Bond PMI garantiti fino al 30 giugno

Il decreto Milleproroghe estende l’efficacia delle agevolazioni e degli incentivi alle imprese dei settori strategici del Paese: economia, ambiente, agricoltura. Le imprese potranno fruire della copertura delle garanzie Sace fino al 30 giugno 2021, mentre vengono estesi fino a tutto il 2021 gli incentivi per le aziende agricole che realizzano gli impianti di biogas. Infine, sono state prorogate fino al 2025 le attività che consentiranno l’individuazione dei criteri per il riconoscimento della «cessazione della qualifica di rifiuto»; lo stanziamento per la task force che se ne occuperà ammonta a 200 mila euro annui.

Due giorni fa il testo del dl ha concluso il suo iter nelle Commissioni riunite Affari Costituzionali e Bilancio della Camera e ieri è approdato in aula a Montecitorio. La conversione in legge del testo dovrà essere conclusa dal senato entro il prossimo 1° marzo.

SACE. Col Milleproroghe viene estesa l’operatività delle garanzie concesse dalla Sace sui titoli di debito emessi dalle imprese fino al 30 giugno 2021 (precedentemente la proroga era stata fissata al 31 dicembre 2020). Al riguardo va ricordato che sono ammessi alla concessione alla garanzia Sace i soggetti che sottoscrivono prestiti obbligazionari o altri titoli di debito, emessi da Pmi a cui sia attribuito un rating almeno pari a BB - o equivalente. Le operazioni di questo tipo si sono affiancate a quelle di finanziamento tra gli interventi a sostegno della liquidità delle imprese (leasing e factoring) che possono beneficiare delle garanzie di Stato.

Sace ha definito i termini e le condizioni che disciplinano il rilascio delle garanzie a beneficio dei sottoscrittori di prestiti obbligazionari emessi da società italiane, strutturate per il tramite di banche, fondi di debito e istituzioni finanziarie.

In base alle disposizioni, i prestiti obbligazionari dovranno essere destinati a sostenere attività in Italia, tra cui capitale circolante e investimenti. L’emissione obbligazionaria, da sottoscriversi per intero, dovrà avere una durata non superiore a 6 anni, con la possibilità per le imprese beneficiarie di avvalersi di un preammortamento di durata fino a 36 mesi. Il rilascio delle garanzie avverrà online attraverso il portale dedicato Garanzia Italia, sviluppato da Sace, dove le banche e le istituzioni finanziarie interessate potranno inserire le proprie domande.

BIOGAS E PATENTINI. Un emendamento approvato al decreto offre la possibilità alle aziende agricole che realizzino impianti di biogas fino a 300 KW, alimentati con sottoprodotti provenienti da attività di allevamento, di continuare ad accedere anche per il 2021 agli incentivi previsti per l’energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili diverse dal fotovoltaico, aprendo così la strada al ruolo centrale che l’agricoltura potrebbe rivestire nella transizione energetica ed ecologica dell’Italia. Vengono quindi confermati anche per il 2021 gli incentivi per gli impianti di produzione di energia elettrica alimentati a biogas, con potenza elettrica non superiore a 300 kW e facenti parte del ciclo produttivo di un’impresa agricola e di allevamento. Nel corso dell’iter parlamentare è stato inoltre approvato un emendamento che proroga la validità dei patentini fitosanitari e degli attestati per le macchine irroratrici a tutto il 2021.

END OF WASTE (gestione rifiuti). Il legislatore è intervenuto nell’ambito della previsione di cui all’art. 14 bis del decreto legge n. 101/2019, convertito dalla legge 128/2019, concernente l’istituzione di un gruppo di lavoro formato da esperti in seno al ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, il cui compito è di assicurare lo svolgimento delle attività per l’individuazione dei criteri per il riconoscimento della «cessazione della qualifica di rifiuto». La spesa per la task force di 200 mila euro annui - inizialmente prevista per ciascuno degli anni dal 2020 al 2024 - è stata prorogata al periodo dal 2021 al 2025. Si ricorda che come prevede la specifica normativa a riguardo (art. 184 ter, comma 2, dlgs n. 152/2006) un rifiuto cessa di essere tale quando vengono rispettate le seguenti condizioni:

a) la sostanza o l’oggetto sono destinati a essere utilizzati per scopi specifici;

b) esiste un mercato o una domanda per tale sostanza od oggetto;

c) la sostanza o l’oggetto soddisfa i requisiti tecnici per gli scopi specifici;

d) l’utilizzo della sostanza o dell’oggetto non porterà a impatti complessivi negativi sull’ambiente o sulla salute umana.

L’operazione di recupero può consistere semplicemente nel controllare i rifiuti per verificare se soddisfano i criteri elaborati conformemente alle predette condizioni. 

Fonte: ItaliaOggi, Diritto e Fisco del 23 febbraio 2021

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