Bonus investimenti: dubbi sulla normativa applicabile

In caso di effettuazione di investimenti in beni strumentali nuovi nell’anno 2020, il contribuente in presenza di alcune condizioni, può usufruire:

  1. dell’agevolazione prevista per il super/iper ammortamento in caso di investimenti prenotati o programmati entro il 31 dicembre 2020 e effettuati nel termine lungo del 31 dicembre 2020; oppure
  2. della prima versione del credito di imposta per investimenti in beni strumentali nuovi introdotto dalla legge di bilancio 2020 in sostituzione del super ammortamento per gli investimenti prenotati e effettuati dal 1° gennaio 2020 al 31 dicembre 2020 e per quelli prenotati entro il 31 dicembre 2020 e effettuati nel termine lungo del primo semestre del 2021 (L. 160/2019 art. 1 commi da 184 a 197); oppure
  3. della seconda versione del credito di imposta per investimenti in beni strumentali nuovi nella sua seconda versione introdotta retroattivamente dalla legge di bilancio 2021 per gli investimenti prenotati e effettuati dal 16 novembre 2020 al 31 dicembre 2022 e per quelli prenotati entro il 31 dicembre 2022 e effettuati nel termine lungo del primo semestre del 2023 (L. 178/2020, art. 1, commi da 1051 a 1063).

L’effettuazione dell’investimento nel 2020, quindi, richiede una attenta valutazione della norma agevolativa effettivamente applicabile, essendo le disposizioni tra di loro diverse.

Il super/iper ammortamento consiste nella maggiorazione del costo fiscalmente deducibile che varia in funzione del tipo di bene e dell’ammontare dell’investimento, distinguendo tra beni ordinari materiali e beni idonei alla transizione “industria 4.0” materiali o immateriali. La maggiorazione del costo fiscalmente deducibile va operata in dichiarazione dei redditi con variazioni in diminuzione suddivise annualmente seguendo le regole di ammortamento fiscale di cui all’art. 102 comma 2 del TUIR, per i beni acquistati in proprietà, e di cui all’art. 102 comma 7 del TUIR per i beni in leasing finanziario.

Il credito di imposta nella prima versione prevede uno strumento diverso, rispetto alla precedente agevolazione, rappresentato da un vero e proprio credito di imposta da calcolare sul costo di acquisto determinato sempre secondo le regole di cui all’art. 110 comma 1 lett. a) e b) del TUIR e, in caso di beni in leasing finanziario, facendo riferimento al costo sostenuto dal locatore. Il credito di imposta si determina applicando al costo appena definito una percentuale che varia in funzione del tipo di investimento ed entro specifici limiti. La sua fruizione deve avvenire in compensazione orizzontale con modello F24 dall’anno successivo all’entrata in funzione del bene o dalla sua interconnessione in 5 quote annue di stesso importo per i beni materiali e in 3 quote per i beni immateriali.

Il credito di imposta nella seconda versione, introdotta retroattivamente dalla legge di bilancio del 2021, si discosta rispetto alla precedente versione sia per le percentuali con cui determinare il credito sia per la tempistica in cui è fruibile il credito in compensazione.

Risulta quindi di rilevante importanza stabilire quale sia la disposizione agevolativa applicabile per gli investimenti effettuati nel 2020, essendo teoricamente possibile l’accesso alle tre misure agevolative che, presentando dei caratteri diversi anche da un punto di vista documentale, espongono al rischio di veder disconosciuto il beneficio nel caso venga applicata erroneamente una misura al posto dell’altra.

Una soluzione parziale per l’individuazione della disposizione applicabile agli investimenti effettuati nel 2020 è contenuta nella norma di coordinamento prevista dalla legge di bilancio 2020 (art. 1 comma 196, L. 160/2019). La richiamata disposizione stabilisce che il credito di imposta, nella sua prima versione, non è applicabile se:

  • entro il 31 dicembre 2019 l’investimento risulta prenotato, ossia il contribuente abbia effettuato l’ordine di acquisto accettato dal venditore versando acconti per il 20% del costo di acquisto;
  • l’investimento viene effettuato entro il termine lungo previsto del 30 giugno 2020 per il super ammortamento e del 31 dicembre 2020 per l’iper ammortamento.

A valere delle sopra richiamate indicazioni la normativa agevolativa applicabile è il super ammortamento o iper ammortamento, essendo esplicitamente escluso l’accesso al credito di imposta. Da notare che il termine lungo del super ammortamento è stato prorogato fino al 31 dicembre 2020 dall’art. 50 del DL 34/2020, quindi teoricamente l’accesso al super ammortamento dovrebbe essere consentito anche per gli investimento effettuati nel termine lungo così prorogato, ma non vi sono conferme ufficiali da parte dell’amministrazione sul coordinamento delle disposizioni.

Ulteriore questione è la totale assenza di indicazioni normative sul coordinamento tra il credito di imposta nella sua prima e seconda versione, in quanto la legge di bilancio del 2021 non prevede alcuna disposizione di coordinamento, pertanto saranno applicabili i principi generali sulla successione delle norme nel tempo, ma si attendono chiarimenti ufficiali.

Fonte: fiscal-focus.it, Articoli Fisco del 7 aprile 2021

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