Super-Ace per ricapitalizzazioni fino a 10mln di euro

Super-Ace del 15% per gli aumenti di capitale effettuati nel 2021 fino a un limite di 10 milioni, con possibilità di trasformazione in credito di imposta. Lo prevedono le bozze del decreto Sostegni bis. Un complicato meccanismo di recapture del beneficio dovrebbe evitare che la società rimborsi ai soci il patrimonio dopo aver utilizzato il bonus. Resta fermo il coefficiente 1,3% per la base Ace firmata fino al 2020.

L’incentivo alla ricapitalizzazione che il governo pare intenzionato a introdurre per sostenere le imprese nella ripresa post crisi pandemica, passa attraverso un complicato sdoppiamento dell’Ace. Gli incrementi di patrimonio attuati nel 2021, per apporti dei soci o per accantonamento di utili a riserva, verranno valorizzati, ai fini del calcolo dell’agevolazione, separatamente dalla base Ace formata fino al 2020. All’incremento 2021, fino a un tetto di 10 milioni, si applicherà un coefficiente del 15% in luogo dell’attuale 1,3%, percentuale che continuerà ad essere utilizzata per la stratificazione precedente (nonché, anche se la norma non lo chiarisce, su incrementi 2021 eccedenti i 10 milioni). In pratica, se il meccanismo verrà confermato del testo definitivo, sui primi 10 milioni di aumento di patrimonio 2021, spetterà una riduzione di Ires del 3,6% (24% del 15%) e dunque un risparmio di imposte di 36mila euro ogni milione di ricapitalizzazione (massimo 360 mila euro). In deroga alla regola del pro rata temporis, gli aumenti di capitale 2021 si conteggiano per il loro intero importo anche se effettuati negli ultimi giorni dell’anno.
L’agevolazione potrà essere usufruita, oltre che attraverso l’ordinaria deduzione dall’imponibile nel modello Redditi 2022, convertendo il bonus in un credito di imposta determinato con l’aliquota del contribuente. Per le società di capitali, il tax credit sarà pari al 3,6% dell’aumento di capitale. Il credito potrà essere utilizzato, previa comunicazione alle Entrate, già al momento dell’aumento di capitale o della destinazione dell’utile 2020 a riserva. In alternativa alla compensazione in F24 (senza limiti di importo), il credito potrà essere ceduto ad altri soggetti.

Per evitare utilizzi indebiti dell’incentivo, viene introdotto un meccanismo di recapture biennale (che si affianca ad un recupero infrannuale per chi usa in anticipo il credito di imposta e al 31 dicembre si trova a non aver realizzato interamente l’aumento di patrimonio) qualora, nel 2022 e nel 2023, l’incremento patrimoniale scenda al di sotto di quello realizzato a fine 2021, per cause diverse dalle perdite d’esercizio. Il meccanismo rende l’applicazione della norma particolarmente complessa rischiando di ridurne l’appeal tra gli operatori, anche per il rischio di errori che potrebbero generare contestazioni del fisco.

La norma nulla dice sulla rilevanza dell’incremento 2021 per l’Ace degli anni seguenti. Non è cioè chiaro se, dal 2022, la percentuale dell’1,3% si applichi anche a questa parte di base Ace (nel limite di 10 milioni) o se, una volta sfruttata la super-Ace del 15% nel 2021, l’incremento di tale anno sia sterilizzato per i calcoli dei successivi esercizi.

Fonte: Il Sole 24Ore, Norme e Tributi del 5 maggio 2021

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