Superbonus: comunicazione cessione del credito

Il provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate Prot. n. 283847/2020 ha dato concreta attuazione degli articoli 119 e 121 del decreto – legge n. 34/2020, secondo cui è possibile richiedere lo sconto in fattura o effettuare la cessione del credito del Superbonus del 110%. Il provvedimento prevede l’osservanza di tempi estremamente rigorosi con la previsione della perdita dell’agevolazione qualora non vengano rispettati.

Le disposizioni in esame rischiano però di creare un vero e proprio “corto circuito” laddove il contribuente intenda avvalersi dello sconto o effettuare la cessione del credito con riferimento agli stati di avanzamento dei lavori non inferiori al 30% dell’opera. Il provvedimento direttoriale non sembra essere del tutto allineato.

Sconto in fattura e cessione del credito: la scadenza per la comunicazione dell’opzione - Le modalità di esercizio dell’opzione sono disciplinate dal punto 4 del citato provvedimento direttoriale. In particolare, si prevede che “La Comunicazione è inviata esclusivamente in via telematica all’Agenzia delle entrate a decorrere dal 15 ottobre 2020. La Comunicazione deve essere inviata entro il 16 marzo dell’anno successivo a quello in cui sono state sostenute le spese che danno diritto alla detrazione, […]”. Il successivo punto 4.9 prevede che “Il mancato invio della Comunicazione nei termini e con le modalità previsti dal presente provvedimento rende l’opzione inefficace nei confronti dell’Agenzia delle entrate”.

Ad esempio, si consideri il caso in cui un intervento di isolamento termico sia iniziato il 1° ottobre e termini entro il 30 novembre dello stesso anno. Si ipotizzi ancora che le spese siano state integralmente sostenute entro il termine dell’intervento e quindi nell’anno 2020. Il provvedimento direttoriale prevede che la comunicazione della cessione del credito debba essere effettuata entro il 16 marzo 2021. Diversamente, se il soggetto che ha effettuato il lavoro non osservasse tale disposizione non sarà più possibile, sia pure temporaneamente, effettuare l’operazione di cessione del credito. Una possibile via di uscita è indicata dal medesimo provvedimento direttoriale. Infatti, nei casi di cui al punto 1.4, la comunicazione deve essere effettuata “entro il 16 marzo dell’anno di scadenza del termine ordinario di presentazione della dichiarazione dei redditi in cui avrebbe dovuto essere indicata la prima rata ceduta non utilizzata in detrazione”.

Tornando all’esempio precedente, il soggetto interessato, che non ha effettuato la comunicazione entro il 16 marzo 2021, sarà di fatto obbligato a utilizzare la prima quota di detrazione in riduzione dell’Irpef relativa al primo anno 2020. Se, quindi, la detrazione complessiva ammonta a 25.000 euro, dovrà essere utilizzata la prima quota di 5.000 da evidenziare nella dichiarazione dei redditi presentata nel 2021. Successivamente, si potrà procedere cedendo il credito corrispondente alle quattro quote residue di importo complessivo di 20.000 euro. La comunicazione, in tale ipotesi, dovrà essere effettuata entro il 16 marzo 2022. Il contribuente risulta di fatto rimesso nei termini sia pure limitatamente alle quote di detrazione residue. Il contribuente, che ha fatto scadere il primo termine del 16 marzo 2021, è risultato così penalizzato esclusivamente con riferimento alla prima quota di detrazione che ha dovuto obbligatoriamente utilizzare. La cessione del credito è stata così rinviata e comunque sarà possibile per le quattro quote residue pari complessivamente a 20.000 euro.

Un altro problema si pone, però, nell’ipotesi in cui la cessione del credito riguardi il primo stato di avanzamento dei lavori che deve essere almeno pari al 30% dell’opera complessiva. Si consideri, ad esempio, il caso in cui il soggetto interessato abbia avviato l’intervento agevolato il 1° dicembre 2020 sostenendo, nello stesso anno, una spesa pari a 10.000 euro. Non sarà ancora possibile, però, effettuare la cessione del credito in quanto lo stato di avanzamento dell’opera deve essere almeno pari al 30%. Si consideri ancora che tale percentuale venga raggiunta in data 30 aprile dell’anno 2021, come accertato, tra l’altro, in base all’asseverazione del tecnico. In tale ipotesi, se si segue l’indicazione del provvedimento direttoriale, il contribuente avrebbe dovuto comunicare l’opzione entro il 16 marzo dell’anno successivo a quello in cui sono state sostenute le spese. Tuttavia, non è materialmente possibile osservare la scadenza del 16 marzo 2021 in quanto, anche se il primo pagamento di 10.000 euro è stato effettuato nel mese di dicembre 2020, il primo SAL ha raggiunto la percentuale “minima” del 30% dopo la predetta data. Conseguentemente, al fine di cedere il credito corrispondente alla detrazione relativa alle spese corrispondenti al primo SAL, la comunicazione dovrà essere effettuata entro il 16 marzo 2022, comprendendo, però, anche le spese sostenute nell’anno 2020. Si tratta dell’unica soluzione possibile. Ciò in quanto il recupero delle spese sostenute nel mese di dicembre dell’anno precedente dovrebbe essere consentito in quanto il credito corrispondente non potrà essere ceduto in mancanza del primo SAL. La rigida indicazione dell’Agenzia delle Entrate è riferibile unicamente al caso in cui la cessione del credito sia effettuata al termine del lavoro agevolato e non, invece, in base al singolo stato di avanzamento dell’opera.

Fonte: fiscalfocus.it, Articioli Fisco del 14 ottobre 2020

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