I ristori continuano, in arrivo i decreti 3 e 4

Contributi a fondo perduto sul calo del fatturato alimentati da un fondo perequativo. E allargamento dei codici Ateco delle attività indennizzate. Sono queste le due direttrici che diventeranno colonna vertebrale del decreto ristori 3 e del decreto ristori 4 su cui il ministero dell'economia è al lavoro. Intanto apertura del ministero dell'economia per uno slittamento dei termini delle dichiarazioni fiscali in scadenza il 30/11. La conferma del metodo di lavoro anticipato arriva dal sottosegretario all'economia Maria Cecilia Guerra intervenuta ieri durante l'esame sul decreto Ristori in commissione bilancio e finanze del Senato. Prossima settimana arriverà l'ufficializzazione dello scostamento di bilancio, dopo il voto su quel punto il ministero potrà costruire, o meglio presentare l'impianto del decreto ristori 3. Il decreto ristori 3 sarà nel solco della continuità con i precedenti interventi, tanto che si considera già il decreto ristori 3 come ulteriore innesto al decreto ristori 1, con un nuovo maxi emendamento. Il provvedimento arriverà con ogni probabilità durante i lavori per la conversione del primo ristori. Per contenere l'intervento degli emendamenti si sta valutando di presentare un ordine del giorno congiunto al decreto ristori 1 che contenga tutta la lista dei codice ateco su cui si chiede l'ampliamento della base da indennizzare. L'elenco dovrebbe essere concordato e valutato con le analisi della ragioneria sugli impatti economici. «Ristori 1 e 2 non sono frutto di un procedimento approssimativo», ha spiegato il sottosegretario Guerra, ma sono «frutto di una scelta precisa». La scelta di agire contestualmente alle chiusure per l'emergenza sanitaria e fornire indennizzi velocemente. Sul fondo perduto la misura più importante dei decreti il sottosegretario ha ribadito che: «Un criterio immediato ma approssimativo» riconosce il sottosegretario che però ha aggiunto, «ci ha permesso di dare subito un ristoro». Anche la scelta dei codici ateco è stata determinata dall'esigenza di indennizzare nel più breve tempo possibile, conoscendo anche i limiti di una tale classificazione. I due interventi dunque non sono la conclusione della storia Nel decreto ristori 3, il cui destino, di diventare un altro maxi emendamento al ristori 1, è segnato, troveranno spazio, dunque, i codice Ateco esclusi attualmente e sarà rifinanziato il fondo attuale per la crisi economica Covid-19, ma la metodologia di indennizzo non cambierà. E poi si arriverà al Ristori 4 in cui ci sarà un cambio di approccio e di metodo. Si istituirà un fondo perequativo e si lavorerà alla riscrittura dei parametri. Si punta a modificare il periodo di riferimento, estendendo la base di calcolo del calo del fatturato. «Ci sarà un altro provvedimento di chiusura e perequativo», ha anticipato infine la Guerra, «per tenere conto dei criteri che consentiranno di utilizzare più ampi strumenti di sostegno che completino, e vadano a quei soggetti che non rientrano nei codici Ateco, perché non sono stati direttamente chiusi, o che sono nella filiera, danneggiati come effetto delle chiusure primarie».

Fonte: ItaliaOggi - Politica del 19 novembre 2020

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