Per le Pmi avanti con Transizione 4.0

Sull’internazionalizzazione il premier promette «un impegno totale» per tutelare il made in Italy dalla concorrenza sleale. Sull’innovazione un rafforzamento delle attuali misure. Nella replica alla Camera Draghi entra così nell’argomento piccole e medie imprese. C’è il riferimento diretto al potenziamento del credito d’imposta per gli investimenti in ricerca e sviluppo al Mezzogiorno e del credito d’imposta sulle spese per la quotazione in Borsa delle Pmi. E c’è l’idea di continuare lungo il piano Transizione 4.0 (ex piano Industria 4.0) «rendendolo facilmente fruibile».

Riassumendo l’attuale stato delle misure, il credito di imposta per la ricerca al Sud è stato prorogato fino al 2022 dal governo Conte bis portandolo fino al 2022 al 45% per le piccole imprese, 35% per le medie e 25% per le grandi. La manovra ha rinnovato, sempre fino al 2022, anche il credito d’imposta per investimenti in beni strumentali al Sud. Il credito d’imposta per le spese di quotazione (a livello nazionale) è stato prorogato per il 2021 dalla legge di bilancio, con 30 milioni. I crediti di imposta di Transizione 4.0, già prorogati con la legge di bilancio, potrebbero essere potenziati con il prossimo decreto ristori e rimodulati, premiando di più gli investimenti sui beni digitali e meno quelli sui beni strumentali tradizionali (l’ex superammortamento). Una linea specifica del piano riguarda gli investimenti finalizzati alla transizione ecologica, su cui si è soffermato Draghi. Questo dossier, in particolare, sarà gestito dal ministro per lo Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti. Per ora il ministro ha debuttato nella complessa gestione dei tavoli di crisi. Ieri ha incontrato le rappresentanze dei sindacati di Whirlpool sulla vertenza che si trascina da quasi due anni e su cui pende l’annuncio dell’azienda di procedere ai licenziamenti a Napoli dopo il blocco che scade il 31 marzo. «Da parte mia ho promesso serietà, impegno e responsabilità - dice Giorgetti -. Sarà necessario mettere in campo politiche economiche di rilancio insieme con il ridisegno di un piano di ammortizzatori sociali. Un lavoro di squadra che non farò da solo ma insieme con il ministro del Lavoro. Mi auguro, già la prossima settimana, che possa partire concretamente un lavoro per studiare il dossier e per avviare un’interlocuzione anche con l’azienda». Oggi invece Giorgetti è atteso al primo esame su Ilva: sindacati convocati al Mise.

Fonte: Il Sole 24Ore, Primo Piano del 19 febbraio 2021

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