Lo stato capitalizza le grandi imprese in crisi con 44 mld

Verso il disco verde del ministero dell'economia al Patrimonio destinato, il nuovo veicolo da 44 mld di euro gestito da Cassa depositi (Cdp) e prestiti e ideato col decreto Rilancio (art. 27 del dl 34/2020) per intervenire nel capitale delle imprese in crisi, che superano i 50 mln di euro di fatturato, in caso di difficoltà a causa delle crisi pandemica.

In base ad uno schema di decreto messo a punto dal ministero dell'economia, entro il 30 giugno 2021 potranno essere messi a punto interventi di sostegno per imprese attraverso la partecipazione ad aumenti di capitale, la sottoscrizione di prestiti obbligazionari con obbligo di conversione e la sottoscrizione di prestiti obbligazionari subordinati convertibili.

Per la sottoscrizione di prestiti obbligazionari subordinati i tempi sono più stretti: la scadenza è il 31 dicembre 2020. Il fondo patrimonio destinato avrà una durata massima di 12 anni e potrà intervenire anche nell'ambito di operazioni di ristrutturazione di società che, nonostante temporanei squilibri patrimoniali o finanziari, siano caratterizzate da adeguate prospettive di redditività.

In generale, il sostegno è considerato necessario per il mantenimento delle attività produttiva in senso ampio, in assenza di altre soluzioni adeguate ma deve essere limitato all'importo strettamente utile per garantire la sostenibilità dei beneficiari, senza andare oltre il ripristino della struttura patrimoniale precedente la pandemia.

Dopo il nulla osta della Commissione europea Cdp, a valere sul Patrimonio destinato, potrà effettuare ogni forma di investimento, comunque di carattere temporaneo, includendo la concessione di finanziamenti e garanzie, la sottoscrizione di strumenti finanziari e l'assunzione di partecipazioni sul mercato primario e secondario.

Gli interventi del Patrimonio destinato avranno come oggetto società per azioni, anche con azioni quotate in mercati regolamentati, comprese quelle costituite in forma cooperativa che:

  • hanno sede legale in Italia;
  • non operano nel settore bancario, finanziario o assicurativo;
  • presentano un fatturato annuo superiore a 50 milioni di euro.

La partecipazione ad aumenti di capitale, la sottoscrizione di prestiti obbligazionari con obbligo di conversione o la sottoscrizione di prestiti obbligazionari subordinati convertibili è giustificata quando:

  • l'impresa rischia di perdere la continuità aziendale in mancanza dell'intervento;
  • l'intervento aiuta a evitare difficoltà di ordine sociale, perdite di posti di lavoro o l'uscita dal mercato di un'impresa innovativa.

Fonte: ItaliaOggi, Diritto e Fisco del 20 novembre 2020

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