Formazione e servizi di welfare per uscire dalla crisi pandemia

Formazione, politiche attive, responsabilizzazione, semplificazione: questi sono gli elementi che caratterizzeranno il mondo del lavoro post-epidemia Covid-19, come emerso ieri nel corso della seconda edizione del Welfare & HR Summit del Sole 24 Ore che si è svolto online, a cui hanno assistito in diretta circa 2.800 iscritti, aperto dal direttore del Sole 24 Ore, Fabio Tamburini.

«Dal periodo emergenziale emergono tre elementi - ha affermato Pierangelo Albini, direttore area lavoro e welfare Confindustria, intervenendo alla prima tavola rotonda - : non si può più immaginare un capitalismo molecolare, ma occorrono dimensioni più grandi anche di piattaforma per operare in una prospettiva europea, Europa che deve essere una dimensione culturale e non un semplice “esserci”; le tecnologie aprono grandi potenzialità nel mercato del lavoro ma servono competenze “stem” e a questo riguardo serve un grande sforzo in termini di educazione e formazione; va ridisegnato il sistema di welfare perché lo Stato non sarà in grado di far fronte alla domanda di una società che invecchia e rischia di impoverirsi e in questa direzione serve il giusto riconoscimento alle imprese che contribuiscono a creare ricchezza e welfare insieme allo Stato».

La formazione è indubbiamente un elemento fondamentale sia per le nuove generazioni che devono entrare nel mondo del lavoro, sia per ricollocare chi perde l’impiego. I profili necessari, secondo Alessando Ramazza, presidente Assolavoro, «saranno sempre più ibridi per effetto della digitalizzazione». E un esempio concreto in questa direzione l’ha fornito Stefania Radoccia, EY mediterranean markets & accounts managing partner - italian tax&law managing partner, secondo cui già si delinea la necessità di figure inedite come gli specialisti di interfacce umane o gli esperti dell’internet delle cose (Iot) in agricoltura «la cui preparazione richiede un sistema scolastico differente da quello attuale».

Formazione che deve essere continua - ha sottolineato Isabella Covili Faggioli, presidente Associazione italiana direttori del personale - e non si deve interrompere quando finiscono gli studi perché i lavori cambiano e «l’impiegabilità è l’unica salvaguardia rispetto alla disoccupazione».

Un intervento sulle politiche è necessario nell’ambito di un insieme di azioni, secondo Francesco Duraccio, vice presidente consiglio nazionale Ordine dei consulenti del lavoro: aiutare le Pmi diminuendo la pressione fiscale, spendere bene i fondi del recovery plan puntando su opere pubbliche in stato avanzato di progettazione e approvazione amministrativa, sburocratizzare, in modo da migliorare il Paese e dare impulso all’occupazione. L’attuale momento di difficoltà, tuttavia, ha fatto emergere anche aspetti positivi e Covili Faggioli ha ricordato che ricorrendo allo smart working si sono create condizioni per produrre lasciando le persone a casa, cosa che in precedenza sembrava impossibile.

Peraltro a livello normativo, a cui è stata dedicata la seconda parte del summit con l’intervento di otto relatori su altrettanti temi (nella scheda il dettaglio), il decreto Milleproroghe, approdato all’aula della Camera per la conversione in legge, prevede l’estensione fino al 30 aprile delle regole emergenziali di utilizzo del lavoro agile (correggendo quanto finora previsto dal Dl stesso, cioè il 31 marzo). Non prorogato, però, il termine del 28 febbraio, giorno fino al quale ai lavoratori “fragili” viene riconosciuto il diritto allo smart working quale strumento per la tutela della loro salute. Il Parlamento ha inoltre inserito un comma che riapre i termini per la presentazione delle domande di utilizzo degli ammortizzatori sociali con causale Covid scaduti entro il 31 dicembre 2020: le richieste potranno essere presentate fino al prossimo 31 marzo. Sempre per far fronte all’emergenza, viene prorogato di un anno (cioè per tutto il 2021) l’utilizzo del contratto di rete con causale di solidarietà introdotto dal Dl 34/2020, che però al momento è inutilizzabile in quanto si attende un decreto attuativo del ministero del Lavoro. Infine, la legge di conversione del Milleproroghe modifica l’ulteriore detrazione fiscale sui redditi da lavoro dipendente stabilendo che l’eventuale conguaglio qualora tale importo debba essere recuperato perché non dovuto, possa essere rateizzato in 10 rate invece delle otto attuali.

Fonte: Il Sole 24Ore, Norme e Tributi del 23 febbraio 2021

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