Nuove agevolazioni per gli affitti dei pubblici esercizi

In arrivo nuove agevolazioni per gli affitti dei pubblici esercizi. Un tema gravoso soprattutto per i tanti bar e ristoranti situati nelle zone arancioni e rosse che hanno dovuto chiudere e che, trovandosi in quartieri di pregio, devono pagare canoni di locazione spesso molto costosi. Il governo ha allo studio «nuovi schemi di agevolazioni fiscali che senza penalizzare i proprietari possano permettere un abbattimento dei costi sostenuti per le locazioni».

Ad annunciarlo, il presidente del consiglio Giuseppe Conte, intervenuto a conclusione dell'Assemblea 2020 della Fipe, la Federazione italiana dei pubblici esercizi aderente a Confcommercio. Il premier ha annunciato la disponibilità dell'esecutivo a reperire nella legge di bilancio ulteriori risorse rispetto ai provvedimenti di sostegno già adottati con il decreto Ristori bis (contributi a fondo perduto per il calo di fatturato, crediti di imposta per gli affitti commerciali, cancellazione della seconda rata Imu, sospensione dei contributi previdenziali, sospensione degli adempimenti tributari nelle zone rosse e arancioni). A partire dalla rinegoziazione dei canoni di locazione che però, ha avvertito Conte, «è un tema delicato perché lo stato dovrebbe intervenire nella contrattazione tra privati». «Siamo valutando qualche formula di intervento compatibile con il quadro costituzionale per evitare contenziosi e arrivare a una soddisfazione economica che sia equa e giusta rispetto alle aspettative economiche dei proprietari degli immobili», ha annunciato il presidente del consiglio.

Conte ha risposto alle sollecitazioni del presidente di Fipe-Confcommercio, Lino Enrico Stoppani che nel suo intervento ha chiesto al governo di fare di più rispetto alle misure già messe in atto. A cominciare da interventi sull'Iva che per un periodo limitato di tempo portino a una riduzione dell'attuale aliquota del 10%. Stoppani ha chiesto anche il ripristino del cash back per la ristorazione, l'allargamento dei tax credit e una maggiore qualificazione delle imprese del settore in modo da limitare quell'«eccesso di offerta» che oggi genera bassa marginalità, patologie, malattie alcol e cibo correlate, infiltrazioni mafiose. Infine, Stoppani ha chiesto che il settore dei pubblici esercizi abbia finalmente dignità istituzionale, con un unico ministero di riferimento, mentre ora le competenze in materia sono divise tra più dicasteri.

Conte ha rivendicato le misure messe in atto dal governo per il settore, come il cosiddetto Fondo ristorazione per l'acquisto di prodotti 100% Made in Italy in favore di ristoranti, agriturismi, mense, catering, alberghi. Il Fondo, istituito dal dl Agosto, e che può contare su un plafond di 600 milioni porterà le attività della ristorazione a chiedere contributi da 1.000 a 10.000 euro. Il termine per presentare le domande scadrà il 28 novembre e, come annunciato dalla ministra delle politiche agricole, Teresa Bellanova, proprio all'assemblea Fine, «non verrà prorogato perché c'è necessità di consumare le risorse entro l'anno, non vogliamo rimandare indietro risorse al ministero dell'economia».

Sempre a favore della ristorazione, il premier ha poi ricordato il contributo a fondo perduto a favore delle attività commerciali situate in 29 centri storici che hanno subito una riduzione del fatturato di almeno 2/3 tra giugno 2020 e giugno 2019.

Dinanzi alla platea di operatori collegati via streaming, Conte ha anche annunciato l'ambizioso progetto del governo di definire uno «Statuto delle imprese», ossia «un corpus normativo dove tutte le imprese, gli artigiani, gli esercenti possano avere un catalogo di diritti» irrinunciabili. A cominciare «dal diritto a svolgere attività di impresa con pochissimo tempo e pochissimo costo e con un business plan semplificato», ha chiarito il premier.

Tra le altre richieste di Fipe anche quella di intervenire sui temi della liquidità. In considerazione del fatto che il sistema bancario non è in condizione di sostenere il settore delle ristorazione per i vincoli della normativa europea in termini di valutazione del livello di rischio e di merito di credito, Fipe chiama in causa Cassa depositi e prestiti, unico soggetto che, in virtù della sua veste pubblica, può, secondo la Federazione pubblici esercizi, svolgere il ruolo di «finanziatore paziente per venire incontro alle esigenze delle imprese». Conte ha promesso l'impegno del governo a «ragionare insieme per nuovi interventi» e ha ammesso la necessità di immettere maggiore liquidità nel sistema produttivo anche se, ha ricordato, «lo Stato non può dare finanziamenti statali a privati, può dare solo garanzie, poi è il sistema bancario che deve fare la propria parte».

All'assemblea Fipe ha preso parte anche il ministro dei beni culturali Dario Franceschini che ha promesso l'impegno del governo affinché le esenzioni per le occupazioni di suolo pubblico da parte dei pubblici esercenti (in scadenza a fine anno) vengano quantomeno prorogate fino alla fine dello stato di emergenza (31 gennaio 2021). Franceschini ha inoltre annunciato che proporrà al governo che le risorse che arriveranno all'Italia con il Recovery fund per la riqualificazione delle strutture ricettive possano in parte essere estese anche alle strutture della ristorazione. «Un ristorante in una località turistica è esso stesso un'attrattiva turistica», ha osservato il ministro. «Ragioneremo come identificare queste strutture».

Fonte: ItaliaOggi - Diritto e Fisco del 19 novembre 2020

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