19 miliardi per l’innovazione 4.0

Per l’innovazione 4.0 delle imprese italiane ci saranno a disposizione quasi 19 mld di euro. Di questi, 3,1 mld sono già in campo, a legislazione vigente; altri 15,88 mld arriveranno nell’ambito di Next Generation EU: la strategia finanziaria messa in piedi dall’Unione europea per riaccendere i motori dell’economia nel Vecchio continente, falcidiata dalla pandemia da Covid-19. Le nuove poste di bilancio per il cosiddetto piano Transizione 4.0 sono state incardinate dall’esecutivo nel Recovery plan italiano: il piano di ripresa e resilienza che ha incassato ieri il via libera del Consiglio dei ministri (con l’astensione delle due ministre, rappresentanti di Italia Viva). A queste risorse - chiosa l’esecutivo nel programma che inoltrerà alla commissione europea - «se ne aggiungono» anche altre «complementari», per 6,76 mld, previste «dagli stanziamenti della legge di bilancio».

Ora, tutti questi fondi, nei piani esplicitati del governo, avranno un solo canale agevolativo. Cioè poggeranno su una sola tipologia d’incentivo: un credito d’imposta, che sarà articolato per spese in beni strumentali, materiali e immateriali 4.0, e per investimenti in ricerca e sviluppo.

In più, sarà messo in campo uno specifico finanziamento da 180 mln per le infrastrutture digitali per le filiere agroalimentari, nelle regioni del Sud.
Di nuovo sul credito d’imposta c’è che il bonus agevolerà anche i processi di innovazione e sviluppo d’impresa orientati alla sostenibilità ambientale e all’evoluzione digitale. E che a tutte queste misure di agevolazione potranno accedere anche le imprese editoriali, sia per le proprie attività di digitalizzazione, sia per gli investimenti a sostegno della trasformazione digitale dell’offerta e della fruizione dei prodotti editoriali.

Più in generale, il piano Transizione 4.0 prevede misure pluriennali per favorire la pianificazione degli investimenti delle imprese e introduce potenziamenti, sia in termini di aliquote e massimali delle agevolazioni, sia in termini di semplificazione e accelerazione delle procedure di erogazione del vantaggio fiscale. Da quest’anno, poi, cresce il parco degli investimenti agevolabili in beni strumentali immateriali e si amplia anche la platea dei meccanismi semplificati e accelerati di compensazione dei benefici maturati. Misure, queste, molto utili per le aziende con fatturato annuo inferiore a 5 mln di euro.
Imprese. Il Recovery plan italiano prevede, quindi, altri stanziamenti per il mondo imprenditoriale in senso stretto:

  • 2 mld andranno a finanziare le filiere industriali (specie quelle che più hanno risentito degli effetti della crisi) e le industrie avanzate in innovazione e sostenibilità ambientale: per questo obiettivo, il documento del governo prevede di usare il sistema conosciuto come «fondo dei fondi», che destina risorse ai fondi specializzati in strumenti finanziari, rischi e settori. Accanto ad essi interverranno gli strumenti della Banca europea degli investimenti e i meccanismi europei di partecipazione al capitale. Target: patrimonializzare le imprese,
  • 800 mln per favorire l’accesso al credito e la liquidità, attraverso il rifinanziamento del Fondo di garanzia pmi. Le risorse arriveranno dal piano React-EU. Ad esse si aggiungeranno: 1 mld di euro, attraverso il Programma operativo nazionale; 3,1 mld già previsti dalla legge di bilancio per il 2021.

Transizione ecologica. Su questo capitolo il Recovery plan pone 68,9 mld. Ma, al di là delle macro poste di bilancio, il piano non declina nello specifico gli interventi. In ogni caso, 6,3 mld andranno sull’economia circolare, 18,22 mld su mobilità sostenibile e rinnovabili; 29,35 mld per gli incentivi dedicati all’efficientamento energetico e alla riqualificazione degli edifici; 15 mld agli interventi di tutela del territorio e alla gestione delle risorse idriche.

Agricoltura ed economia circolare. Su questo capitolo il Recovery plan investe sei mld, ma il grosso dei fondi va agli interventi di economia circolare e valorizzazione del ciclo integrato dei rifiuti (4,5 mld). Sull’agricoltura in senso stretto verranno investiti circa 1,8 mld di euro: serviranno soprattutto a sostenere contratti di filiera, parchi agrisolari e logistica per i comparti agroalimentare, ittico, florovivaistico e forestale.

Fonte: ItaliaOggi - Diritto e Fisco del 14 gennaio 2021

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