Simest è pronta a lanciare una nuova misura di finanza agevolata per sostenere gli investimenti delle imprese nell’intelligenza artificiale con un focus particolare sulle Pmi. L’iniziativa, che sarà disponibile, dal 21 settembre, sul portale web dei finanziamenti agevolati della società del gruppo Cdp, è rivolta alle imprese esportatrici ma anche a quelle aziende che, pur non esportando direttamente, sono inserite in filiere produttive a vocazione internazionale.
La misura, a valere sul Fondo rotativo 394 del 1981 che la società presieduta da Vittorio de Pedys e guidata da Regina Corradini D’Arienzo, è stata attivata nell’ambito dello strumento “Transizione digitale ed ecologica” e si inserisce nella più ampia strategia del sistema Italia per l’internazionalizzazione. Quest’ultima, sotto l’egida della Farnesina, punta a sostenere la trasformazione digitale del tessuto produttivo e nasce dalla consapevolezza del ruolo centrale che l’intelligenza artificiale gioca per lo sviluppo economico e la competitività delle imprese, come rimarca anche Alessio Nardi, consigliere per le politiche di sicurezza e in materia di giustizia, cooperazione e sviluppo del ministro degli Affari Esteri, Antonio Tajani. «L’iniziativa rappresenta un segnale concreto di sostegno all’ecosistema italiano dell’intelligenza artificiale. In una seconda fase, agli incentivi si potrebbero affiancare strumenti di accompagnamento e valorizzazione delle imprese nazionali al fine di massimizzare il ritorno economico e tecnologico dell’investimento pubblico e, in questo, la Farnesina vuole rappresentare un punto di riferimento e un modello».
«Con questa nuova misura, realizzata sotto la regia della Farnesina e in coordinamento con Cassa Depositi e Prestiti, e le altre agenzie del Sistema Italia quali Sace e Ice - commenta la ceo di Simest, Regina Corradini D’Arienzo - vogliamo accompagnare le imprese italiane che esportano e tutte le imprese delle loro filiere, con focus Pmi, in una nuova fase della trasformazione industriale, sostenendo investimenti che rafforzino il Made in Italy e ne consolidino la presenza nelle filiere globali».
Tornando all’iniziativa, la misura è rivolta alle imprese italiane con una vocazione internazionale che realizzino almeno il 3% del proprio fatturato all’estero oppure operino come fornitrici di imprese esportatrici, e finanzia esclusivamente investimenti destinati allo sviluppo, all’adozione e all’integrazione di soluzioni di Intelligenza Artificiale. L’intervento prevede un contributo a fondo perduto fino al 10% dell’intervento agevolativo, nei limiti della disciplina de minimis, e un tasso d’interesse minimo (0,37% a oggi) in regime de minimis. Chi attiverà il finanziamento potrà disporre di un anticipo fino al 50% dell’importo finanziato, mentre la durata è fino a 8 anni (incluso 2 anni di preammortamento)
Le agevolazioni potranno sostenere un ampio spettro di investimenti: si va dalle infrastrutture cloud e dai sistemi di calcolo per l’AI ai software e alle piattaforme di intelligenza artificiale, passando per la formazione del personale, l’inserimento di competenze specialistiche, nonché consulenze, certificazioni e cybersecurity.
Fonte: Il Sole 24 Ore, Politica Economica del 28 luglio 2026