Agroalimentare, l’esonero contributivo non decolla

Nel Dl 34/2020 è presente una disposizione che introduce un esonero totale dal versamento della contribuzione a carico dei datori di lavoro privati appartenenti alle filiere agrituristiche, apistiche, brassicole, cerealicole, florovivaistiche, vitivinicole nonché dell’allevamento, dell’ippicoltura, della pesca e dell’acquacoltura. Restano dovuti la quota contributiva a carico dei lavoratori e i premi assicurativi Inail che, nell’ambito della contribuzione agricola unificata, vengono riscossi dall’Inps.

La norma in questione è l’articolo 222 del Dl Rilancio che, ad oggi, resta inattuata. Infatti, nonostante il termine di venti giorni dall’entrata in vigore del Dl 34/2020 previsto per l’emanazione del decreto attuativo da parte dei Ministeri del Lavoro, delle Politiche agricole e dell’Economia, non risultano notizie ufficiali se non un annuncio della ministra Bellanova apparso sul sito del Mipaaf lo scorso 14 settembre e il messaggio Inps n. 3341 pubblicato il giorno successivo. Detto messaggio disponeva la sospensione del pagamento dei contributi dovuti per il primo trimestre dell’anno, in scadenza il 16 settembre scorso, dalle aziende assuntrici di manodopera agricola esercenti una delle attività economiche contraddistinte dai codici Ateco elencati nell’unico allegato.

Nessun riferimento da parte dell’Istituto alla fruibilità del beneficio da parte di aziende dell’agroalimentare che svolgono attività di coltivazioni miste delle quali soltanto alcune presenti tra i codici Ateco elencati. Inoltre, sebbene il messaggio riservi un paragrafo alle aziende con dipendenti in possesso di matricola Inps, non vi è alcun riferimento alla possibilità di recupero della contribuzione versata mensilmente estranea alla fattispecie della contribuzione agricola unificata (Cau), come per il personale impiegatizio.

La situazione di disagio e incertezza in cui versano operatori del settore e professionisti della materia ha portato alcuni deputati della Lega a presentare alla Camera, il 28 settembre, l’interrogazione a risposta n. 5/04657 di cui primo firmatario è Golinelli. Con l’interrogazione, oltre a richiedersi le motivazioni della mancata pubblicazione in Gazzetta del decreto interministeriale malgrado già il 15 luglio scorso sia pervenuta l’autorizzazione della Commissione europea, vengono eccepite alcune criticità già segnalate dalle associazioni di categoria.

Dall’elenco dei codici Ateco allegato al messaggio Inps, peraltro identico a quello allegato al decreto interministeriale circolato in bozza nelle scorse settimane, risulterebbero esclusi dal beneficio alcuni settori comunque danneggiati dall’emergenza epidemiologica quali i comparti ortofrutticolo, olivicolo e orticolo. Ciò, a parere dei firmatari, determina una disparità di trattamento tra operatori economici. È pertanto richiesto se sia opportuno avviare iniziative per integrare l’elenco dei codici Ateco con le attività agricole escluse che risultano comunque danneggiate dagli effetti dell’emergenza epidemiologica Covid-19. Altra criticità segnalata attiene alla questione dei premi Inail che restano a debito dei datori di lavoro interessati nonostante rientrino a pieno titolo nel sistema della contribuzione agricola unificata. Al fine di chiarire gli aspetti dubbi della misura si reputa necessaria la pubblicazione del decreto attuativo che conferisca ufficialità all’agevolazione contributiva introdotta.

Fonte: Il Sole 24 Ore - Norme e Tributi del 16 ottobre 2020

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