Sospeso pagamento dovuti da imprenditori agricoli

Gli articoli 16 e 16-bis del D.L. n. 137 del 28 ottobre 2020 coordinato con la legge di conversione 18 dicembre 2020, n. 176 hanno disposto un esonero contributivo per le filiere agricole, della pesca e dell’acquacoltura limitatamente ai mesi di novembre e dicembre 2020.

La misura interessa sia i datori di lavoro, esclusivamente per la contribuzione datoriale, sia i lavoratori autonomi agricoli quali coltivatori diretti ed imprenditori agricoli professionali iscritti nella relativa previdenza.

Interessati al beneficio contributivo sono coloro che esercitano le attività rientranti nelle filiere agroalimentari e contraddistinte dai codici Ateco elencati nell’Allegato 3 al primo decreto “Ristori” in versione aggiornata dalla legge di conversione.

Il godimento del beneficio da parte degli autonomi agricoli– ai lavoratori autonomi agricoli il beneficio è riconosciuto per l’ammontare di due dodicesimi della contribuzione dovuta per l’intero 2020 senza computare il premio INAIL.

Con riferimento a tale aspetto, si evidenzia che sono soggetti all’assicurazione contro gli infortuni esclusivamente i coltivatori diretti e gli eventuali coadiuvanti appartenenti al nucleo familiare.

Dal messaggio INPS n. 4272 dello scorso 13 novembre, si è potuto apprendere che non sarebbero state comunicate nuove codeline per la compilazione del modello F24 e che si sarebbero dovute utilizzare quelle già possedute scomputando autonomamente dall’importo della terza rata, in scadenza lo scorso 16 novembre, soltanto il primo dodicesimo della contribuzione annua prevista per la fascia contributiva di appartenenza.

Il secondo dodicesimo del beneficio spettante si sarebbe dovuto scomputare dalla contribuzione dovuta con la quarta rata in scadenza lunedì 18 gennaio 2021.

Sennonché il decreto “milleproroghe”, con l’articolo 10, comma 6, ha disposto la sospensione del versamento dell’ultima rata contributiva fino alla data in cui l’INPS avrà comunicato ai contribuenti l’esito dell’istanza telematica che dovrà essere presentata dagli interessati attraverso un’apposita funzione oggetto di implementazione nel cassetto previdenziale presente sul sito internet dell’Istituto.

Si rammenta, a riguardo, che con il richiamato messaggio n. 4272 è stato annunciato che per la corretta fruizione del beneficio, sia le aziende con dipendenti o assuntrici di manodopera agricola, sia gli autonomi agricoli, dovranno presentare apposita istanza da inviare telematicamente i cui termini e le cui modalità di compilazione sarebbero stati successivamente illustrati.

Al momento tale procedura telematica non è ancora stata messa a punto dall’Istituto previdenziale, ma si ritiene che sarà approntata nel corso di poco tempo.
Infatti, il sesto comma del richiamato articolo 10 del D.L. n. 183 del 31 dicembre 2020 ha disposto che la sospensione del termine di versamento non si potrà protrarre oltre il 16 febbraio 2021.

Si rammenta che, ad oggi, non risulta neanche disponibile la procedura per l’esonero contributivo disposto dall’articolo 222 del D.L. n. 34 del 19 maggio 2020. Tale misura concerne esclusivamente la contribuzione dovuta a fronte del personale occupato nel primo semestre 2020 dalle imprese appartenenti alle filiere agrituristiche, apistiche, brassicole, cerealicole, florovivaistiche, vitivinicole nonché dell'allevamento, dell'ippicoltura, della pesca e dell'acquacoltura.

In virtù della richiamata disposizione, non sono dovuti i contributi per la sola quota a carico del datore di lavoro privato, ferma restando l’aliquota di computo delle prestazioni pensionistiche.

Fonte: fiscal-focus.it, Rassegna Stampa del 13 gennaio 2021

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