normativa vigente in tema di limiti di spesa e monitoraggio prospettico», come riportava in serata un comunicato diffuso dall’Inps.

In pratica, attraverso l’utilizzo dei risparmi provenienti dal Dl 137/2020 (decreto Ristori dello scorso ottobre) e la rimodulazione di alcune voci di spesa relative alle integrazioni salariali, la copertura per quest’anno sale dai precedenti 7,3 a 8 miliardi di euro; con il plafond aumentato l’Inps potrà autorizzare le domande di accesso alla Cig per l’emergenza Covid, tenendo conto del “tiraggio” della spesa sulle ore autorizzate nel 2020.

Il “tiraggio”, ovvero, l’effettivo utilizzo della Cig è sempre più basso della richiesta di autorizzazione avanzata dai datori di lavoro. Il “tiraggio” della cig Covid richiesta nel 2020 è stato poco sopra il 40%, e nel 2021 (quando la cassa emergenziale è diventata gratuita per la generalità delle imprese) si è arrivati quasi al 50per cento. La norma messa a punto a livello tecnico da Inps e ministero dell’Economia, che confluirà nel Dl sull’assegno unico, supera dunque il limite (normativo e contabile) calcolato sulle ore di Cig autorizzate dall’Istituto, passando a quanto realmente utilizzato.

Il problema è sorto il 28 maggio, quando l’Inps ha congelato le autorizzazioni per le richieste presentate dalle imprese per ottenere l’assegno ordinario del Fondo di integrazione salariale (Fis), destinato al terziario e alle Pmi. Dal 5 giugno sono finite in stand by anche le domande presentate per utilizzare la cig ordinaria e in deroga, sempre con la causale emergenza Covid-19. Dunque anche le imprese del commercio, della manifattura, delle costruzioni si sono viste congelare le richieste di autorizzazione all’uso dell’ammortizzatore sociale emergenziale.

La questione era stata sollevata dal presidente dell’Inps, Pasquale Tridico che quando si era raggiunto il limite del 100% dell’autorizzato, aveva scritto a ministero del Lavoro e al Mef per ottenere il via libera all’autorizzazione delle ore richieste dalle imprese. Poi una settimana fa, quando le autorizzazioni hanno superato il limite delle risorse stanziate, attestandosi al 120%, Tridico ha scritto nuovamente al ministro del Lavoro Orlando, prospettando che come limite contabile si facesse riferimento alle ore di Cig effettivamente utilizzate.

Poi la questione è arrivata, in fretta e furia, sul tavolo del Consiglio dei ministri dello scorso venerdì, dopo le polemiche politiche e i timori sollevati dalle imprese che si sono viste congelare le richieste di accesso alla cassa integrazione Covid dall’Inps. Soltanto ieri, però, si è arrivati all’accordo tra Inps e Mef, che hanno definito tecnicamente la norma approvata il 5 giugno scorso che consente all’Istituto di autorizzare ulteriore cassa integrazione Covid «nel rispetto della normativa vigente in tema di limiti di spesa e monitoraggio prospettico».

Dopo le «perplessità» espresse dal numero uno di Confindustria, Carlo Bonomi (si veda l’articolo a fianco) ieri mattina la Uil, per voce di Ivana Veronese aveva lanciato l’allarme sul blocco delle autorizzazioni di Cig che «sta creando forti preoccupazioni in moltissimi settori e su tutto il territorio nazionale», sollecitando «l’intervento immediato dei ministri competenti per utilizzare le risorse residue derivanti da un tiraggio delle misure che non ha mai superato il 50 per cento».

Fonte: Il Sole 24Ore, Primo Piano dell'8 giugno 2021

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