Saranno rafforzati i congedi parentali

Le preoccupazioni per le varianti, con contagi in crescita anche tra gli alunni più piccoli, e il susseguirsi di “quarantene” e “zone rosse”, che purtroppo andranno avanti ancora per altre settimane, hanno acceso un faro all’interno del governo Draghi, complice l’assenza di una rete adeguata di “protezione” per i genitori-lavoratori per via di norme non prorogate e ritardi nel varo del decreto Ristori a causa della caduta del governo Conte 2.

Il nuovo dossier è finito ora nelle mani del nuovo esecutivo, che starebbe pensando, proprio nel nuovo decreto Ristori in elaborazione al Mef, di stanziare una cinquantina di milioni di euro per rafforzare i congedi parentali, in particolare quelli straordinari (che prevedono una retribuzione al 50%), ma che possono essere richiesti da tutti i genitori.

Il nodo, anche un po’ paradossale, venuto fuori in queste ore - con la Puglia che ha allungato la Dad al 100% nelle scuole fino al 5 marzo, e i genitori costretti in 48 ore ad astenersi dal lavoro senza congedi - è stato sollevato dalle regioni e dalla presidente della commissione Lavoro della Camera, Debora Serracchiani (Pd), assieme alla collega Marianna Madia: in pratica, a oggi, per una serie di sviste e ritardi è attivo solo il congedo straordinario per mamme e papà dipendenti di studenti di seconda e terza media costretti a casa per provvedimenti di sospensione delle lezioni in presenza (zone rosse) o di figli con disabilità grave. Il congedo straordinario per tutti si è invece esaurito nel 2020.

Di qui la necessità di correre ai ripari, con una nuova iniezione di risorse sui congedi straordinari. Al momento, la norma è in costruzione: da quanto si apprende ne potrebbero beneficiare, come in passato, i genitori di figli under14 in caso di ricorso alla didattica a distanza legato all’emergenza sanitaria. Il congedo, retribuito al 50%, durerebbe l’intero periodo di quarantena del figlio minore, e può essere richiesto da uno solo dei due genitori. «La disposizione dovrà valere dal 1° gennaio in modo da non lasciare periodi scoperti - ha spiegato la presidente Serracchiani -. Mi auguro che il governo affronti anche un altro tema, estremamente delicato, vale a dire l’immediata vaccinazione delle madri immunodepresse con figli in quarantena». Sul tema si è impegnata, nei giorni scorsi, anche Elena Carnevali della commissione Affari sociali della Camera.

Il rafforzamento dei congedi parentali trova tutti d’accordo: per Forza Italia è una «scelta doverosa»; e anche per Gabriele Toccafondi, capogruppo Iv in commissione Cultura della Camera, è «sacrosanto venire incontro alle necessità delle famiglie».

A chiedere all’esecutivo un rafforzamento dei congedi parentali sono stati anche i governatori, secondo i quali è necessario prevedere pure «ulteriori risorse economiche a sostegno dei genitori, nel caso di chiusura delle scuole di ogni ordine e grado per aggravamento della situazione epidemiologica».

Al momento, un lockdown generalizzato di tutte le scuole d’Italia viene escluso dal governo; probabilmente ci si orienterà su chiusure locali in base a nuovi indici e all’andamento del contagio. Un indizio in tal senso è il recente via libera alle prove Invalsi in quinta superiore che partiranno i primi di marzo (interessano circa 500mila studenti). I test in italiano, matematica e inglese serviranno ad accertare eventuali gap formativi dei ragazzi costretti alle lezioni on line dallo scorso marzo. Il calendario per somministrare le prove sarà “molto flessibile” proprio per consentire agli istituti di adeguarsi in base alla situazione epidemiologica.

Fonte: Il Sole 24Ore, Primo Piano del 23 febbraio 2021

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